Cesare Cremonini: “Un libro in cui la musica diviene un concerto di parole”

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Cesare Cremonini

Il cantautore Cesare Cremonini, sempre molto attivo sui social, aveva promesso delle sorprese ai suoi fan per non lasciarli “soli” in un periodo così difficile e il tour negli stadi rimandato al prossimo anno.

E pochi fa ha annunciato un nuovo, interessante progetto, che questa volta riguarda la scrittura nel senso più stretto del termine, ovvero un libro «in cui la musica diviene un concerto di parole» – spiega Cesare- « sulle mie canzoni e sulla mia vita, del passato ma anche del presente e del futuro, di una generazione e del suo modo di pensare.
(…) Questo libro non cercherà di raccontare le mie diversità, ciò che mi rende unico per i dolori vissuti, per le cadute o per le fortune e i successi. Al contrario. È nato, come tutte le mie canzoni, per far omaggiare la vita e far incontrare la mia storia con quelle di chi vi entra o ci passa accanto. Le canzoni, tutte le canzoni, sono piene di metafore convincenti, ma quella che preferisco è già qui, la state leggendo. Anche Tu, come Me.»

Un modo nuovo per raccontarsi e raccontare la musica e la vita, nel modo originale e unico che contraddistingue l’artista bolognese, che quest’ anno festeggia i suoi primi 20 anni di carriera.

In queste pagine Cremonini finalmente si svela, disseminando la scrittura di indizi, di tessere che a poco a poco compongono il mosaico della sua personalità. Il fascino di Cremonini sta infatti proprio nelle sue contraddizioni, era un bambino introverso fino alle lacrime ma allo stesso tempo accentratore, esibizionista, già votato allo spettacolo: «(…) sono stato un figlio che sfuggiva alle regole borghesi della famiglia pur assimilandone i comandamenti, per nulla impaurito dall’idea della fuga verso il mondo esterno, anzi attratto dagli sguardi degli altri. Un figlio che scriveva in continuazione, recitava, ballava, inventava, durante le vacanze in famiglia, durante le lezioni a scuola, durante i pomeriggi di studio, prima di dormire e anche nei sogni. (…) Ogni sera nella camera dei miei andava in scena un musical diverso. (…) Tutti i giorni con un’idea diversa di me».

Quella di Cremonini era una famiglia indifferente alla musica, mentre lui si scopriva un piccolo pianista che cresceva ossessionato dalle note, fino alla ribellione, al travestimento, alla fuga e al successo improvviso, travolgente.

Cesare Cremonini  in questo libro rivela parti nuove e anche oscure di sè, non per soddisfare la nostra morbosità ma perché è da queste ambivalenze, dal buio dove vivono i suoi demoni, contrapposto alla solarità del suo continuo omaggio alla vita, che sono nate le sue canzoni. «Ero felice, è vero. Ma a volte non si ha altra scelta».

Le canzoni, filo conduttore, ma solo apparente, di Let them talk, stavolta parlano loro. Ognuna è la chiave di un mondo, uno scrigno che Cremonini ci apre per farci attraversare le porte di quel mondo, il suo. Fatto di un’attrazione totale verso il lato poetico della vita, di curiosità verso l’ignoto, di grandi perdite e di sogni ritrovati, di libri letti e immaginati, di film visti e interiorizzati, per spiegarci che l’arte è una sola e ci ricorda chi siamo: «(…) Io non sono soltanto un cantante. Questa parola di cui si abusa mi rappresenta solo in parte. Sono un uomo, e se oltre a un uomo sono davvero un artista, questo fa un artista: getta su un foglio quel che percepisce come imminente, senza sapere quando e per chi accadrà».

Lo sfondo di questo racconto sono i famosi colli bolognesi e le strade segrete di un’ Emilia Romagna divertente, sexy, generosa di forme e tollerante nell’animo, fertile vivaio di grandi talenti e campioni. Proprio a questa terra appartiene il genio artistico di Aldo Drudi, poliedrico designer che ha creato la copertina di Let them talk.

Il libro, curato da Michele Monina,  è preordinabile su tutti gli store online a partire da domani sabato 7 novembre.

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