“Italian Spirit”: undici classici riletti da Collina e Vezzoso. La loro “Sally” è piaciuta anche a Vasco Rossi

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Sally

Alessandro Collina è un pianista ligure nato ad Albenga, Marco Vezzoso un trombettista jazz originario di Alba. Da alcuni anni suonano insieme, riscuotendo grande successo, non solo in Italia.

L’oriente è la loro seconda patria ed in Cina, circa un anno fa, hanno stupito il pubblico presentando un’originale versione di Sally, la splendida canzone di Vasco Rossi. La scorsa estate hanno pubblicato il video della loro versione e Vasco l’ha rilanciato sui propri canali social.

Ora il progetto si allarga. Recentemente Collina e Vezzoso hanno infatti pubblicato Italian Spirit, un album che contiene undici classici della musica italiana, reinterpretati in versione strumentale per tromba e pianoforte. Le note di copertina sono di Paolo Fresu.

Questa la tracklist del disco: 1) Sally 2) Il mare d’inverno 3) Diamante 4) Enfant Prodige 5) Sotto il segno dei pesci 6) Giudizi universali 7) A me me piace ‘o blues 8) Pensiero stupendo 9) Stasera che sera 10) Balla balla ballerino 11) Per me è importante.

Abbiamo intervistato i due artisti per parlare del disco e del loro progetto musicale. La sigla iniziale indica se la risposta è di Alessandro Collina (AC) o Marco Vezzoso (MV).

Qual è la genesi di questo disco?
AC A marzo del 2019 siamo stati ospiti del primo festival di jazz europeo a Canton e qui ci siamo resi conto di come anche il pubblico cinese si sia evoluto, con una grande curiosità nei confronti dell’Europa. Con Marco abbiamo rischiato e deciso di proporre la musica italiana contemporanea. Abbiamo suonato Sally e la cosa ha funzionato. Da lì abbiamo iniziato a prendere in considerazione brani degli ultimi trent’anni. Durante il lockdown c’è stata poi la fase operativa, la definizione di che cosa fare, perché ci siamo ritrovati con tantissimi brani, che sono ancora lì, e potrebbero magari essere motivo di un altro disco. Poi ci siamo concentrati sugli arrangiamenti.

Come avete scelto le canzoni?
MV
La scelta è stata indirizzata sulle canzoni che potevano anche adattarsi al nostro modo di suonare, che a volte è agli antipodi rispetto a quelle che sono le versioni originali. A noi interessava la parte melodica e tutte le undici canzoni che abbiamo ripreso hanno una forza melodica che è grandissima. A livello melodico gli arrangiamenti sono stati molto limitati, perché la melodia per essere riconoscibile non deve essere troppo distante dall’originale. Il lavoro di arrangiamento è stato più sulla parte armonica, per renderla più vicina al nostro modo di vedere la musica e di interpretarla.

Parliamo di Sally. Cosa avete provato quando avete visto che il video era stato condiviso da Vasco sui suoi social?
AC
Ho chiamato il cardiologo… Avevamo avvertito il management di Vasco della nostra intenzione di suonare Sally in Cina e ci era stato risposto che la cosa era gradita. Tutto però era finito lì. Quando abbiamo pubblicato il video, con il brano registrato in Cina, e siamo stati taggati da Vasco Rossi, ho pensato allo scherzo di qualche amico hacker. Invece era tutto vero. Anche nei giorni successivi ha continuato a seguirci e a pubblicarci, prima sulla sua pagina Instagram e poi sul suo sito. Ne siamo ovviamente orgogliosi e contenti.

Il disco è interamente strumentale, tranne per due brani: Enfant prodige e Stasera che sera. Chi sono i cantanti che avete scelto?
MV
Le voci sono quelle di due grandi amici e due grandi professionisti. Marie Foessel è una cantante francese con cui collaboriamo già da alcuni anni, mentre Andrea Balducci è un cantante italiano trapiantato a New York, che fa il crooner a Manhattan.
AC Con Marie Foessel abbiamo un bellissimo progetto con le musiche di Paolo Conte. Il pubblico francese, che già ama Paolo Conte, ha trovato molto interessante il fatto di proporre il suo repertorio con la voce di una cantante madrelingua francese. Andrea Balducci ha una voce molto interessante, un timbro molto “americano”. Con lui siamo amici di vecchia data e siamo sempre in contatto grazie alla tecnologia. Gli arrangiamenti del disco sono di impostazione classica, è tutto molto pensato. Con Andrea abbiamo voluto fare una cosa diversa, il brano in maniera molto estemporanea è venuto di getto, come i vecchi jazzisti. Un po’ come se fossimo stati a suonare la canzone in un club di New York.

Collina e Vezzoso

Come è nato il vostro sodalizio?
MV
Ci siamo incontrati per la prima volta nel 2014, alla fine di un concerto in Francia. Io mi ero da poco trasferito in Francia e cercavo una ritmica perché volevo registrare un disco di inediti. Ci siamo risentiti e poco dopo abbiamo iniziato le prove. Un anno dopo siamo stati invitati ad un importante festival jazz ad Osaka ed una label giapponese ha pubblicato questo nostro disco live. Da lì è iniziata tutta la nostra avventura nei paesi d’oriente, con un lungo tour tra Cambogia, Indonesia, Giappone, Malesia e poi Cina. Adesso speriamo di ripartire.

Paolo Fresu ha scritto le note di copertina del vostro disco, spendendo parole molto belle nei vostri confronti. Cosa rappresenta per voi questo artista?
MV
Per me è un idolo, ha accompagnato tutta la mia infanzia. I primi concerti che ho visto con mio papà sono stati quelli di Shades of Chet, un duo formato da Enrico Rava e Paolo Fresu. Due idoli riuniti sullo stesso palco. Avere le sue note di copertina è stata una soddisfazione immensa. Paolo Fresu è una grande della musica e del jazz, non solo a livello italiano, ma europeo. Il suo apprezzamento ci ha dato ancora più forza nella ricerca di questo nuovo filone di musica, per cercare di avvicinare il grande pubblico alla musica strumentale. A me questo disco piace definirlo di musica strumentale, senza altri aggettivi. L’impronta è jazz, però in alcuni brani si sente la musica classica, perché noi arriviamo da lì, in altri qualcosa di più improvvisato, ne Il mare d’inverno atmosfere africane e di tutto il bacino del Mediterraneo. Per noi questo disco non rappresenta solo il jazz, ma la musica in generale, la musica strumentale.

Come vivete questo momento così difficile?
AC
Io mi sono dato a delle sane letture e ascolto tanta musica. Per fortuna, grazie a questo progetto, c’è una forte speranza di tornare alla normalità. La cultura sta soffrendo, in tutte le sue diverse categorie. Noi vogliamo essere forti, ottimisti e vedere oltre. Siamo pronti a rifare una valigia e partire appena sarà possibile. Per noi questa è la cosa più bella. Speriamo davvero che questo disco ci possa far ritornare in giro per il mondo: ci siamo accorti che l’Italia ha un suo fascino e una sua importanza, essere italiani aiuta.

Il video di Sally:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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