Federico Poggipollini torna con un nuovo singolo e una forte denuncia sociale

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Ph. Jarno Iotti

“Città in Fiamme” è il quarto estratto da “Canzoni rubate”, l’album di Federico Poggipollini in uscita il prossimo anno, un brano del 1986 della band bolognese Tribal Noise in cui Federico suonava il basso. Un incrocio tra i Joy Division e i Cult in un brano nato nel pieno della new wave nella città di Bologna.
“Una rivolta è in fondo il linguaggio di chi non viene ascoltato” diceva Martin Luther King ed è così che il video di “Città in Fiamme” vuole raccontare questo 2020. Perché quello che è emerso in questi mesi è un urlo che era stato per troppo tempo soffocato; un urlo riversato nelle piazze e nelle strade di tante città per rivendicare diritti negati, manifestare contro violenze e soprusi, per chiedere a gran voce giustizia, parità, riconoscimento: Bielorussia, Indonesia, Stati Uniti, India, Polonia, Thailandia…ma anche Italia con la bellissima manifestazione di Bauli in Piazza.

«Questo lavoro di montaggio ha funzionato come atto di memoria – racconta Giuseppe Lanno, il regista del videoclip – Avendo lavorato a distanza, sia io che Federico abbiamo ripercorso alcuni avvenimenti del 2020. Questa operazione è avvenuta in solitudine e scandagliando materiale di vario genere e provenienza mi è stato chiaro come siamo tutti abituati a ricevere molte immagini giornalmente, a masticarle e digerirle, dunque anche a perderle con la stessa rapidità. Eventi e sentimenti enormi come quelli scaturiti dai movimenti per la propria libertà, per l’equità, per la giustizia, dovrebbero risuonare fortemente nel nostro tempo privato, eppure io stesso ho avvertito alcune immagini come antiche, sebbene fossero di pochi mesi fa. Alcune delle manifestazioni sono “vecchie” di pochi giorni. Riconoscere che la Città\Mondo è stato ed è ancora in fiamme è un atto di consapevolezza».

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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