Myss Keta: “L’uso quotidiano della mascherina non mi ha depotenziato”

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In un periodo storico in cui prevale l’assenza di libertà, Myss Keta si concede il lusso di un EP senza limiti, presentato dalla Torre GalFa di Milano, edificio iconico della città. Il cielo non ha limiti si focalizza sull’elemento naturale, l’aria e il cielo. “Abbiamo visualizzato questi aerei che passavano attraverso il cielo, vedendoli da un palazzo di vetro-acciaio: siamo a Torre Galfa non casualmente” spiega Myss.

L’elemento dell’aria e del cielo ci è venuto naturale, perché nonostante fossimo stati per tanto tempo in posti delimitati e chiusi, riuscivamo a vedere comunque dalle finestre il cielo. E queste finestre si spalancavano non solo sull’infinito, ma anche sulla nostra interiorità”. Le sonorità dell’EP sono tutt’altro che commerciali, spinte dalla libertà della sperimentazione. “Sono sonorità clubbing, in un momento in cui nei club non si può andare, ma anche un po’ estreme, con suoni che erano futuristi negli anni ’90”.

Anche la vocalità è particolarmente estremizzata e recitata. “Per ogni canzone abbiamo dato un certo tipo di voce, con una caratterizzazione del personaggio, un po’ teatrale”. L’EP, composto da 7 tracce, si apre con un intro parlato che dà il titolo al lavoro. “Una piccola poesia per tutti i piloti all’ascolto”.

Giovanna Hardcore è invece il primo singolo estratto. “Una Miss che non è più Myss Keta, ma prende le sembianze di Giovanna Hardcore, che arriva dal primo Medioevo a questo secondo Medioevo, con un mantra che si ripete per arrivare alla liberazione. Ci è sembrato potentissimo riuscire a farla parlare e cantare in quel modo. Questo giochetto di caratterizzazione dei personaggi l’abbiamo poi portato in altre canzoni”.

In GMBH c’è invece una Miss che gioca, tagliente, in una situazione clubbing misteriosa, “una Miss che non comprende bene quello che succede. È il gioco di seduzione in una Miss diventata più signora”, scherza facendoci vedere anche il suo outfit da “sciura”.

In Rider bitch tocchiamo invece un tema contemporaneo, “qui c’è una Miss che fa la rider. I rider sono stati grandi protagonisti di quest’anno, “angeli” di questo momento tremendo, ma anche sfruttati e sottopagati. Ho dato corpo a una rider decisamente arrabbiata, anche vocalmente, che prende ordini girando per la città. È una canzone a cui tengo molto: volevo toccare questo argomento, perché rappresentativo di quest’epoca”.

Continuando a svelare la tracklist, ci soffermiamo su Photoshock. “Qui Miss diventa una modella anni ’90, che vive in un grattacielo, impazzita dai flash fotografici. C’è il rapporto tra modella e fotografo, ma la canzone parla anche dei social”.

In Diana incontriamo invece una sorta di Magna Greca futurista, “una dea della caccia, in una situazione fuori dallo spazio e dal tempo, in cui c’è un duetto con Priestess in forma smagliante”.

Chiude l’EP Due, secondo singolo estratto (uscito il 6 novembre), “una canzone assurda, satura, con una Miss che non si tiene assolutamente. Il brano riassume il nostro pensiero sul mondo contemporaneo, che è carico e ci porta alla confusione”.

Nel lavoro non ci sono limiti dal punto di vista testuale, e neanche con l’uso delle lingue. La rapper “mascherata” si mette in gioco con accenni di inglese, tedesco e greco antico. “Il cielo non è un limite, quindi anche la lingua, i testi e i suoni non devono avere limiti”, dice.

Il lavoro, nel fotografare in maniera impietosa il mondo che ci circonda, prende spunto, oltre che dalle immaginazioni visive, dalle ispirazione letterarie di Ballard e Cronenberg, “che esprimono molto bene il contemporaneo, con eroi ed eroine che per liberarsi spingono all’estremo le proprie passioni”. Un altro spunto arriva da James Bridle, “che ha scritto ‘Nuova era oscura‘, ossia il tempo che stiamo affrontando, questo nuovo Medioevo, definito Medioevo digitale”.

Le collaborazioni sono l’unico aspetto in cui Miss Keta non osa, restando nella comfort zone dei collaboratori “di famiglia” (produzione di Populus e Unusual Magic, e il già citato feat con Priestess), anche se, fa sapere, nessuna collaborazione futura è esclusa, e se un giorno Tiziano Ferro dovesse bussare alla sua porta, lei è già pronta ad aprire.

La rapper italiana è anche un fenomeno mediatico internazionale. Di recente il New York Times le ha dedicato un articolo, in correlazione con il Coronavirus, riflettendo sul suo tratto distintivo, la maschera, che oggi rischia di spogliarsi della sua originalità, depotenziandone il personaggio.

Miss Keta ha detto a tal proposito: “Il personaggio di Miss indossa la maschera per svelare l’interiorità, senza dare un volto vero e proprio. D’altra parte, quando esco e vedo le persone con la mascherina, rimango sorpresa ancora oggi, anche se è diventata di uso comune. Sono comunque contenta di vedere tutte le persone indossarla, perché è un presidio di salute, che denota rispetto verso gli altri, e non ci spaventa più come prima, anzi adesso è un elemento che rassicura. Il suo uso quotidiano non ha depotenziato Miss, che è ancora forte e capace di dire tante cose. Mi ha offerto semmai degli spunti personali in più, ho capito quanto è complicato parlare con una persona con una mascherina, perché non vedi l’espressione. Mi sento anche una strana osservatrice di una situazione in cui siamo finiti tutti”.

Il suo personaggio, da sempre paladino di bullismo, sessismo e omofobia, ha subito negli anni delle limitazioni, come accade puntualmente quando si esprimono dei concetti “fastidiosi”. Nel ricordare poi i club milanesi da cui è partita, e le esperienze live accumulate in giro per l’Europa, la rapper si definisce oggi una Milano – centrica “nel mondo”.

Miss Keta si è sempre ispirata ad artiste ben definite, da Madonna a Raffaella Carrà, passando per Miss Kittin e la Bertè. “Ascolto tantissime artiste, e tutte mi ispirano a modo loro. La madrina spirituale di questo EP posso dire sia Grace Jones”.

In chiusura, Miss non si lascia sfuggire una considerazione sulle elezioni presidenziali americane, che hanno visto Kamala Harris entrare nella Storia, come prima donna vicepresidente. “È importante che ci sia una vicepresidente donna in America. Questo deve succedere anche qui, deve essere qualcosa che ci sproni a cambiare anche la nostra realtà”.

Intanto, dopo aver condotto quest’anno L’Altro Festival in coppia con Savino, e aver duettato con Elettra Lamborghini sul palco dell’Ariston, lancia una nuova sfida/provocazione: “Sanremo 2021 non in gara, ma potrei condurlo”. Sempre se ci sarà il Festival. Ma questa è tutta un’altra storia.

Tracklist Il cielo non è un limite
Il cielo non è un limite
Giovanna Hardcore
GMBH
Rider bitch
Photoshock
Diana
Due

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