Arti & Mestieri, il ritorno con un album registrato in Giappone

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Arti & Mestieri

Sono stati il gruppo parallelo agli Area negli anni Settanta, entrambi nella scuderia Cramps di Gianni Sassi. Oggi gli Arti & Mestieri fanno uscire «Live in Japan» dopo che hanno rinnovato la formazione presentandosi nel progetto «Essentia» con uno spettacolo all’insegna della musica jazz-rock strumentale. Il materiale proposto in Giappone nel maggio 2019 viene pubblicato dalla King Records Japan e Warner Music in Italia nel formato box contenente 2 CD + DVD oltre che formato vinile.

Furio Chirico e Gigi Venegoni, rispettivamente alla batteria e alla chitarra, sono due dei fondatori della formazione originale e sono accompagnati da Roberto Puggioni al basso, Lautaro Acosta al violino e Piero Mortara alle tastiere e fisarmonica. A Furio Chirico, che da sempre si è occupato della direzione artistica da imprimere sulle scelte del gruppo piemontese, abbiamo rivolto alcune domande.

Furio che impressione fa pensare all’anno scorso, quando si poteva circolare e oltre che i concerti in Italia siete andati in Giappone?

Sembra un’altra epoca. Noi avremmo dovuto riprendere a fare concerti e il prossimo 27 novembre avevamo una data in Emilia Romagna a San Lazzaro. Peccato. Di buono è uscita sia la parte audio che video del concerto che abbiamo fatto in Giappone. L’organizzazione giapponese ha invitato noi e gli Area e nella stessa sera abbiamo proposto quattro ore di musica, arrivando alla parte finale quando le due formazioni si sono unite per proporre in una ventina di minuti le cover «The Wind Cries Mary» di Jimi Hendrix e «King Kong» di Frank Zappa.

Con gli Area come vi rapportavate in quegli anni storici?

Molto bene, conoscevo Demetrio già dalla fine dei Sessanta, quando era con i Ribelli. Con gli Area avevamo condiviso alcune date, come quella a Milano nella seconda metà dei Settanta. Era un periodo particolarmente difficile, dove in ogni occasione dovevi confrontarti con le contestazioni. Quella volta si sentiva il peso di un pubblico fortemente orientato a non concedere nulla, un pubblico che pretendeva la musica gratis, io cercavo di capire le loro ragioni, ma non era per nulla facile. Si avvertiva una forte tensione con l’organizzazione e il pubblico e spesso noi che dovevamo suonare non eravamo nelle condizioni migliori per farlo. Ne parlammo con gli Area di questa condizione di difficoltà, poi questo tipo di cose ha determinato un arresto momentaneo dell’attività.

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Gli Arti & Mestieri sono particolarmente conosciuti in Giappone, quante volte ci siete stati? 

La prima volta nel 2005 abbiamo suonato per due serate tanto era la richiesta del pubblico. Quella volta c’era anche la PFM, a conferma che il pubblico giapponese ama la musica italiana. Successivamente siamo stati sia come Arti & Mestieri e io anche come Trip. Eravamo nel 2011 e quella volta ci ha visto insieme Joe Vescovi e Wegg Andersen per partecipare all’Italian Progressive Rock Festival di Tokyo, registrando in quell’occasione l’album «Live in Tokyo 2011», pubblicato nel 2013 insieme alla riedizione dell’album storico «Atlantide» in doppio CD.

Torniamo al box appena uscito. Cosa contiene?

La prima parte riguarda brani degli esordi, ma c’è anche l’inedito «Da Nord a Sud» che doveva essere incluso nell’album «Giro di valzer per domani». Lo abbiamo riarrangiato senza il sax che invece c’era nella versione originale. Tra i brani più importanti va citato «Alter Ego», ripreso da «Universi paralleli», un esempio di come si sia evoluto lo stile degli Arti & Mestieri. Rappresenta il collegamento ideale con la nostra storia, è la risposta a «Tilt», il nostro album d’esordio. Quello che abbiamo iniziato allora si completa con «Alter Ego», per maturità armonica e ritmica, in un equilibrio dove prevale la linea. I nostri brani sono prevalentemente strumentali, perché non abbiamo mai puntato sui testi. Sull’argomento ne abbiamo parlato con Gianni Sassi che ci ha confortato a esprimerci con la musica, perché l’espressione era già completa così e secondo lui non era necessaria la parola.

Volendo fare un salto all’indietro, come si formano gli Arti & Mestieri?

Il gruppo è da parecchi anni un laboratorio musicale tra nuovi ingressi e uscite di molti musicisti, ma due persone restano costantemente presenti, ovvero io e Gigi Venegoni. Lui suonava ne Il sogno di Archimede e quando li ho sentiti ho capito che poteva scaturire un progetto per una musica più aperta rispetto a quella che stavo portando in giro con The Trip. I brani che ho sentito da Venegoni erano solo minimamente cantati, erano perlopiù strumentali e mi ha da subito catturato lo stile Jazz Rock che proponevano, nel gruppo c’era anche Arturo Vitale che poi sarà anche lui nel nucleo originario degli Arti & Mestieri. Mi è piaciuta l’idea di inserire figurazioni di batteria più sofisticate. Con noi ha suonato anche Mel Collins dei King Crimson che è venuto con noi in Giappone quando abbiamo proposto la Reunion del gruppo, con anche Beppe Crovella e Arturo Vitale, altre due figure importanti nella storia del gruppo. Inoltre va citato il proficuo apporto del chitarrista Marco Roagna, presente da molti anni e in tantissime occasioni negli Arti & Mestieri. 

E per concludere, come procede il lavoro che fai da tanti anni nella scuola per batteristi?

Procede, nonostante tutto. Per anni ho diretto un’Accademia anche se in questo ultimo periodo mi sto dedicando alle produzioni, anche di spettacoli teatrali. Vorrei sempre più dedicarmi alla produzione artistica, anche se non è facile rapportarsi con i ragazzi che fanno musica oggi, c’è un potenziale che va portato alla luce. Sono ragazzi che magari parlano poco e interiorizzano molto, così si fa molta difficoltà a capirli, ma sono sicuro che cose buone potranno venire fuori.

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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