Stomachion è il singolo d’esordio di Cranìa, giovane cantautrice della provincia di Brescia. Sonorità ambient e atmosfera dark sono gli ingredienti di una canzone che viene annunciata come l’episodio iniziale di un progetto più a lungo termine. Abbiamo così deciso di intervistare Cranìa.
Chi è Cranìa e perché si chiama così?
Sono una cantautrice, nata e cresciuta sulle montagne della Valcamonica in provincia di Brescia. Il nome Cranìa rimanda all’emicrania cronica, di cui soffro sin da piccola. Ho pensato di adottarlo, ironizzando sulla malattia.
Il tuo primo singolo si intitola Stomachion. Cosa vuol dire?
Stomachion è un termine greco, che rimanda al gioco matematico studiato da Archimede, meglio conosciuto come puzzle, ma più simile al tangram.
Di cosa parli nella canzone?
Attraverso la metafora del corpo, voglio raccontare un viaggio interiore, il mio. Ogni parte del corpo, cioè ogni tassello del puzzle, porta alla ricerca di me stessa, ricerca che raggiunge il suo compimento soltanto alla fine, sulla frase “sono pronta per giocare”.
È un brano che rispecchia quello che è il tuo mondo musicale?
Assolutamente sì. Stomachion è il primo di una serie di brani improntati alle sonorità ambient, indie pop e elettroniche. Filo conduttore è l’utilizzo di toni cupi, scuri, quasi dissonanti.
Come ti sei avvicinata alla musica?
Dopo la laurea in musicologia, ho iniziato a scrivere con dedizione e serietà. La scintilla è definitivamente nata quando ho incontrato la Mirò Music School di Sedriano. Qui ho trovato il luogo e le persone adatte (la direttrice Rosa Bulfaro è anche la mia manager) a condurre il mio progetto artistico.
Cosa ci dobbiamo aspettare da te per il futuro?
Il mio futuro inizia ora. Seguitemi!
Stomachion:







































