L’appello “La Cultura Cura” del Forum Arte Spettacolo

0
La Cultura Cura

Il Forum Arte Spettacolo (FAS), progetto nato durante il lockdown grazie agli sforzi di oltre 60 associazioni di categoria, «con una visione inclusiva che raccoglie in un unico spazio il vasto mondo dello spettacolo», dopo aver stilato lo scorso maggio il proprio Manifesto (clicca qui per leggerlo), ora diffonde un documento intitolato La Cultura Cura, contentente un accorato appello al Ministro Franceschini, al quale tra le altre cose chiede di istituire un tavolo permanente per affrontare i (numerosi) problemi che da sempre affliggono il settore.

La Cultura Cura: l’appello integrale

Dobbiamo metterci tutti dalla stessa parte, ha chiesto il Ministro Franceschini al mondo della cultura e in risposta ai tanti appelli che ha ricevuto in questi giorni perché se in un’emergenza come quella che stiamo vivendo il Paese si divide i rischi diventano molto più grandi.

Siamo pronti a fare la nostra parte e, facendo nostro il suo appello, ci uniamo per dare un contributo alla coesione sociale di cui c’è grande bisogno e che deve essere costruita passo dopo passo.

Al Ministro Franceschini chiediamo di aprire il prima possibile un tavolo interministeriale permanente insieme ai Ministri del Lavoro, dello Sviluppo Economico e dell’Economia in cui discutere sia degli aiuti per affrontare la fase emergenziale che stiamo vivendo oggi come imprese della cultura e della creatività, sia per delineare un nuovo futuro quando i luoghi della cultura potranno riaprire in sicurezza perché esempi virtuosi di gestione di spazi pubblici in epoca di pandemia.

La cultura non solo è sicura ma la cultura ci cura.

Teatri, cinema, sale da concerto, live club, musei e parchi, biblioteche, festival e il mondo dei congressi, dei convegni e degli eventi e tutti i luoghi e le occasioni aperte al pubblico in cui la cultura si produce, si scambia e si vive hanno ricevuto un’altra battuta d’arresto dalla quale potrebbero non riprendersi. Tutti perché forzatamente chiusi o perché aperti ma, comunque, fortemente condizionati e limitati nell’accessibilità e nelle attività consentite. Un settore unico, una grande e articolata filiera, che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, imprese ed organizzazioni e che vale diversi punti di PIL, ma che, a parità di numeri, ha un impatto sociale e culturale come nessun altro.

La cultura chiede centralità nel sostegno al lavoro e all’innovazione per il ruolo che svolge. Parliamo di ristori, risarcimento e di aiuti, che vanno sempre concertati con le diverse Associazioni, senza dimenticare nessun codice Ateco e senza distinzione tra codici primari e secondari. Abbiamo bisogno, inoltre, di pensare oggi a come riaprire domani, in tutta sicurezza, per evitare di trovarci impreparati e per evitare di lasciare altre macerie dietro di noi. Ad essere vanificato finirebbe soprattutto l’impatto positivo sui territori di luoghi distribuiti in tutta la penisola, nei centri delle città, nelle periferie o nei piccoli borghi, veicoli di promozione culturale e turistica, spazi multifunzionali e di comunità con un ruolo di “sicurezza morbida”, frontiera all’abusivismo o alla disgregazione, leva di sviluppo sostenibile.

Le proposte del settore culturale e creativo per il Tavolo permanente

Occorre incidere sulle diverse dimensioni, dai ristori al lavoro, dall’innovazione alla sostenibilità:

  • Ristoro per tutte le categorie colpite senza lasciare indietro nessuno, anche i meno visibili, e accessibile per tutti  in modo semplificato e immediato e tutele dei lavoratori nelle diverse tipologie.
  • Adeguate agevolazioni fiscali e previdenziali perché cultura, arte e spettacolo devono essere considerati beni primari dei quali non si può fare a meno perché sono in grado di sanare e alleviare anche le ferite di questo periodo e di rigenerare città e territori domani.
  • Fondi per la creatività e l’innovazione perché i lavoratori e le organizzazioni siano direttamente protagoniste di un processo di riqualicazione, rafforzamento e rinnovamento che coinvolga organizzazioni, competenze, produzioni, promozioni e spazi e, inoltre, bisogna iniziare ad usare il Fondo per la Cultura istituito con il Decreto Rilancio.
  • Le imprese culturali e creative siano riconosciute tutte e sia sostenuta la loro filiera produttiva come un unicum, che unisce educazione, formazione, patrimonio culturale, arte e spettacolo e creatività, asset strategico nella prossima programmazione del NextGenerationEu.
  • Serve la programmazione sulle reti radiotelevisive pubbliche di eventi culturali – come annunciato dal Ministro Franceschini – ma serve soprattutto una comunicazione positiva sull’utilità pubblica, sociale e educativa, della fruizione live di arte e spettacolo, per salvaguardare – e incentivare con adeguate azioni di sostegno alla domanda – la partecipazione futura poi.

La cultura si mette insieme, non un io ma un noi, per immaginare un nuovo futuro. Solo così la pandemia ci avrà davvero insegnato qualcosa. E il dopo non sarà solo tornare al prima.

Teatri, cinema, sale da concerto, live club, musei e spazi espositivi, biblioteche e tutti i centri culturali siano laboratori aperti di un nuovo Rinascimento italiano.

Non sprechiamo altro tempo, ne abbiamo poco a disposizione.

Mettiamoci tutti insieme, come stiamo facendo noi e siamo certi che altri si aggiungeranno, perché la CULTURA CI CURA, LA CULTURA È SICURA.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Redazione
Spettakolo! nasce nel 2015 e si occupa di cinema, musica, travel, hi-tech. Alla Redazione di Spettakolo! collaborano varie figure del mondo del giornalismo (e non) desiderose di raccontare tutto ciò che per loro è "spettacolo" (appunto).

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome