Il Natale in casa Cupiello di Castellitto è senza anima

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Te piace o presebbio? Il coraggio, le buone intenzioni, non bastano per portare in scena Eduardo De Filippo. Il film tv diretto da Edoardo De Angelis, tratto dalla celebre commedia Natale in casa Cupiello, ha dalla sua solo quello, e poco altro. Sergio Castellitto, che veste i panni di Luca Cupiello, appare il più debole del cast. Non che gli altri splendano, sia chiaro.

L’attesa per il film in prima serata su Rai uno era quella dei grandi eventi di una volta, che avevano il merito di riunire le famiglie, in cui ognuno diceva la sua. Il desiderio di ridare lustro a un capolavoro e permettere alle nuovissime generazioni di conoscerlo, è un merito, certo. Non lo dimentichiamo.

Anch’io avevo buone intenzioni, aspettative altissime, vista la stima che nutro nei confronti di Castellitto, e l’amore viscerale che posseggo per Eduardo. In pole position su Rai uno, con penna e quadernetto in mano, come facevano i bravi ‘giornalisti di una volta’, per mettere nero su bianco le emozioni istintive che mi dava il film. Lo volevo scrivere così, ‘con tutti i sentimenti’, senza ripensamenti, per dare una visione vera, pura, e non ragionata delle mie impressioni.

‘I sentimenti’, proprio quelli sono mancati fin da subito. Non bisognava imitare Eduardo, ma sentire Luca Cupiello nell’anima, dargli vita in maniera fedele all’opera. Perché se tocchi Eduardo stai toccando Shakespeare, e non puoi fare un suo personaggio in un altro modo. Che Castellitto non sia napoletano è ininfluente. A influire, e pesantemente, sono tutte le sfumature caratteriali mancanti nel film.

Il Lucariello di Castellitto è un uomo rabbioso, arrogante, che non ha nulla dell’ingenuità, dell’ironia, di Luca Cupiello. Lucariello è un buono, un sognatore, tratti fondamentali e non pervenuti nell’interpretazione di Castellitto. Cupiello è l’uomo che si autoinganna, perso nel suo mondo fatto di illusioni e presepi, riproduzione ideale di famiglia ‘perfetta’. Quella che si sta sgretolando sotto i suoi occhi, mentre lui ‘scalda la colla’ per costruire il ‘presebbio’.

Nel film non c’è la tragica leggerezza del personaggio di Eduardo, sospeso tra lucidità e ingenuità, condizione che lo rende straordinariariamente umano, così vicino a tutti noi. Mancano i passaggi comici, creati ad hoc dalle pause, caratteristiche dominanti dell’opera, perse completamente nel recitato di Castellitto, che ne fa un personaggio completamente diverso, lontanissimo dall’originale.

Anche l’atmosfera è cupa e deprimente sin dall’inizio, e poco c’entrano le scene aggiunte esterne e altre libertà di cui si poteva fare a meno. Non c’è feeling tra gli attori, non c’è ritmo, è tutto spento e senza slanci. Non c’è il passaggio tra le risate dell’inizio e il dramma finale: alla tragedia si deve arrivare dopo aver riso tanto.

Anche la ‘frase simbolo’ della commedia, “Te piace o’ presepe?”, è recitata senza emozione, senza magia. Sembra di guardare un altro film, che mantiene solo il titolo e alcune battute della commedia. Il regista aveva saggiamente chiesto a tutti gli attori di dimenticare l’interpretazione di Eduardo. Peccato che hanno dimenticato anche lo spirito dei personaggi.

Cosa salvo del film tv
Il coraggio e la buona volontà di tutto il cast e del regista, il desiderio di omaggiare Eduardo, che DEVE essere reinterpretato. È nostro dovere preservare il patrimonio culturale italiano.

Un appunto speciale dedicato a Sergio Castellitto, che mi perdonerà la stroncatura: anche i grandi possono cadere.

Buona prova per Marina Confalone, nei panni di Concetta. In tanti passaggi era completamente nella parte, godevolissima. In altri si è persa per strada, forse timorosa di un confronto con Pupella Maggio.

Antonio Milo, nei panni di Nicolino, è il migliore del cast: una piacevole sorpresa. Segno che il paragone coi precedenti non sussiste, basta essere nella parte nel modo giusto.

Pina Turco, che recita nei panni di Ninuccia, ha reso un’interpretazione abbastanza fedele all’opera. Ma poteva fare meglio.

La regia, la fotografia, e sia chiaro, la bravura di tutti gli attori. Un film venuto con qualche ammaccatura non mette in dubbio la loro professionalità.

Menzione speciale per Enzo Avitabile, che ha curato la colonna sonora: riascoltatevi E duorme stella, sul finale del film. C’è da commuoversi.

