The Voice Senior: il trionfo dei veri professionisti della musica

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The Voice Senior

Ora che è finito, possiamo dirlo: gran parte dei partecipanti a The Voice Senior sono fior di professionisti che hanno dedicato quasi tutta la vita alla musica. Tutti musicisti che certi ragazzetti spocchiosi che oggi dominano nelle classifiche e sui social se la mangia a colazione. Ognuno di loro ha vissuto esperienze diverse, vivendo di jazz (Laura Fedele), di blues (Giulio Todrani, il papà di Giorgia), di rock (Alan Farrington), di musical (Marco Guerzoni), di liscio (Ruggero Scandiuzzi, Roberta Cappelletti e la superba Alida Ferrarese), di dance (Elena Ferretti, una delle tre finaliste), a volte magari anche “prestando” la voce a volti noti. È successo soprattutto in ambito dance: per molti anni c’è stato chi cantava effettivamente in sala d’incisione, e chi “ci metteva la faccia”, le cosiddette “immagini”.

Prendiamo il vincitore di questa prima edizione di The Voice Senior, Erminio Sinni (team Loredana Berté, ma questo non ha molta importanza), un toscanaccio di 59 anni, almeno 40 dei quali spesi su palchi non solo italiani. Poco più che ragazzo, inizia a collaborare con Paola Turci. Nel 1989 partecipa a Sanremo come coautore di Tutti i cuori sensibili (cantata da Stefania La Fauci). L’anno successivo è al Nuovo Cantagiro e qualche tempo dopo l’ambasciata americana a Roma lo invita a cantare a una festa in onore di Frank Sinatra. 

Nel 1992 conosce Riccardo Cocciante: scrivono insieme L’amore vero, brano col quale nel ’93 partecipa a Sanremo Giovani, portandosi a casa anche un paio di riconoscimenti, il Premio Volare per la musica e il Premio S.I.L.B. per il testo. 

Pubblica un album, Ossigeno, contenente tra l’altro E tu davanti a me (conosciuta anche come E tu sopra di me), che diventa un evergreen da Napoli in giù. Firma pure, assieme a Massimo Bizzarri, uno dei successi di Cocciante, Resta con me.

Nel 1998 la canzone L’amore vero diventa colonna sonora di una telenovela di Rete Globo, Por amor, seguitissima in tutta l’America Latina. Quel brano è un grosso successo e vende oltre 800.000 copie, una cifra che oggi se la sogna anche chi va primo in classifica.  Pubblica pure un album intitolato 11.167 km, che è la distanza che separa Fiumicino da Buenos Aires, dove è piuttosto famoso. 

In una recente intervista ha detto: «Sono andato avanti parecchi anni a proporre le mie canzoni alle case discografiche, ma nessuno mi prendeva in considerazione. Ho calcolato che dal ’93 ad oggi ho proposto 27 canzoni al Festival di Sanremo, una ogni anno, senza essere mai ascoltato. Molto probabilmente la colpa è anche mia. Io so scrivere canzoni, ma non sono bravo a comunicare, non so proprio come si fa, in questo senso sono l’uomo primitivo. Il mio problema è che non son buono a chiedere. Se devo farlo per altri sono bravissimo, ma per me non saprei dove iniziare».

Beh, ora che ha vinto un talent magari qualcuno si mangerà lue mani, e magari qualche opportunità gliela concederanno. Come si dice, meglio tardi che mai. E comunque meglio che riescano a combinare qualcosa seri professionisti, piuttosto che ragazzetti spocchiosi cresciuti a trap & latin. Due note in croce, ripetute fino alla nausea, e parole spesso senza senso. Il problema è che i maledetti social continueranno a fare danni da qui all’eternità.

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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