Tra addii e ritorni gli AC/DC tornano ad alzare il volume e a macinare riff con “Power Up” (recensione)

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foto di Josh Cheuse

Dopo ben 6 anni dalla pubblicazione di Rock Or Bust e dopo la morte, nel 2017, di Malcolm Young, gli AC/DC tornano con un nuovo album di inediti, il diciassettesimo della loro carriera, dal titolo Power Up.
Ma oltre all’addio dello storico chitarrista questo album segna anche una serie di ritorni, ovvero quello del cantante Brian Johnson (che era stato sostituito da Axl Rose per le ultime date del Rock Or Bust World Tour), ma anche quello di Phil Rudd, bloccato prima del tour con l’accusa di tentato omicidio. Ultimo rientro tra i ranghi nonostante il suo annuncio di addio definendo la band un “animale cambiato”, quello del bassista Cliff Williams, per una lineup che si completa con il “solito” Angus Young alla chitarra solista e Stevie Young a sostituire lo zio Malcolm alla chitarra.

L’album sarà pubblicato il prossimo 13 novembre ed è disponibile in pre-order seguendo questo link, uscirà in diversi formati: digitale, CD standard, Deluxe limited edition e 5 versioni di vinile (nero, giallo, rosso trasparente e opaco, picture disc).
La deluxe – limited edition, unica nel suo genere, ha contenuti pensati apposta per i fan del gruppo: premendo un bottone a lato della special box, si illuminerà il logo AC/DC mentre gli altoparlanti integrati faranno partire Shot In The Dark. Il cofanetto include il CD con booklet di 20 pagine, che contiene foto esclusive, e un cavo di alimentazione USB che permette di ricaricare la scatola.

Il produttore di Power Up è Brendan O’Brien che aveva già lavorato in Black Ice e Rock Or Bust. Tutte le canzoni sono state scritte da Angus Young & Malcolm Young. Proprio Angus ha voluto presentare questo album definendolo così: «Questo disco è praticamente una dedica a Malcolm, mio fratello. È un tributo per lui come Back in Black è stato un tributo a Bon Scott».

La pubblicazione dell’album è stato preceduto dal singolo Shot In The Dark, lanciato il mese scorso. Il brano ha già ottenuto circa 20 milioni di visualizzazioni su YouTube.

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Ma oltre al singolo di lancio ci sono diverse altre canzoni che lasciano il segno: Realize, il brano di apertura, è una bomba e mette subito le cose in chiaro, ovvero che bisogna alzare il volume e lasciarsi trascinare dalla potenza del suono della band australiana. Spiccano su tutte Demon Fire, con un riff travolgente e ipnotico e una progressione a cui è impossibile resistere senza muoversi e Through The Mists Of Time, con la batteria iniziale in levare e un’apertura che porta ad un ritornello che sembra fatto essere apposta per essere cantato davanti alle folle oceaniche che partecipano ai loro concerti. Da menzionare sicuramente anche Kick You When You’re Down e Systems Down, i cui riff entrano in testa e non se ne vanno più via e le influenze blues di Code Red, che chiude l’album.
Un brano che non ci ha convinto fino in fondo è No Man’s Land, forse unica canzone un po’ sottotono tra le dodici che compongono Power Up.

Gli AC/DC sono tornati e sono sempre i soliti: non hanno tradito neanche questa volta le attese dei fan e col loro sound riconoscibilissimo e coerente hanno attraversato decadi di storia della musica riuscendo a stare sempre al passo.
In Power Up ci sono tutti i loro caratteristici marchi di fabbrica: Angus Young riesce ancora una volta a tirare fuori dal cilindro riff pazzeschi che entrano in testa dal primo ascolto, la batteria di Phill Rudd vi farà battere il piede per tutti i 40 minuti dell’album e dopo qualche ascolto sarete lì a cantare a squarciagola i cori insieme alla voce graffiante di Brian Johnson, immaginando di essere in uno stadio insieme ad altre 60.000 persone.
Insomma, gli ingredienti per accontentare ancora una volta i milioni di fan sparsi per il globo, dopo le oltre 2,5 milioni di copie vendute da Rock Or Burst ci sono ci sono tutti.

Ecco la tracklist e la copertina dell’album:
1. Realize
2. Rejection
3. Shot In The Dark
4. Through The Mists Of Time
5. Kick You When You’re Down
6. Witch’s Spell
7. Demon Fire
8. Wild Reputation
9. No Man’s Land
10. Systems Down
11. Money Shot
12. Code Red

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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