Omaggio a Tognazzi? Io la conoscevo bene. Su RaiPlay

Un Tognazzi Nastro d'argento in un capolavoro della commedia all'italiana

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Io la conoscevo bene
https://www.raiplay.it/video/2016/11/Io-la-conoscevo-bene-27a8335f-6b4e-4cfb-9543-5c7117ab5345.html

Metà anni Sessanta, Italia del  boom post Dolce Vita, Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli è la storia di Adriana Astarelli (Stefania Sandrelli), ragazza bella e malinconica in cerca di fortuna dalla provincia, alle prese con molti uomini dalle mani lunghe, parrucchiera, miss, aspirante attrice, ascoltatrice indefessa di canzonette: sogna un fidanzato come Gassman, è truffata dal falso agente Manfredi, si imbuca in una festa di Franco Fabrizi, è concupita da Enrico Maria Salerno e scivola senza fortuna fuori dalla vita passando attraverso il meglio della commedia all’italiana più acida e sulfurea. Un capolavoro. All’interno del capolavoro, dopo un’ora di film, entra per una manciata di minuti Ugo Tognazzi: in una festa, vestito alla sudamericana, baffetti da tombeur de femmes di una volta, abito chiaro un po’ stretto, scarpe bianche, attore di varietà disoccupato e disertato col capello unto, insomma un rudere (anche l’alito gli viene rimproverato) che per mendicare una parte accetta di passare per fesso, per ruffiano e alla fine rischia un infarto per esibirsi allo spasimo in una “claquette” (il tip tap con le scarpe laminate) sul tavolo imitando un treno. In un film già nei paraggi di una festa di morte, Tognazzi inserisce una gemma funebre, ricavata dalla sua lunga militanza nell’avanspettacolo. È la summa delle capacità di un artista di gestire in pochi minuti la maschera buffa, la barzelletta, il comico, la tragedia e la malinconia del guitto. Io la conoscevo bene è entrato nei 100 film italiani da salvare, Nastro d’argento 1966 a regia, sceneggiatura (Scola, Pietrangeli e Maccari) e a Tognazzi come miglior attore non protagonista.

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