Scende in piazza il settore dello spettacolo. A Milano si aggiunge Sala

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Il settore dello spettacolo scende in piazza coralmente, nelle principali città italiane, contro il nuovo Dpcm. Milano dà appuntamento a una Piazza della Scala gremita, e porta in alto la bandiera delle proteste del settore.
Il nuovo decreto, in vigore dal 26 ottobre al 24 novembre, ha deciso un rinnovato stop per il comparto, già segnato profondamente dalla pandemia, con la chiusura di teatri, cinema, e spazi adibiti a concerto, in luoghi pubblici e privati.

I manifestanti portano al collo dei cartelli con richiamo alla grave situazione economica dell’industria creativa italiana. Nei cartelli che i lavoratori del settore “impugnano”, si distingue chiaramente la parola “diritto”. Diritto di lavorare, diritto di esprimersi, concetto “caro” ad ogni forma d’arte.
Il settore chiede un sostentamento economico, per sanare almeno in minima parte la ferita causata dal freno imposto dal Covid. La manifestazione è denominata l’assenza spettacolare, ed è supportata dai tre sindacati di categoria: Slc Cgil Nazionale, Segreteria Nazionale FISTel – CISL, Uilcom Nazionale Uil.

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Alla protesta di Milano è intervenuto anche il sindaco Beppe Sala, che si dice pronto ad offrire il suo aiuto al settore. “Ci siamo tutti convinti che non sarà una cosa di un mese, ci attende un lungo inverno di grandi difficoltà – è l’esordio del primo cittadino.

Proprio per questo, chi fa il mio mestiere, chi si occupa di politica, deve cercare di essere più razionale possibile, e soprattutto programmare le cose. Come potete immaginare ho tanti cittadini che mi scrivono, chiedendo il lockdown- perché non chiudi tutto?
Il Governo deve avere un ruolo importante in tutto ciò: prima di chiudere bisogna dire a chi rimarrà chiuso come verrà aiutato. I comuni possono indebitarsi per fare investimenti, non possono indebitarsi per la spesa, questa è la regola generale, ma oggi è una regola sbagliata. Se potessi indebitare un comune solido, come quello di Milano, io lo farei, perché in questo momento c’è un problema di sopravvivenza.
Non sono solidale con voi solo a parole, nel momento in cui si è deciso questo semi/lockdown mi sono sentito di difendere il settore dello spettacolo. Voglio sentirmi responsabile della vostra situazione e chiedere al Governo un intervento più deciso, e permettere a tutti di fare in modo che quando questa crisi sarà passata, il lavoro non sarà svanito”.

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L’assenza spettacolare” si svolge nelle maggiori piazze italiane (con l’eccezione della Liguria, dove le manifestazioni sono state vietate per disposizioni regionali).
A Roma, sotto Montecitorio, anche Sandra Milo.

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