4 COMMENTI

  1. EDUARDO NELLA SUA MAGNANIMITA’ AVREBBE APPREZZATO, HA PERMESSO A ZEFFIRELLI DI TRADURRE LE SUE OPERE IN INGLESE E FARLE RECITARE AD ATTORI STRAORDINARI COME OLIVIER E LA SUA SECONDA MOGLIE E AD IAN MACHELLEN ( PERDONATEMI NN MI RICORDO COME SI SCRIVE ) MARIO MARTONE HA AVUTO IL CORAGGIO DI TRASPORTARE IL SUO SINDACO DEL RIONE SANITA’ AI GIORNI NOSTRI FACENDO INTERPRETARE IL PERSONAGGIO CHE PIU’ DI UNA VOLTA EDUARDO STESSO HA INTERPRETATO AD UN BRAVISSIMO E GIOVANISSIMO ATTORE NAPOLETANO. SECONDO ME C’E’ TROPPA DIFFIDENZA NEI CONFRONTI DI EDOARDO DE ANGELIS ( PER CHI NN AVESSE VISTO ALCUNI DEI SUOI FILM E PER CHI SI VOLESSE AFFACCIARE ALLE SUE OPERE CINEMATOGRAFICHE PIU’ BELLE VEDETE MOZZARELLA STORIES CON LUISA RANIERI , MASSIMILIANO GALLO, ANDREA RENZI, QUEST’ULTIMO HA INTERPRETATO UMIMELMENTE UN PERSONAGGIO MARGINALE DEL NATALE IN CASA CUPIELLO NEL RUOLO DEL DOTTORE, VEDE ANCHE INDIVISIBILI BELLISSIMO FILM CON UN CAMEO DI PEPPE SERVILLO NEL RUOLO DI UN CHIRURGO CHE DEVE DIVIDERE LE DUE RAGAZZE SIAMESI PROTAGONISTE DEL FILM.). BRAVISSIMI TUTTI GLI ATTORI DEL FILM DAL PROTAGONISTA CASTELLITTO ALL’ULTIMA DELLE COMPARSE. ANTONIO MILO MARIA CONFALONE ADRIANO PANTALEO TONY LAUDADDIO E ANCHE LA RAGAZZA CHE HA INTERPRETATO LA FIGLIA GIOVANISSIMA ATTRICE DI CUI NN RICORDO IL NOME MA CHE CREDO CHE FARA’ MOLTA STRADA E IL RAGAZZO CHE INTERPRETA VITTORIO SONO STATI BRAVISSIMI E MAGISTRALMENTE SEGUITI DA DE ANGELIS. EDUARDO LASSU’ SAREBBE STATO GRATO A TUTTI PER AVERLO RICORDATO E AVREBBE AVUTO PAROLE BELLISSIME PER QUESTA STUPENDA RAPPRESENTAZIONE. DANIELA MARTUFI DA TERRACINA

  2. Io non so lei cosa abbia visto e sopratutto cosa abbia sentito, assodata la bravura dell’attore Castellitto nelle sue molteplici recitazione in film e fiction, però quell’ardire nel voler recitare “l’opera” di Eduardo stravolgentola in toto con una recitazione fatta di urla e liti, mentre Luca è un bambinone ingenuo e buono, e me lo lasci dire, anche se la recitazione non viene fatta in “Napoletano”, alcune frasi bisogna pronunciarle in dialetto altrimenti non danno il loro vero significato, e questo lo può sentire chi a Napoli ha vissuto da bambino l’arrivo e la fine delle festività natalizie, lo dico xchè oltre ad averle vissute ho potuto (con tanta modestia) portare in palcoscenico Luca Cupiello decine e decine di volte, e per farlo(sempre con tanta umiltà)ho dovuto ingoiare il copione e digerirlo studiando infinite volte, termino coprendo con un velo pietoso quasi tutte le altre interpretazioni ma non perché non si è bravo ma perché non si può raccontare una barzelletta e fare piangere.
    Giovanni

    • Ben detto. Nulla da aggiungere. Le opere d’arte non si possono imitare. Piuttosto, se si hanno le qualità, farne delle altre anche sullo stesso argomento.

  3. Grossa delusione, in realtà sono già partita quasi prevenuta nella visione del film, perché rivisitava un capolavoro assoluto che non può essere né migliorato né ritoccato; ero comunque ben predisposta a rivedere il mio punto di vista se avessi almeno assistito ad un risultato passabile, cosa che non è avvenuta.
    La commedia ha perso tutta la sua anima comica e la sua leggerezza, nell’originale la componente tragica trova spazio solo nell’atto conclusivo e addirittura durante il terzo atto qualche risata scappa, risate che sono il filo conduttore dello spettacolo, anche quando gli equivoci lasciano intuire conseguenze drammatiche si ride, ed è proprio qui la grandezza di Eduardo e del suo Luca cupiello: lucariello è un personaggio che trasmette tenerezza, ed è proprio questo che spesso suscita ilarità, per una contrapposizione oppure immedesimazione dello spettatore.
    Ironia e leggerezza che non troviamo nel rifacimento, la commedia viene svuotata così come il Don Luca di Castellito privo di quei tratti che ce l’hanno fatto amare e intriso di una vena nervosa e autoritaria fuori dal personaggio originale. Meglio Confalone (già presente nella versione di Eduardo nei panni di una vicina di casa), la sua versione di donna Concetta è apprezzabile, ma non può da sola risollevare l’intero lavoro, nennillo- Pantaleo é stato il personaggio più azzeccato, quello che più è riuscito a trasmettere l’essenza della commedia.

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