Nothing But Thieves: «Ogni canzone che scriviamo è un pezzo unico»

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Nothing but Thieves moral panic
Foto di Jack Bridgland

Moral Panic è il titolo del terzo album dei Nothing But Thieves, anticipato dai singoli Is Everybody Going Crazy?, Real Love Song e Impossible.

Durante la conferenza stampa di presentazione, il gruppo ha raccontato e descritto questo nuovo progetto discografico, partendo dal fatto che nonostante sia stato scritto prima dell’emergenza sanitaria risulta più che mai attuale, grazie alle tematiche affrontate nei vari pezzi: dal cambiamento climatico, al falso buonismo dei social, fino alla rabbia e quella voglia di staccare, cercare e trovare delle nuove speranze da portare avanti.

Ecco cosa hanno detto: Moral Panic ha avuto una gestazione a tratti complicata. In molti sensi è un album politico, ma era nostra intenzione che non lo fosse in maniera diretta. Il disco gira attorno all’effetto che hanno su di noi le pressioni del mondo moderno e dell’era dell’informazione.

Riguarda le persone. Le canzoni si posizionano a metà fra la rabbia e la rassegnazione. Siamo messi l’uno contro l’altro costantemente. Le nostre paure vengono utilizzate contro di noi per generare entrate pubblicitarie.

Il dibattito moderno ci chiede di presumere che chiunque non sia d’accordo con noi su qualcosa, abbia un’opinione completamente opposta alla nostra: la mia verità non è la tua verità e la tua verità fa schifo. Viviamo aggregati in tribù online.

A volte è l’unico modo che abbiamo per affrontare la giornata. Qualche volta, lo facciamo perché ci piace causare dolore. Dove possiamo trovare speranza o sollievo? Abbiamo ancora modo di scegliere qualcosa? Puoi permetterti di essere un individuo? Incidere quest’album è stato catartico. Speriamo sia altrettanto catartico ascoltarlo”.

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I punti di forza dei Nothing But Thieves

Alla produzione di Moral Panic troviamo Mike Crossey, che ha già collaborato con band come The 1975, Arctic Monkeys e Wolf Alice.

I Nothing But Thieves hanno sottolineato il fatto che questo album è molto più sperimentale rispetto ai precedenti lavori, in particolare per quanto riguarda il sound, proponendo così un progetto molto più ampio a livello sonoro, raggiungendo così un pubblico.

Ma quali sono, a vostro avviso, i punti di forza di questo album?
“Abbiamo un bravissimo cantante. Siamo cinque individui, ognuno con la sua personalità, che riusciamo a far confluire nella nostra musica. È come un melting pot in cui si incontrano tutte le varie influenze e le nostre emozioni. Se in un gruppo c’è solo una persona che si occupa di tutto, diventa noioso da ascoltare. Invece, la cosa bella di noi è proprio il fatto che ci ascoltiamo, prestando attenzione all’input di ognuno di noi, così che ogni canzone che scriviamo è un pezzo unico”.

Nothing But Thieves: live

L’album non è l’unico regalo che fanno al proprio pubblico, infatti la band ha in programma tre livestream, intitolati Live from the Warehouse, che si terranno il 28 e il 29 ottobre e di cui sono già aperte le prevendite. Ecco gli orari italiani dei tre show:

  • 28 ottobre ore 1.00
  • 29 ottobre ore 21:00
  • 29 ottobre ore 15:00

Inoltre, per i fan c’è la possibilità di partecipare al live al Fabrique di Milano in programma il 3 novembre 2021. I biglietti sono in prevendita sui circuiti TicketOne e Ticket Master.

Nothing But Thieves: biografia

Nothing But Thieves sono Conor Mason (voce, chitarre), Joe Langridge-Brown (chitarre), Dominic Craik (chitarre, tastiera), Philip Blake (basso) e James Price (batteria). Hanno venduto oltre 780 mila copie e 150 mila biglietti durante l’ultimo tour. Hanno fatto più di 950 milioni di stream e più di 165 milioni di streaming video

Il 17 giugno hanno pubblicato una versione del loro singolo Sorry in collaborazione con i loro fan, che hanno realizzato 150 video in cui cantano e suonano diversi strumenti assieme alla band.

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Irma Ciccarelli
Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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