Mameli, Amarcord: «Un percorso emozionale sul filo della nostalgia»

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Mameli presenta al pubblico il suo primo album Amarcord, titolo ispirato alla celebre frase in dialetto romagnolo dell’omonimo film di Federico Fellini A m’arcord! (Io mi ricordo). E proprio il  filo del ricordo collega i 10 brani che compongono l’album, raccontando quell’uragano di sentimenti, quel percorso emozionale, che solo l’amore è capace di far vivere.

“Amarcord è un contenitore di un’unica esperienza, una storia d’amore passata, che racconto in queste canzoni, seguendo il filo della nostalgia che mi sono portato dietro per un bel po’ fin quando ho capito che era giusto trasmetterla con le canzoni. Non è un album che è stato cercato, ho semplicemente riunito quello che avevo scritto”

Con queste parole Mameli ci descrive l’essenza di questo album che arriva dopo Inno, il suo primo EP uscito ad aprile 2019, e diversi singoli come Ci vogliamo bene, Milioni di Cose e Casa di Carta e Latte di mandorla.

“Amarcord- continua Mameli– è un album da cantautore, dove le sonorità sono state dettate dagli strumenti tipici del genere, come appunto la chitarra e il pianoforte, non è un disco particolarmente elettronico, ma non ne è eccessivamente contaminato”

Inoltre, all’interno del disco troviamo due collaborazioni: una con Alex Britti per il brano Anche quando piove e con Lorenzo Fragola in Borotalco.

“C’è un approccio diverso con loro due: Alex è come se fosse il fratello maggiore da cui imparare qualcosa in più, dati i tanti anni di carriera, mentre con Lorenzo è un rapporto di condivisione di interessi ed esperienze di due coetanei. Di Alex amo le melodie, mentre di Lorenzo la voce. Hanno un approccio diverso alla scrittura”

Tra gli argomenti di cui abbiamo discusso, c’è stata l’attuale situazione e di come un giovane artista che cerca di costruirsi un futuro con la sua arte stesse vivendo questo triste periodo storico. Ecco cosa ha risposto Memeli: “Sono triste e ferito, ma mi ritengo tra quelli fortunati perché ci sono tanti addetti ai lavori che non sanno come andare avanti. Da uomo non vedo una speranza, non vedo una fine, mentre da artista rappresento la speranza in cui chi mi ascolta può rifugiarsi, ma no, non posso. Non sono felice di questa situazione”.

Ecco la nostra videointervista con Mameli.

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Irma Ciccarelli
Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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