Rossella Seno: «La politica ha abbandonato lo spettacolo da tempo. Il Covid l’ha solo messo in luce»

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Rossella Seno

Cantattrice poliedrica, Rossella Seno ha dalla sua una lunga carriera, che si muove con disinvoltura tra canto e recitazione, con un podio al Premio Speciale Ciampi (2018), insieme a Nada e Vinicio Capossela.

Ad aprile il nuovo album, Pura come una bestemmia, in cui l’artista affronta tematiche importanti, coadiuvata da una squadra di collaboratori di primo livello. Tredici brani, la cui composizione è affidata in prevalenza a Massimo Germini (storico chitarrista di Vecchioni), che cura anche gli arrangiamenti, rivestendo il lavoro di pura eleganza.

Il titolo, Pura come una bestemmia, conferisce subito un tocco provocatorio all’album. Titolo che arriva da uno spettacolo (quasi) omonimo…
Sì, Puri come una bestemmia. Il titolo mi è stato regalato da Giuseppe De Grassi (autore che ha scritto il mio spettacolo teatrale Cara Milly), e si riferisce a tutte quelle persone che si sentono buone, pure, e poi magari esultano quando la nave affonda con gli immigrati. Identifica quindi l’ipocrisia della gente.

Puri come una bestemmia è anche la chiusa dell’album…
Il brano è stato aggiunto quando l’album era già finito, era “il brano mancante”, di cui sentivo l’esigenza: quando Sirianni l’ha scritto ero felicissima, era la giusta conclusione.

Anche la copertina ha un tono provocatorio. Una donna nuda (tu) messa in croce.
Nella croce c’è un Cristo con me, come a dire: non è servito a nulla il sacrificio di Dio. È quindi un grido di aiuto, di speranza. Nel dietro della copertina c’è la donna intera in croce piantata in un mare di rifiuti, quelli che stiamo lasciando. Noi stiamo distruggendo il pianeta, mettendo la natura “in croce”. È il mondo intero, sacrificato in nome del dio denaro.

Nel disco ci sono contributi importanti, a partire dall’apertura, con la firma di Erri De Luca in Mare Nostro, che possiamo definire una preghiera laica.
Sì assolutamente, come quella che segue, Ascoltami o Signore, infatti le ho legate una all’altra. E come direbbe Sirianni (autore della seconda), usando le parole di Caproni: “Non si prega Dio perché esiste, ma perché esista”.

Ascoltami o Signore ha un continuo con l’apertura anche nella base musicale..
Sì, è stato voluto: ho chiesto di musicarle nello stesso modo. Questa è anche l’unica canzone a non essere stata scritta per me, è edita, ma l’ho sentita talmente mia che ho chiesto a Sirianni di poterla inserire nell’album.

In Princessa si parla dello scorrere del tempo. Che rapporto hai col tempo che passa?
Non ho un bel rapporto, sono sincera. Tremo all’idea della vecchiaia, come tutti. Viviamo in una società che ci vuole sempre giovani. Ancora peggio se sei donna e sei stata anche piacente. Lo sottolinea perfettamente Pavone (autore del brano), che mi conosce bene: il brano è nato dopo una chiacchierata che ci siamo fatti sul tema. Mentre una volta la persona anziana era il Maestro, colui che ti insegnava la vita, oggi è uno scarto. Lo vediamo anche con questo virus: tanto muoiono gli anziani, si dice. Come se non avessero alcun valore. Se vogliamo, poi, c’è anche una competizione tra generazioni. Il ciclo naturale di un tempo, ora non esiste più, e invecchiare è diventato quasi una colpa.

Mi hai dato un assist. Ha commesso degli errori la generazione precedente nei confronti dei giovani?
Porcamiseria! (Ride) Credo che la mia e anche la precedente alla mia, di errori sulla coscienza ne abbia tanti. Abbiamo inseguito un mito falso, abbandonato tutto ciò che era “valore”, rincorrendo non so cosa. Il tempo, che è la cosa più preziosa che abbiamo, lo impegniamo per lavorare. Ma lavorare per produrre: la pubblicità ci “insegna” che per essere felici dobbiamo acquistare, quindi il valore non è più l’essere ma l’avere. Tutto questo l’abbiamo trasmesso ai ragazzi.

