In una città della provincia veneta il commissario Antonio Pepe (Ugo Tognazzi), poliziotto colto e riflessivo, è a capo del commissariato locale. La sua esistenza è tranquilla e monotona: qualche lettera anonima e il solito ubriaco utilizzato dai poliziotti per svolgere alcuni lavoretti di manutenzione. Un giorno Pepe è incaricato di svolgere una delicata inchiesta sulla prostituzione nel territorio di sua competenza. L’ indagine in breve tempo mette in luce un grosso giro di sfruttamento a sfondo sessuale di minorenni che vede coinvolti politici locali, nobili, religiosi, industriali e gente comune. La città all’apparenza di specchiata moralità e dedita al lavoro, si rivela un ambiente corrotto e ipocrita. Quando nella rete cadono i pesci grossi, al commissario viene ordinato di colpire solo i poveracci. Pepe non ci sta e alla fine distrugge lo scottante dossier chiedendo il trasferimento, amareggiato anche dalla notizia che la sua amante Matilde (Marianne Comtell), fotomodella a Milano, in realtà posa per foto porno. Diretto da Ettore Scola nel 1969, il film, tratto dal romanzo dello scrittore veneziano Ugo Faccia de Lagarda e con le musiche di Antonio Trovaioli, è in interessante ritratto di un mondo provinciale ipocrita. Ottima prova di Ugo Tognazzi affiancato da uno stuolo di validi caratteristi tra i quali spicca Giuseppe Maffioli, regista teatrale e gastronomo nel ruolo di un invalido di guerra incattivito che gira per la città sulla sua motoretta urlando le più scomode verità su tutti i suoi concittadini.
Il commissario Pepe. Su RaiPlay
Una grande interpretazione di Ugo Tognazzi diretto da Ettore Scola







































