In ricordo di Ugo Tognazzi, il mattatore

Dal 23 al 31 ottobre 2020 alla Cineteca Milano MIC una rassegna dedicata al mattatore unico del cinema italiano e internazionale a trent’anni dalla morte

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Foto film Venga a prendere il caffé da noi

In programma nove film tra i più famosi della sua carriera

Nato a Cremona il 23 marzo 1922, Ugo Tognazzi a soli 14 anni lavora come operaio in un salumificio, ma ha nel sangue la passione per il palcoscenico. Presto calca le scene in una compagnia filodrammatica del dopolavoro aziendale e poi si trasferisce a Milano dove recita nella rivista musicale al fianco dell’amico Raimondo Vianello, con il quale farà coppia per anni anche in televisione. Il cinema lo attrae già all’inizio degli anni Cinquanta, prima in produzioni di basso livello e poi come protagonista di film diretti da grandi registi, quali Ferreri, Risi, Scola, Pietrangeli ed altri. Negli anni Sessanta insieme a Sordi, Gassman, Manfredi e Mastroianni, diviene uno dei mattatori della commedia all’italiana. Attore poliedrico, Tognazzi si impone anche in ruoli drammatici vincendo numerosi premi internazionali. Alla sua scomparsa, avvenuta il 27 ottobre 1990, il cinema di casa nostra non riuscirà a trovargli un degno erede.  La rassegna si apre venerdì 23 ottobre ore 17.15 con La vita agra, 1963 di Carlo Lizzani dal romanzo di Luciano Bianciardi, azzeccata satira sugli anni del boom e prosegue sabato 24 con Romanzo popolare, 1974, commedia di grande successo diretta da Mario Monicelli e con La tragedia di un uomo ridicolo, 1981 di Bernardo Bertolucci (il 27 ore 17.00), amara storia di un industriale di origine contadina, a cui è stato rapito il figlio, ma che in realtà è molto più preoccupato di salvare il suo caseificio sull’orlo del fallimento. Del 1965 è Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli (mercoledì 28 ore 15.00), memorabile ne piccolo ruolo di un attore in disarmo che cerca di sopravvivere e del 1963 è Una storia moderna- L’ape regina (mercoledì 28 ore 17.15), la pellicola che ha fatto conoscere al grande pubblico Marco Ferreri. Seguono due campioni di incassi come Venga a prendere il caffè da noi, 1970 di Alberto Lattuada (giovedì 29 ore 15.00) e La Cage aux folles – il vizietto, 1978 di Edouard Molinaro (venerdì 30 ore 15.00).  Il ciclo termina con un altro successo di pubblico e di critica, Il federale,1961 di Luciano Salce (venerdì 30 ore 17.00), una presa in giro del fascismo  e con il mitico La grande abbuffata, 1973 ancora di Ferreri (sabato 31 ore 15.00), quattro amici che si chiudono in una villa parigina con l’intento di mangiare fino a morire. Apologo grottesco sull’ingordigia della società del benessere.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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