Rai Storia al capolinea: “Inaccettabile chiudere uno dei pochi spazi di servizio pubblico”

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Rai Storia

Le voci sulla chiusura di Rai Storia, rete Rai dedicata a programmi di storia e documentari, si rincorrono da giorni. I motivi sono di carattere economico: la Rai sta ipotizzando di accorpare Rai Storia a Rai 5.

Lo riferisce l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, che prevede anche l’eliminazione della rete istituzionale, del canale in inglese e la chiusura di Rai Sport.

Il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi denuncia sui suoi canali social: “La Rai non soltanto ignora l’appello del ministro Franceschini a sostenere la cultura con l’acquisto di spettacoli e prodotti culturali, ma intende addirittura chiudere Rai Storia, uno dei pochi spazi rimasti di vero servizio pubblico. Inaccettabile, il Governo non lo permetta”.

Il deputato di Italia Viva continua: “Se cala la pubblicità per la crisi economica causata dal covid, la Rai tagli i costi dei prodotti commerciali, le produzioni esterne, i mega compensi, gli sprechi come l’invio di 20 giornalisti e tecnici in Usa per le elezioni americane, ma non è accettabile che con quasi 2 miliardi di euro di canone degli italiani che arriva dalle bollette elettriche si taglino cultura, sport e informazione, come intende fare Salini con il piano tenuto nascosto passato in Cda nei giorni scorsi.

C’è un Contratto di Servizio che non prevede di inseguire la tv commerciale ma di fare servizio pubblico, se la Rai non lo rispetta non può più ricevere il canone”.

Intanto è partita una petizione su Change.org, contro la chiusura del canale, che ha già superato le 9 mila firme: “Con questa petizione vogliamo sottolineare come, a differenza della proposta presentata in CdA Rai, il canale Rai Storia vada potenziato, migliorato e maggiormente pubblicizzato.

La divulgazione storica può essere un antidoto a una pericolosa deriva antiscientifica e revisionista (quando non sfocia nel negazionismo complottista tout court). Una deriva a cui assistiamo sempre più spesso nel dibattito pubblico nazionale, soprattutto in merito a tragici periodi della nostra storia. Difendiamo Rai Storia perché è la nostra voce sul piccolo schermo e perché senza conoscenza del passato non può esserci costruzione del futuro’’.

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Maria Francesca Troisi
Campana verace, trascorre gli anni degli studi tra Salerno, Milano e Roma. Appassionata da sempre di scrittura e musica, matura negli anni diverse esperienze nel campo dell’informazione e spettacolo, ricoprendo il ruolo di giornalista, blogger e ufficio stampa per siti di musica, quotidiani, e associazioni culturali.

1 COMMENTO

  1. Chiudere uno dei pochi canali dove non imperversa la pubblicità e dove un privato cittadino debba sopportare l’immondizia di gran parte di programmi stupidi e insensati, mi pare oltre modo assurdo. Ma forse non converrebbe evitare di pagare compensi faraonici a gente che non lo merita? Tagliare i costi vuol dire tagliare la cultura? Anche la Rai ha i suoi programmi immondizia ed è ormai una TV commerciale a tutti gli effetti. Conviene pensare di fare pulizia in altro modo.

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