Nuovo singolo per Junior V ed album in vista: «Canto in italiano, orgoglioso del mio accento»

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Junior V

Junior V ha da poco pubblicato un nuovo singolo. Si intitola Quando te ne vai e può essere considerato il secondo capitolo di una trilogia che terminerà con la pubblicazione del nuovo album del giovane artista pugliese. Se il precedente singolo (Odore d’incenso) era stato masterizzato agli Abbey Road Studio di Londra, per questa nuova canzone la scelta è caduta sullo Studios 301 di Sidney. Il video è stato invece girato da Federico Maccabelli, utilizzando le tavole dell’illustratore Ernesto Anderle, in arte Roby il Pettirosso. Avevamo intervistato Junior V un paio di anni fa in occasione della pubblicazione di My Shelter, il suo album precedente (cliccate qui). Siamo ora tornati a fare una chiacchierata con lui per parlare dei suoi nuovi progetti e della sua evoluzione artistica. 

Ad inizio carriera alternavi l’inglese e l’italiano per le tue canzoni. I tuoi ultimi singoli, invece, sono tutti in italiano. Perché questa scelta? L’inglese lo hai abbandonato del tutto?
Sono molto affezionato alla lingua inglese. Ho iniziato a masticarla sin da piccolissimo quando andavo le prime volte a New York dai miei zii e, successivamente, al liceo avevo ottimi voti.
Le primissime canzoni che ho scritto all’età di 15 anni sono in lingua inglese perché mi sentivo più a mio agio nel cantarle ed interpretarle, ovviamente non conoscendo la difficoltà di scrivere un buon testo in italiano. Dopo un po’ di anni, esattamente con l’uscita di My Shelter, ho incluso qualche canzone in italiano, tra cui Il temporale, che passò alle semifinali di Sanremo Giovani.
Questo passaggio mi diede fiducia nell’iniziare a cimentarmi nella scrittura nella mia lingua anche per essere compreso dalla gente, cercare di essere empatico verso l’ascoltatore ed essere credibile e sincero. Dopo un po’ di tempo mi sono accorto di sentirmi molto più “me stesso” cantando in italiano, nonostante tante esperienze all’estero che mi avevano dato fiducia nel credere di poter affrontare una carriera molto più internazionale che italiana.
In seguito ho preso consapevolezza di non aver alcun tipo di timore nel nascondere le mie origini, anzi penso sia un vero punto di forza che posso esprimere cantando nella mia lingua d’origine e non avendo paura di mascherare il mio accento. Accade anche nelle interviste dove mi sento meno impostato nelle risposte e più “vero” nel raccontare le storie che scrivo nelle mie canzoni, non preoccupandomi se dalla pronuncia si capisce da dove vengo.
Nel complesso, non ho abbandonato la lingua inglese del tutto perché ascolto quasi solo musica internazionale anglo, quindi americana, australiana e inglese, ma nella mia musica ho trovato il giusto equilibrio per far funzionare l’ispirazione musicale dei miei ascolti e la mia credibilità personale che è frutto di un’evoluzione del mio carattere e del mio spirito.

Junior V

Ci racconti qualcosa di Quanto te ne vai, il tuo ultimo singolo? Come è nata la canzone?
Tutto il mio lavoro discografico è legato al tema dell’amore, ma vissuto da vari punti di vista. In questo caso parlo dell’amore a distanza, quello che ti fa sentir voglia di scrivere canzoni quando sei lontano dalla persona di cui sei innamorato, parlando di lei. E alcune volte, quando si è musicisti, ti capita di incontrare persone in giro con cui scatta il colpo di fulmine e poi coltivi la relazione a chilometri di distanza.

Il brano è passato sotto le mani di Leon Zervos, ingegnere del suono che ha collaborato con Rihanna, Beastie Boys e Aerosmith. Cosa ha dato in più alla canzone un professionista così importante?
Oltre ad essere un musicista, sono un grande appassionato di strumentazione che si trova nei grandi studi. Amo un sacco il suono analogico e per questo singolo mi sono affidato a Leon Zervos, un vero e proprio maestro del “pop” mastering. Il brano suona da paura ed è anche merito del suo stile equalizzazione del mastering.

I video dei tuoi ultimi due singoli sono entrambi realizzati con la tecnica dell’animazione. Perché?
In un periodo come quello che abbiamo vissuto e purtroppo stiamo rivivendo, in molti si stanno affidando a questo tipo di tecnica, per realizzare i videoclip. Nel mio caso, invece, è una scelta già pensata e fortemente voluta prima che scoppiasse il lockdown. I videoclip, intesi come tali, stanno perdendo valore, a meno che non sei in grado di sorprendere. Noi abbiamo cercato di farlo coinvolgendo Roby il Pettirosso, illustratore che stimo molto e che ha lavorato e continua a farlo con artisti come Ornella Vanoni, Murutubu, etc. Inoltre lega spesso illustrazioni alla musica e il suo mood rispecchia a pieno quello delle sue canzoni. Per cui abbiamo pensato che potesse essere la persona giusta per dare valore alle mie parole, con le sue immagini.

Recentemente sei stato scelto come artista della settimana da MTV Italia. Cosa rappresenta per te questo riconoscimento?
Vedere il brand MTV associato al mio nome è di per sé una cosa emozionante. Sono felicissimo perché, quando si è artisti, si ha bisogno di conferme rispetto al proprio lavoro e penso che questo riconoscimento mi abbia fatto capire che sto andando nella direzione giusta. 

Sappiamo che stai lavorando ad un album. A che punto sei e quando potrà uscire?
L’album è pronto. Stiamo pianificando l’uscita. È frutto di quasi due anni di lavoro in studio registrazione alla ricerca del sound giusto per iniziare questo nuovo percorso nella musica italiana e staccarmi dal mio passato nel reggae, senza rinnegarlo.

A settembre sei riuscito a fare quattro concerti. Ora, però, è di nuovo tutto bloccato. Come vedi il presente ed il futuro del settore musicale in Italia?
I concerti di settembre sono stati una boccata d’aria per me. Avevo una voglia immensa di tornare sul palco e, anche se in maniere intima, sono tornato a casa con una ricarica di Good Vibes.
Sono davvero triste per la situazione attuale nel settore musicale in Italia. È qualcosa che non colpisce i grandi artisti, ma chi lavora “dietro le quinte” ed è parte della professionalità e del successo di tanti artisti.
Bisogna trovare risorse concrete per aiutare tutti gli addetti al settore e i piccoli artisti che, senza un vero e proprio aiuto, inizieranno a scomparire…tutto ciò è preoccupante. Spero si riesca ad uscire presto da questo periodo difficile per la musica in Italia e tornare tutti ad abbracciarci prima e dopo i concerti.

Il video di Quando te ne vai:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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