I “Vent’anni” dei Maneskin. E quelli di Massimo Ranieri, 50 anni fa

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Måneskin
@Oliviero Toscani

I 20 anni sono un’età che è sempre stata celebrata, nella poesia, nei romanzi, nei film e pure nelle canzoni. Oggi ne esce una dei Maneskin che si intitola proprio Vent’anni. Ed esattamente 50 anni fa ne usciva una con un titolo identico di Massimo Ranieri, cantante che a un giovane d’oggi potrà sembrare assolutamente vecchia maniera, ma che per un adolescente di allora rappresentava il “nuovo” (là dove il “vecchio” era Claudio Villa).

Certo, i vent’anni di Ranieri erano altro rispetto a quelli dei Maneskin. Non a caso è trascorso mezzo secolo. Scritta da autori che sapevano il fatto loro (testo del grande Giancarlo Bigazzi, musica di Enrico Polito e Totò Savio), era un pezzo di “musica leggera”, come si diceva allora, ma niente affatto banale. E Ranieri, grande interprete, gli regalava la giusta drammaticità, tanto da coinvolgere emotivamente schiere adolescenti che ancora non avevano scoperto il rock. 

Altro elemento che accomuna il Ranieri di allora e i Maneskin è l’età anagrafica. Massimo Ranieri iniziò giovanissimo, vincendo un Cantagiro a soli 16 anni. Quando incise Vent’anni era diciannovenne, e grazie a questo brano trionfò a Canzonissima, surclassando Gianni Morandi, che all’epoca aveva soltanto 26 anni, ma rispetto ai 19 di Ranieri appariva un “matusa” (qualcuno ricorda questo termine?). 

Pure i Maneskin quando sono esplosi erano minorenni. Se devo dirla tutta, le loro prime cose non mi piacevano. Riconosco che avevano una bella carica, ma mi parevano troppo acerbi, poco più che un gruppo da oratorio messo in orbita grazie a X Factor. Invece evidentemente sotto sotto qualcosa di valido c’era. Ci si sono messi di buzzo buono e anziché lavorare solo sul personaggio, come si usa oggi, hanno lavorato anche sulla musica. Se ne sono andati a Londra per un po’, e si vede che lì hanno respirato aria buona. Io non ho sentito altre cose, immagino stiano preparando materiale per un nuovo album, dato che il primo, Il ballo della vita, è uscito due anni fa. In ogni caso questo singolo mi piace, è una ballata rock molto potente, caratterizzata da suoni interessanti e soprattutto regala quelle che una volta si sarebbero definite “buone vibrazioni”.

Pure il testo è intrigante. Spiega Damiano che è una sorta di lettera aperta in cui suoi pensieri si intrecciano con quelli del suo alter ego più maturo, dando vita a un dialogo che vuole incoraggiare i ventenni, spesso già disillusi sotto il peso dei giudizi e delle incertezze sul futuro. Certo, Pensieri e parole è inarrivabile, ma rispetto alle vaccate dei trapper e della latin qui siamo quasi all’eccellenza. 

Vero, un pezzo solo è poco. Ma dovessero continuare su questa strada mi aspetto un album che potrebbe andare dal buono all’ottimo. E con tutta la musica di merda che si ascolta in questo periodo, dio solo sa quanto sarebbe gradito!  

Il testo di “Vent’anni”

e c’ho vent’anni
perciò non ti stupire se dal niente faccio drammi
ho paura di lasciare al mondo soltanto denaro
che il mio nome scompaia, tra quelli di tutti gli altri
ma c’ho solo vent’anni
e già chiedo perdono per gli sbagli che ho commesso
ma la strada è più dura quando stai puntando al cielo
quindi scegli le cose che sono davvero importanti
scegli amore o diamanti, demoni e santi 

sarai pronto per lottare oppure andrai via
e darai la colpa agli altri o la colpa sarà tua
correrai diretto al sole oppure verso il buio
sarai pronto per lottare per cercare sempre la libertà 

e andare un passo più avanti, essere sempre vero
spiegare cosa è il colore a chi vede bianco e nero
andare un passo più avanti essere sempre vero
e prometti domani a tutti parlerai di me
e anche se ho solo vent’anni dovrò correre 

e c’ho vent’anni
e non mi frega un cazzo, c’ho zero da dimostrarvi
non sono come voi che date l’anima al denaro
dagli occhi di chi è puro siete solo dei codardi 

e andare un passo più avanti, essere sempre vero
spiegare cosa è il colore a chi vede bianco e nero
andare un passo più avanti essere sempre vero
e prometti domani a tutti parlerai di me
e anche se ho solo vent’anni dovrò correre… per me 

sarai pronto per lottare oppure andrai via
e darai la colpa agli altri o la colpa sarà tua
correrai diretto al sole oppure verso il buio
sarai pronto per lottare per cercare sempre la libertà 

e c’hai vent’anni
ti sto scrivendo adesso prima che sia troppo tardi
e farà il male il dubbio di non essere nessuno
sarai qualcuno se resterai diverso dagli altri
ma c’hai solo vent’anni

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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