“Eroi del 2020”: nel suo primo album Piro svela anche il suo lato morbido

0
Piro

Anticipato qualche mese fa dal singolo La donna del futuro e più recentemente da Città d’oriente, esce oggi Eroi del 2020, album di debutto del cantautore romano Piro. Alberto Piromallo Capece Piscicelli (così all’anagrafe) ha deciso di fare il grande passo e di presentarsi al pubblico con un album del quale ha scritto musiche e testi. Ha invece curato la produzione Lorenzo Ceci. Classe 1991, Piro si è laureato al DAMS, ha fatto parte di una rock band e per tre anni ha anche lavorato come cuoco in ristoranti di cucina gourmet. Lo abbiamo intervistato.

Piro

La domanda è forse scontata, ma necessaria: chi sono gli Eroi del 2020?
Gli eroi del 2020 sono i ragazzi di 10 anni fa e il loro sentirsi al centro del mondo. Mi piaceva pensare che anche nel 2020 sarebbe stato uguale e avremmo fatto ancora le stesse cazzate, ma sempre con sentimento. Ne parlo nel brano Questo vento, ma quando tempo fa scrissi questo epiteto sarcastico diventato titolo dell’album parlavo al futuro, però nel frattempo è diventato presente.

Perché come singolo hai scelto Città d’oriente?
Volevo mostrare il lato morbido che non era ancora uscito allo scoperto con i due singoli precedenti, ma nell’album lo troverete anche in altre tracce.

Ci racconti anche qualcosa del video di Città d’oriente?
A parte le scene in cui canto con la chitarra spezzando il ritmo della narrazione, ci sono vari quadretti con tre bambini che mi impediscono di partecipare alle loro attività giocose. I registi Alessandro Codina e Franco Diana sono stati eccellenti nell’interpretare attraverso le immagini le sensazioni di insicurezza provate dal protagonista della canzone durante il suo viaggio di ritorno verso casa. È un po’ come in quei sogni in cui non riesci mai a raggiungere l’obiettivo. Per fortuna rimane sempre la speranza.

Nella tua biografia leggo che ami Lucio Battisti e i Radiohead. Credi che queste tue passioni si ritrovino nel tuo disco?
Difficilmente riesco a scrivere canzoni senza pensare a Lucio Battisti e a quanto ci ha regalato di geniale. Per quanto riguarda i Radiohead è stato il loro continuo cambiamento di stili nella carriera che mi ha ispirato a non fare un disco rock, ma inserire synth e drum machine. Credo poi che in generale la lingua italiana non si presti al loro tipo di poetica, purtroppo.

Che peso ha per te l’elettronica nella musica?
Mi piace pensare che gli elementi elettronici rendano sotto sotto il senso straniante dell’epoca in cui viviamo. Questo quando riescono ad asservire alla canzone senza prendere “deliranti” sopravventi, in quel caso diventa più una sorta di sperimentazione.

Prima di dedicarti alla tua carriera solista sei stato anche il cantante di un gruppo rock, gli ELLEPì. Cosa ti è rimasto di quell’esperienza?
Ho imparato a scrivere strutture particolari e strane nelle canzoni, per arrivare a regolarmi un po’ di più adesso. Ho imparato il senso di gioco che ha arrangiare una canzone insieme ad altre persone. Fare rock comunque vada rimane una scuola molto valida per iniziare a muoversi nel mondo della musica. Ma soprattutto mi è rimasta l’amicizia dei componenti, persone a me molto care.

Hai concerti in programma?
Il 27 ottobre c’è il release party dell’album a Le Mura. Riuscire a organizzare una data come si deve è già tanto in questo periodo. Dopodiché si vedrà.

Visto che sei anche un ottimo cuoco ti chiedo: dà più soddisfazione cucinare un buon piatto o scrivere una bella canzone?
Cucinare trovo sia una passione bellissima e ti fa sentire molto nel qui ed ora, ma scrivere una canzone mi dà una soddisfazione più a tutto tondo. Almeno fino a che non ci devo rimettere mano per cambiare qualcosa, facendo entrare in gioco una piccola componente snervante. Se mi avessi detto “mangiare un buon piatto” forse avrei risposto mangiare.

Il video di Città d’oriente:

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome