La musica vive tempi difficili, si sa: teatri chiusi, sale prove chiuse, musica dal vivo pressochè bandita fino a nuovo ordine, ed ecco che durante la pandemia tante iniziative musicali si sono spostate direttamente sul web, non potendo essere svolte di persona.
Anche i cori, ovviamente, non fanno eccezione, e Dodo Versino stavolta ha voluto fare le cose davvero in grande: insegnante di musica in diversi licei della Capitale, era già salito agli onori delle cronache per aver partecipato a Tu sì que vales con Il coro che non c’è in uno strepitoso medley di canzoni dei Queen.
Ora torna con Decanteron, un progetto mastodontico, guardando i numeri: si tratta infatti di ben 236 coristi di 7 formazioni distinte (Coro Cantering, Il Coro che non c’è, Coro della Collina, Le Mani Avanti, Minuscolo Spazio Vocale, Occhi Chiusi In Mare Aperto, Coro Zenzero), “riuniti a distanza” per cantare una versione inedita di Jingle Bells, rivisitata in chiave blues e in tonalità minore, «per raccontare la particolarità del momento e allo stesso tempo tentare di sdrammatizzarlo», come si legge nel post di presentazione del progetto pubblicato su Facebook.
Qui sotto il video di Jingle Minor del progetto Decameron:







































