Patrizio Fariselli rivisita gli Area e pubblica un doppio Cd inciso in Giappone

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Patrizio Fariselli

Le canzoni degli Area riprese e riarrangiate da Patrizio Fariselli escono nel cofanetto «Live in Japan» che contiene 2CD e 1DVD e per i collezionisti verrà prodotta un’edizione limitata e numerata in vinile. A pubblicarlo la Warner in Italia e la King Records in Giappone. Il tutto a documentare il concerto fatto in Giappone nel maggio 2019. Stiamo parlando di brani che hanno caratterizzato un’intera stagione del pop internazionale. Sì, perché quando ci si ricorda di «Luglio agosto settembre (nero)», «Gerontocrazia», «L’elefante bianco» e «Gioia e rivoluzione» vengono in mente le storiche esibizioni di un gruppo che aveva in organico personaggi di assoluta grandezza. Uno di questi, Patrizio Fariselli, si è impegnato a mantenere vivo nel tempo un repertorio difficilmente eguagliabile. L’anno scorso a Tokyo Fariselli ci è andato con Claudia Tellini – Vocals, Marco Micheli – Bass e Walter Paoli – Drums. Con la stessa formazione era pronto per una serie di prossime date che lo avrebbe visto sul palco di Cesenatico per un’anteprima il 7 novembre e poi a Roma, Milano San Lazzaro di Savena (BO), Lugagnano di Sona (VR) e Torino, date che si spera verranno ripristinate, in particolare quella milanese all’Out Off dove era prevista una tre giorni dedicata all’estro artistico e imprenditoriale di Gianni Sassi, il fondatore della Cramps che ha lanciato discograficamente gli Area.

Allora Patrizio contento di questa pubblicazione che riporta al centro il buon lavoro fatto dagli Area?
Non potrebbe essere diversamente. Per niente contento delle restrizioni che colpiscono duramente il mondo della cultura, spettacoli, cinema, concerti e teatri. Già il precedente lockdown aveva bloccato ogni iniziativa legata alla divulgazione di un film ritrovato che documenta il primo dei concerti tenuti dagli Area al Teatro Uomo di Milano nel 1976.

Gli appassionati della buona musica si orienteranno all’ascolto di questo cofanetto che ti vede protagonista con l’Area Open Project. Come è andata in Giappone?
È la terza volta che vado in Giappone, le prime due con l’Area Reunion insieme a Paolo Tofani e Ares Tavolazzi, nella seconda volta abbiamo suonato per due concerti, stavolta sono andato con il mio gruppo Area Open Project.  L’idea dell’organizzazione è stata quella di invitare due gruppi storici della Cramps, noi e gli Arti & Mestieri. Ci siamo esibiti nello stesso giorno, praticamente ci sono state quattro ore filate di musica: solo il pubblico giapponese poteva affrontare un evento di tale durata. Quando vai in Giappone non trovi il pubblico italiano ad ascoltarti, mi è capitato con l’Area Reunion quando siamo stati a Dublino, mentre in terra nipponica trovi solo il pubblico locale che mostra di essere preparatissimo e competente sul repertorio proposto. Pensa che in Giappone hanno una rivista dedicata solo alla musica italiana. Il nostro concerto è stato annunciato nei dettagli al pubblico già mesi prima, in modo che ciascuno potesse assistere preparato al concerto.

Avevate preparato il concerto pensando che sarebbe poi diventato un prodotto discografico?
No! È che in Giappone registrano sempre, così quando mi hanno sottoposto il prodotto sono rimasto colpito dalla perfetta registrazione e dalla resa tecnica. Con questa formazione, tutti toscani tranne me, suoniamo da più di due anni insieme, anche se la collaborazione con il bassista Micheli è iniziata una ventina d’anni fa e Paoli era con me già in Area Reunion. È stato quest’ultimo a presentarmi Claudia Tellini che è diventata la sorpresa di questo progetto.

Agli appassionati del repertorio storico potrebbe sembrare strano ascoltare i brani storici senza la voce originale di Stratos, ma la cantante riesce a essere autonoma, interpretando senza temere il confronto. Frutto di un lungo lavoro?
Intanto questo documento discografico la pone in assoluta evidenza. Valorizza la sua parte. Lei ha un’estrazione jazzistica, quindi ogni cosa la interpreta con la sua personalità. Ha cantato per la prima volta il repertorio Area e si è trovata subito a suo agio. Canta nella stessa tonalità di Demetrio, ha la stessa estensione, essendo mezzo soprano, e noi suoniamo al meglio rimanendo nella tonalità originale. Sono molto contento del risultato sonoro d’insieme. Peccato per questo stop che non ci permette di incontrare il pubblico per suonare le nuove versioni di canzoni del repertorio storico Area.

Dopo quel concerto in Giappone avete suonato anche in Italia, tra le altre esibizioni una l’avete proposta al Palazzo della Borsa di Milano a luglio dello scorso anno. Il repertorio proposto era però differente…
Sì, perché in quell’occasione, come Area Open Project, abbiamo proposto essenzialmente il contenuto dell’album «100 Ghost» che ho pubblicato nel 2018. In pratica sono collegato con una serie di musicisti che si relazionano con la mia musica. Musicisti che collaborano a sviluppare pensieri musicali diversi. Una dimensione inedita nel mondo della musica, che esce dalla logica del gruppo chiuso. In quell’occasione avevano partecipato Giovanni Giorgi alla batteria e Caterina Crucitti al basso, in più c’era Claudia Tellini, ma in varie occasioni quel tipo di formazione si propone anche per concerti solo strumentali.

Tornando all’album dal vivo in Giappone, nel secondo cd abbiamo ben due cover suonate insieme agli Arti & Mestieri. Di che si tratta?
Due lunghi brani dove anche qui la voce di Claudia Tellini si prende la scena. Si tratta di «The Wind Cries Mary» di Jimi Hendrix e «King Kong» di Frank Zappa. L’argomento cover entrerà anche nel mio prossimo album, lo avevo già collaudato con Coltrane e Zawinul e aspettatevi altre sorprese.

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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