Avevamo anticipato un paio di giorni fa (cliccate qui) che il numero di Vanity Fair in edicola a partire da oggi ed eccezionalmente diretto da Cesare Cremonini avrebbe ospitato un intervento di Vasco Rossi a tema “sopravvivenza”. La rivista ha pubblicato l’intervento del Blasco questa mattina anche sul proprio sito internet. Il titolo è emblematico: «Io sono un supervissuto».
Vasco, nel suo articolo, elenco tutto ciò a cui è sopravvissuto nel corso degli anni, dalla noia di Zocca a quanto è successo in questo paese dagli anni ’70 ad oggi. Rossi mescola società e privato, per disegnare un ritratto in parte generazionale ed in larga misura personale. Dalla femminista alla droga («Ne ho combinate di cazzate, ma le ho anche pagate tutte»), fino alla morte di alcuni amici («Lolli, Massimo, Marietto…») che all’inizio del nuovo millennio lo hanno portato alla depressione.
Poi, nel 2011, scrive Vasco, «sono sopravvissuto a tre malattie mortali e sono andato in coma per tre o quattro volte». Un periodo che tutti i fan, ovviamente, ricordano bene. Sopravvissuto a tutto questo Rossi si dice certo che sopravviverà anche a «questo Covid del cazzo», per poi aggiungere: «O forse, però, sai cosa c’è? C’è che morirò di noia per il lockdown…».
Siamo peraltro abbastanza fiduciosi che questo non avverrà e che il 1° gennaio potremo tutti ascoltare la annunciata nuova canzone d’amore. L’ennesimo brano di un Vasco che si dice «pieno di domande alle quali devo ancora trovare risposte».
Per leggere l’intervento integrale cliccate qui: Vasco Rossi: «Se non sono un sopravvissuto io…»







































