I Negramaro: «Sono i nostalgici della nostra generazione a rovinare le cose. I giovani stanno rimediando»

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“Abbiamo iniziato a scrivere questo album più di un anno e mezzo fa. Contatto è diventata la parola più ambita in questo periodo. Mi sono reso conto che ha dentro di sé la fisicità, la pelle, il sangue, ma si era svuotata con il tempo. Avevo voglia di ridare fisicità a questa parola”

Con queste parole, Giuliano Sangiorgi presenta alla stampa il nuovo progetto discografico dei Negramaro dal titolo Contatto, disponibile a partire dal 13 novembre, anticipato dall’omonimo brano e prodotto da Andrea Mariano (Andro).

Alla conferenza virtuale hanno partecipato anche Max Brigante, Filppo Sugar e Caterina Caselli, che ha definito Contatto un album di famiglia”.

Non è l’unica notizia per il pubblico della band che, grazie all’evento Entra in Contatto, potrà partecipare al live, interagire con gli artisti e ascoltare in anteprima i brani di questo progetto discografico.

Si tratta di un concept album, che arriva dopo tre anni da Amore che torni, e che racconta attraverso 12 brani l’importanza dei piccoli gesti: il tutto viene rappresentato da un battito d’ali.

Un gesto simbolico, un manifesto della forza di ognuno di noi che può raggiungere e condizionare, nel bene e nel male, anche la vita degli altri: gesti intimi che esplodono dall’altra parte del mondo in un uragano di speranza e rivoluzione.

Contatto è la presa di coscienza, anche collettiva, che nessuno si salva da solo. “Trattandosi di un concept album, non c’era modo di trovare la parola chiave perché i brani erano tante piccole storie e cercavamo il titolo nelle strofe -continua Giuliano Sangiorgi.- E poi c’è stata una frase di Ermanno che mi ha svegliato e ho pensato che il titolo fosse sotto ai nostri occhi ed era, appunto, Contatto. Era quello che volevamo per noi, era il nostro sogno, la parola che ha riacceso questo nostro sogno”.

Riguardo le sonorità, invece, ecco cosa ha dichiarato Andro, produttore dell’album: “Questo è un album coraggioso perché abbiamo cercato di guardarci intorno, osservato questi nuovi linguaggi musicali senza ripetere cose fatte nel passato. Abbiamo sempre bisogno di novità, anche per pensare a produzioni future. In questo album ho cercato di portare un punto di vista esterno, dal momento che ricoprivo anche il ruolo di produttore, prendendomi così delle responsabilità. E i ragazzi, usando un’immagine che richiama i vecchi tempi, mi hanno dato le chiavi del furgone e gasato al massimo, si sono fidati. L’album ha una coerenza globale molto forte ma, nello stesso tempo, c’è varietà tra le canzoni permettendo sia di collegarle che scollegarle tra loro, non c’è nulla di scontato nella parte musicale e arriva sempre qualcosa che emoziona”.

Prosegue il discorso Danilo, sottolineando c’è stato un approccio diverso a causa del lockdown: “Abbiamo vissuto a distanza  la realizzazione di questo disco e siamo andati oltre i nostri schemi. È stato bello riscoprire come ognuno di noi abbia ricostruito la propria intimità come se fosse stata di tutti e sei . Ci siamo abituati a questo nuovo modo di produrre”.

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Sono state tante le voci che hanno ispirato l’album, come quella di Lucio Dalla, citato nel testo del brano La terra di nessuno con un riferimento alla canzone Anna e Marco .

La terra di nessuno è stata l’unica canzone che non ho scritto in questo periodo – racconta Giuliano Sangiorgi. – Parlo della terra di tutti. Mentre guardavo le strade di Roma e vedevo l’assenza di vita, pensavo che abbiamo il dovere di ripopolare questo mondo, ricominciando da personaggi come quelli di Anna e Marco, che sostituiscono Adamo ed Eva: due persone diverse che sognano da un piccolo posto sperduto di cambiare il mondo. Sono l’incipit del bisogno di un mondo che ha merita più rispetto. Vorrei che le strade si riempissero di tanti Anna e Marco, senza parlare più di diversità perché è l’inizio di una nuova era che ci allontana dal Medioevo”.

Un altro grande artista ha contribuito a questo album è il Maestro Stefano Nanni, collaboratore di Luciano Pavarotti, per il brano Dalle mie parti di cui ha curato la parte orchestrale, dirigendo per l’occasione l’Orchestra Roma Sinfonietta del Maestro Ennio Morricone, e concludendo con una lunga e suggestiva coda orchestrale ispirata alle atmosfere dei film di Sergio Leone.

L’album viene aperto da una stand up song di resistenza, ovvero Noi resteremo in piedi, brano che i Negramaro hanno scelto di valorizzare con le voci campionate dei manifestanti durante le proteste del movimento black lives matter.

Segue Dalle mie parti: una preghiera a un mondo senza barriere e razzismi dove salvare anche una sola persona dal ruggito del mare aperto possa in qualche modo salvarle tutte.

Proprio riguardo a questi temi, Giuliano Sangiorgi parla dell’uso dei social, di che tipo di uso sconsiderato ne fanno i famosi “leoni da tastiera” esprimendosi su tematiche come l’immigrazione e il razzismo.

“Essere uomo o essere cantante. Davvero devo solo fare intrattenimento? No, voglio poter dire quello che penso, in modo educato, e lo farò con la musica. Sì, anche anche questo è fare politica. Questo è l’album della mia immaturità e voglio iniziare a rispondere anche ai commenti disumani dei social, armi del secolo. I cosiddetti leoni da tastiera li odio. Rispondiamo con la musica a tutti i post più demenziali. Voglio farlo con questo album, proprio attraverso questi brani che danno luce a chi, per troppo tempo, è stato nell’ombra. Un cantante deve dire quello che pensa. Si parla sempre di politica quando si tratta di  vicende umane”.

Un altro argomento molto caro alla band è quello delle nuove generazioni e tutto il potenziale che hanno da offrire. Non è un caso, quindi, che è stata scelta la giovane Madame, unico featuring, in Non è vero niente.

“Abbiamo molto a cuore i giovani e il confronto con loro, anche a livello musicale, altrimenti saremmo rimasti al 2003. Ci sono tanti ragazzi bravi, come Fasma o Madame che stanno costruendo una nuova letteratura musicale… Quando Madame è venuta in studio aveva 17 anni, ma a livello di scrittura nel aveva 182! Le nuove generazioni sono molto forti, sono i nostalgici  della nostra generazione che fanno errori, a cui i giovani stanno rimediando”.

La tracklist di Contatto: Noi resteremo in piedi, Mandiamo via l’inverno, Non è vero niente feat. Madame, Devi solo ballare, Come non fosse successo mai niente, E se domani ti portassi al mare, Scegli me, Contatto, Non è mai per sempre, La cura del tempo, La terra di nessuno.

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Irma Ciccarelli
Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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