Intervistato da Joe Rogan nel suo podcast lo scorso 24 ottobre, Kanye West si è lanciato in una provocazione che sa tanto di un progetto a medio/lungo termine.
«Stavo pensando di acquistare i miei master, ma ho capito che era un pensiero troppo piccolo. Comprerò Universal».
«In fondo è solo un’organizzazione da 33 miliardi di dollari e io sono uno dei più grandi produttori di prodotti che siano mai esistiti. Inoltre sono un bambino, ho 43 anni. Quattro anni fa avevo un debito di 53 milioni di dollari, ma ormai è dimostrato che sono il nuovo Michael Jordan dei prodotti».
West ha affermato di avere un patrimonio netto personale di 5 miliardi di dollari, insieme a un flusso di cassa personale annuale di 300 milioni di dollari.
È risaputo che Vivendi, l’azienda che controlla Universal, attualmente non è contraria all’idea di liquidare le sue partecipazioni. Solo sette mesi fa, un consorzio guidato dal gigante cinese Tencent ha acquisito il 10% di Universal Music Group per 3,3 miliardi di dollari. Lo stesso consorzio ha ora la possibilità di acquisire un ulteriore 10% di Universal entro metà gennaio 2021.
Parlando agli investitori lo scorso 20 ottobre, il CEO di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, ha affermato che, oltre agli accordi del consorzio Tencent, Vivendi sta «portando avanti il processo di vendita di ulteriori quote di minoranza con altri partner».







































