Dpcm: chiusi teatri e cinema. Il settore dello spettacolo scende in piazza

0
concerti

Il settore dello spettacolo scende in piazza contro il nuovo Dpcm, firmato oggi dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che prevede la chiusura di cinema, teatri, e tutti gli spazi adibiti a concerto, in luoghi pubblici e privati. Il decreto entra in vigore dal 26 ottobre, fino al 24 novembre.

La manifestazione in piazza, “L’assenza spettacolare”, è supportata da Slc Cgil Nazionale, Segreteria Nazionale FISTel – CISL, Uilcom Nazionale Uil.

Il 30 ottobre tutti i lavoratori dello spettacolo sono chiamati alla protesta, nelle seguenti città:

Bologna: ore 10, Piazza Roosevelt
Torino: ore 10, Piazza Castello
Milano: ore 10, Piazza della Scala
Venezia: ore 10:30, Palazzo Ferro Fini
Roma: ore 10, Piazza Montecitorio
Perugia: ore 10, Piazza Italia
Ancona: ore 10, Corso Prefettura
Cagliari: ore 9:30, Piazza Palazzo
Napoli: ore 10, Piazza Del Gesù
Bari: ore 10:30 Piazza Prefettura
Trento: ore 10.00 Via S.Croce
Trieste: ore 10.30 P.za Unità (di fronte alla prefettura)
Firenze: ore 10.00 P.za SS. Annunziata
Pescara: ore 16.00 P.za Salotto (in attesa di autorizzazione definitiva)
Palermo: ore 10.00 P.za Verdi
Catania: ore 9.30 P.za Università
Salerno: ore 10:00 Via Guerino Grimaldi N.7 (piazzale Teatro delle Arti)

Manca ancora la piazza calabrese, che sarà o a Cosenza o a Catanzaro. In Liguria, in cui c’è il divieto di manifestare, si sta cercando una forma di protesta alternativa.

In base al nuovo decreto, firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e illustrato nel corso della conferenza stampa delle 13:30, il settore dello spettacolo, già in ginocchio, subisce un ulteriore stop. Questa nuova misura rischia di mettere definitivamente a tappeto l’industria creativa italiana, già segnata profondamente dalla pandemia. Il provvedimento è ritenuto incomprensibile, vista l’oggettiva sicurezza dei luoghi adibiti a spettacolo, con un rigido protocollo di sicurezza che prevede una capienza ridotta, una sanificazione costante e un rispetto del distanziamento, sempre indossando la mascherina. Il settore della cultura è la carta d’identità del Paese, un bene prezioso da tutelare, e non da “uccidere”.

Di seguito l’applauso a fine rappresentazione del Teatro dell’Opera di Roma, uno dei tanti teatri italiani costretti a “calare il sipario”

http://m.facebook.com/story.php?story_fbid=4247474451935068&id=109576519058236

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome