“Harmonia Mundi”: nuova raccolta con inedito per Felice Del Gaudio, dedicata a chi ama il basso elettrico

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Felice Del Gaudio

Felice Del Gaudio è uno dei più apprezzati bassisti e contrabbassisti italiani. In carriera, giusto per fare qualche nome, ha collaborato con Lucio Dalla, Raphael Gualazzi, Biagio Antonacci e Claudio Lolli. Recentemente ha pubblicato Harmonia Mundi, il suo settimo album da solista. Si tratta di una raccolta che ha come protagonista assoluto il basso elettrico: il disco contiene brani già incisi e rimasterizzati e un inedito composto durante il lockdown ed intitolato Santojanni. Nativo di Lagonegro, Del Gaudio vive a Bologna dal 1984. Lo abbiamo intervistato.

Come hai scelto i brani di questa raccolta?
Ho voluto dare una seconda opportunità di far conoscere alcuni brani della mia discografia accomunati dal suono del basso elettrico nelle sue varie sfaccettature, scelti in base ad un attento riascolto degli stessi.

Il titolo, a volte, dice molto delle intenzioni di un disco. Immagino non sia casuale quindi la scelta di chiamarlo Harmonia Mundi o mi sbaglio?
In questa scelta ho riflettuto su un brano che vede col basso l’uso degli armonici appunto dal titolo Harmonia Mundi. In acustica in ogni nota (o suono) ci sono all’interno delle note (o suoni) appunto cosiddetti armonici che formano il suono unico come una sorta di piramide. Armonia per me è questo ricercare un sentimento univoco in completezza con se stessi e con gli altri ovvero il mondo.

Ci sono due titoli, Amaratea e Lacus Niger, che direttamente o indirettamente richiamano la Basilicata, terra dove sei nato. Senza dimenticare Terra del Sud. Resta un legame molto forte, per te, quello con la Lucania?
Sì, è un richiamo forte. Fino a 24 anni ho vissuto a Lagonegro mio paese natale, poi di lì mi sono trasferito a Bologna. Sono molto legato a Maratea, la mia seconda patria in Lucania. Questo legame si alimenta da solo attraverso la frequentazione degli amici storici e la voglia mai sopita di dare un contributo artistico ulteriore.

A proposito di Basilicata, ci parli di Santojanni, l’unico inedito di questo disco?
Nel primo periodo del lockdown, dopo settimane di assoluta apatia, ho pensato di creare questo nuovo progetto e cosi insieme al pianista Pietro Beltrani ho composto un brano dedicandolo all’isolotto di Santojanni per due motivi , sia perché quando d’estate sono al sud vado spesso al mare di fronte all’isolotto, con le sue spiagge stupende, che ho sognato spesso in questo periodo di chiusura,  e sia perché su quest’isola  già nell’antichità i romani producevano il “garum”, un succo a base di interiora di pesce e spezie varie molto usato e diffuso nei condimenti dell’epoca.

Felice Del Gaudio

In un momento difficile come quello che tutti stiamo vivendo, secondo te, la musica può essere balsamica?
Certo la musica e tutte le arti in generale devono e possono farci sentire meglio; il compito di noi artisti da sempre è quello di creare un sentimento che possa accomunare e far riflettere sia l’intera umanità, sia ognuno di noi nel suo intimo. O almeno ci si prova.

Stai lavorando ad altri progetti?
Sto realizzando con un quintetto d’archi 2 miei brani che registrerò in audio e video e che saranno pubblicati nel 2021 in un libro con cd. Ho sempre desiderato ascoltare un mio brano eseguito da altri musicisti, per ora un quintetto d’archi, chissà poi un giorno sarebbe stupendo con un’orchestra.

Uptown:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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