Nel disco tocchiamo un episodio di cronaca tra i più bui della Storia del Paese: quello legato a Stefano Cucchi.
Ho sposato da subito la sua causa. Abbiamo realizzato una canzone, risalente al Referendum del No (2016), in favore della Costituzione, e nel video della canzone, “al tema giustizia”, c’è proprio Cucchi. Quando la giustizia pecca in questo modo, siamo veramente perduti. Cucchi ha avuto la “fortuna” di avere una sorella come Ilaria, che ha combattuto per la verità, ma immaginiamo tutti gli altri, tutti coloro che non hanno questo “microfono”: chissà quanti Stefano Cucchi ci sono. Quando ci “scontriamo” con gente con una divisa, capace delle peggiori nefandezze, torniamo a Puri come una bestemmia, ossia a persone che dovrebbero richiamare la giustizia e i valori e invece sono messaggeri di violenza.

In Luna su di me poni l’attenzione sul salvataggio degli orsi tibetani.
Io sono animalista e vegana, difendo la vita. Da un po’ di tempo faccio teatro – canzone, e canto gli “ultimi”. E chi è più ultimo dell’animale? Non ha veramente voce.
Quando mi hanno dato il brano, sono sincera, non conoscevo la situazione nello specifico. Mi sono informata e quando ho scoperto che tipo di vita facessero, ho pensato che dovevo fare qualcosa.

Nel disco c’è anche un duetto, con Mauro Ermanno Giovanardi.
Una grande voce. Mauro lo conosco da un bel po’ di tempo. Io ho registrato questo disco a Milano, lui è passato a salutarmi, e mi ha lasciato la sua voce come “regalo”.

Un album coraggioso sia per le tematiche che per la data di relaise: scorso 3 aprile, pieno lockdown.
Sì, mi sembrava ci fosse necessità di qualcosa di “profondo” in quel momento. Inoltre c’era anche più tempo per ascoltarlo: questo è un disco dai tempi lenti, i testi hanno una grande importanza.

Sei di Venezia, ma vivi a Roma. Sono curiosa di sapere cosa ne pensi della candidatura di Sgarbi a sindaco della capitale.
Guarda, se avessimo Sgarbi, dopo tutte le polemiche e vicende discutibili in cui è stato coinvolto, ci sarebbe da fare la valigia e andarsene! Sgarbi l’ho conosciuto, e nel suo ha anche una grande conoscenza, ma un mondo di esporsi imbarazzante. Uno che ha chiesto agli abitanti del paesino in cui fa il sindaco, di non mettere la mascherina perché è contrario… bè è un pazzo. Se questo è il modo di far politica, io non ci sto.

La parte politica che include Sgarbi, proprio per questi spot negazionisti, puo’ essere ritenuta responsabile della situazione attuale?
La politica ci rappresenta, siamo noi. Siamo noi i colpevoli, non possiamo scaricare la responsabilità così. Ci vuole senso civico ed etico. Io non ho mai smesso di portare la mascherina, e per tutta l’estate mi hanno preso in giro. Ma non hanno capito che la mia era una forma di rispetto. C’è un virus che va combattuto, e non ignorato, e va combattuto usando la mascherina, i disinfettanti, mantenendo una certa distanza dagli altri. Si può fare.

La politica, causa Covid, ha dato una bella “bastonata” al settore dello spettacolo.
Lo spettacolo è stato abbandonato dalla politica da tempo. Il Covid ha messo in risalto cose che già non andavano: la sanità, l’istruzione e la cultura. Erano tre settori che già prima vacillavano. Di colpevoli per questa situazione ne abbiamo tanti, tutti coloro che hanno “mangiato” dove quei soldi servivano per sanità, istruzione e cultura, cose di cui il Paese ha bisogno. Avevamo il Paese più bello del mondo, potevamo vivere di quello che avevamo. E torniamo al discorso iniziale: il potere, il denaro, il lucro. Siamo capaci di qualsiasi cosa per il potere. In questo momento dovevamo essere tutti uniti, invece ci facciamo la guerra uno contro l’altro.

Tracklist Pura come una bestemmia
Mare nostro
Ascoltami o Signore
Principessa
La ballata delle donne
Gli occhi di Stefano
La città è caduta
Luna su di me
La chiamano strega
Io che quando posso
Remi e ali
Lasciatemi stare
Sei l’ultimo
Puri come una bestemmia

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