L’esperienza della voce in territori jazzistici e parajazzistici in Italia non è mai stata prioritaria. E non lo è ancora. Ma ci sono numerosi talenti che stanno emergendo con costanza e impegno, arrivando a fornire progetti originali quanto interessanti. Ve ne presentiamo quattro, pubblicati nelle ultime settimane, esempi di un grande fermento, di cui è opportuno tenere conto.

Elsa Martin e Stefano Battaglia

Elsa Martin – Stefano Battaglia
Al centro delle cose (Artesuono)
Voto: 8

Del precedente album Sfueâi di questa coppia d’eccezione avevamo scritto su queste stesse pagine: “Un disco magnifico, il cui lirismo ti prende subito per mano e non ti lascia più fino all’ultima nota. E all’ultimo verso.” Parole che potrebbero essere riprese e controfirmate anche per questo secondo esito. La cantante friulana Elsa Martin e il pianista milanese Stefano Battaglia si ripresentano con un secondo esercizio di combinazione minimale di suoni e parole, dedicandolo al poeta Pierluigi Cappello, le cui poesie sono i testi dei nove brani (introdotti e chiusi da due intermezzi firmati dai protagonisti).
Denso, raffinato, delicato, palpabile, a volte un po’ forzato, percorso tra coscienza e realtà, avantindietro indefinito lungo una distanza tragica e insieme meravigliosa, sonoro momento di dubbio nell’incedere ineluttabile del tempo, questo lavoro porta con sé “un cuore di parole qui, lontani dal mondo al centro delle cose, nel punto più profondo” e le rende un fluire sorprendente e luminoso. Il piano multicolore e la voce limpida intonano dei lieder contemporanei, alla ricerca di un costante squilibrio tra gli elementi, tra jazz spezzettato e infingardo, tradizione popolare vivace, accademia a cui è necessario talvolta e più tornare. Un filo meno sorprendente del precedente cd, a volte troppo “esibito”, ma sempre una meraviglia.

Adolfo Durante

Adolfo Durante
Questione di corde (Alfa Projects/Egea)
Voto: 7/8

È cantante eclettico di estrazione pop e dal timbro particolare, il salernitano (ma da anni vive a Mantova) Adolfo Durante, giunto alla sua quarta prova da solista, la più variegata delle sue. Dedicato alla ripresa dei brani da lui più amati dei nostri cantautori, questo è un album riuscito, che contiene 12 canzoni molto belle, riproposte con un feeling jazzy oppure alla chansonnier (specie nelle quattro in cui appare la fisarmonica di Primiano Di Biase, la finardiana Laura degli specchi in particolare).
Registrato quasi live in studio con il sobrio pianista Enrico Zanisi e il poliedrico chitarrista Alberto Lombardi, vanta anche le overdub dell’incisivo violinista Mario Gentili (in cinque brani, tra i quali segnaliamo Cielo nero di Ron e Amore negli occhi di Ivano Fossati), del fantasioso percussionista Simone Federicuccio Talone (in tre brani, tra cui la conclusiva I treni di Tozeur di Franco Battiato) e del solido contrabbassista Pierpaolo Ranieri (nella suggestiva Amore degli occhi ancora di Fossati).
Durante è ormai un interprete ricco di sfumature, che sa riprendere il meglio degli interpreti originali – ai citati vanno aggiunti Alice, De Gregori, Mango e Mia Martini – e insieme sa offrire un taglio personale mai invasivo, solido e quasi femmineo insieme, rispettoso fino a essere talvolta persino scolastico eppure capace di levigate, interessanti variazioni.

Vanessa Tagliabue Yorke

Vanessa Tagliabue Yorke
Diverso Lontano Incomprensibile (Artesuono)
Voto: 8/9

Uscito quasi in contemporanea con lo Storyviille Story degli amici Mauro Ottolini (per i suoi Sousaphonix aveva cantato in quattro album) e Fabrizio Bosso, di cui è coprotagonista, questo Diverso Lontano Inconprensibile è il quinto cd da titolare della cantante, pittrice e scultrice Vanessa Tagliabue Yorke. “In questo lavoro ho interiorizzato tutte le meraviglie che man mano scoprivo cercando tra culture e dimensioni che mi affascinano e che mi sembravano lontane da quello che vedevo e sentivo attorno a me”, appunta nelle note. E in effetti il disco ci fa assaporare diversi gusti e diverse poetiche, arrivando a proporre liriche thailandesi (la Orchidea Song con versi del sommo poeta ottocentesco Phra Sunthonwohan), egiziane (due i brani con il testo del noto paroliere Morsy Gameel Aziz), giavanesi (Indonesiana apre il cd) e vietnamite, con i relativi influssi melodico-ritmici.
Tagliabue, che nasce come cantante di jazz “delle origini”, tanto accattivante quanto tutt’altro che facile, sviluppa quella lezione allargando quasi all’infinito le prospettive, che includono anche le lezioni della musica contemporanea – da Messiaen e Scriabin fino allo spettralismo di Gérard Grisey -, di un jazz rivisto (le conclusive T.G.T.T. di Duke Ellington e I’ll Be Seeing You resa celebre da Billie Holiday) e di una francofonia che diventa puro free in Zebra, dettata dai versi di Baudelaire e del belga Marcel Broodthaers, e “navigando” con la voce in un mare magnum tempestoso e piano, dilatato e gorgogliante, enterico e sognante. Con il non piccolo aiuto di musicisti importanti come Paolo Birro al piano, Francesco Bearzatti al clarinetto, i ritmi Maier e Rabbia e i numerosi archi.

NewStrikers

NewStrikers
Musiche insane (Alfa Music/Egea)
Voto: 8/9

Nato come seguito dell’Antonio Apuzzo Strike! e del riuscito Songs Of Yesterday, Today And Tomorrow del 2016, questo sestetto ne riprende, oltre a 4/5 della formazione, che praticamente vede solo l’avvicendarsi della cantante e l’aggiunta della tromba, le coordinate espressive quasi eccitandole, sovrastimolandole, perfino drogandole, al fine di ottenere un esito volutamente sopra le righe, turgido di riferimenti sonori di vario tipo sminuzzati in un truciolare di altissima resistenza e di particolare duttilità. Determinante nel vulcanico ribollire sonoro offerto dai NewStrikers, oltre ai sassofoni acuminati del 64enne leader, spesso in contrastato e stimolante dialogo con la tromba (ma anche la cornetta o il flicorno) del figlio Valerio e alla multicolore sezione ritmica allargata con le marimba di Luca Bloise, la vocalità teatrale oppure inguinale oppure carezzevole oppure scat oppure… della convincente Marta Colombo, intenta a farci ascoltare i poeti Joyce, Pavese, Dylan Thomas, Jolanda Insana, e anche i testi suoi e di Apuzzo, come mai abbiamo fatto finora.
Il sassofonista, a lungo a fianco del batterista free Tony Rusconi, in trio con il batterista Mauro Orselli e il bassista Sandro Lalla (quest’ultimo ancora con lui), e negli Ibrido Hot Six, compone tutte le musiche, srotolando un tapis roulant irrefrenabile che sa essere incalzante e frammentario, libero e inquietante, bluesy e mediterraneo, swingante e feroce. Di altissimo livello Meghiddo Blues e Rosso 17 così come le due minisuite poste in apertura e chiusa del cd, che si dimostra tutto progetto di pregio e dalla rutilante fantasia.

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Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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