Notti e nebbie, un film in due parti di Marco Tullio Giordana. Su Raiplay

Dal romanzo di Carlo Castellaneta ambientato durante la Repubblica Sociale Italiana

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Un melodramma noir sul cinismo e sulla corruzione morale

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Il commissario della polizia politica Bruno Spada (Umberto Orsini) è incaricato della repressione di ogni attività antifascista sul territorio cittadino. Siamo a Milano nell’inverno 1944 durante la Repubblica di Salò e il funzionario tra violenze, tradimenti e attentati, cerca di svolgere al meglio il suo sporco lavoro. Un giorno riceve l’incarico dal suo superiore (Walter Alberti) di smascherare tutti coloro che si apprestano a tradire per salvare la pelle, in quanto la Resistenza partigiana è quasi pronta all’insurrezione generale. Spada gira per una Milano nebbiosa e spaventata dai bombardamenti, sigaretta in bocca, impermeabile, cappello e pistola infilata nella giacca, sapendo che il suo destino è ormai segnato. Sa che presto con la liberazione dall’occupazione nazifascista verrà catturato ed eliminato, ma rinuncia egualmente alla possibilità di salvarsi che i partigiani gli offrono in cambio dell’aiuto in favore di alcuni resistenti condannati alla fucilazione. Il suo atteggiamento risoluto non è dettato però da una ferrea convinzione ideologica, ma da un senso del dovere che gli impedisce di cambiare. Il 25 aprile 1945 per Bruno Spada sarà il giorno della resa dei conti… Diretto nel 1984 da Marco Tullio Giordana e tratto dal romanzo di Carlo Castellaneta, che firma con il regista anche la sceneggiatura, il film in due parti  e prodotto dalla Rai, è  un intenso e drammatico ritratto  dell’Italia repubblichina interpretato con grande bravura da Umberto Orsini, con  la fotografia di Franco Delli Colli e con la scenografia di Armando Nobili  in grado di ricostruire fedelmente il tragico periodo della fine della seconda guerra mondiale attraverso l’uso di scorci della Milano d’epoca ricostruita con cura anche con  gli arredi delle case private, dei bordelli, degli uffici di polizia e i  manifesti appesi sui muri. Significativa è la sequenza girata in un cinematografo con la proiezione di uno spezzone del film La bella addormentata di Luigi Chiarini con Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, i due noti attori al pubblico delle sale cinematografiche compromessi con il fascismo e poi fucilati dai partigiani. Tra gli altri interpreti Massimo Foschi, Laura Morante, Eleonora Giorgi, Senta Berger e Bruno Zanin.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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