Stasera in Tv il docufilm “Freddie Mercury: The Great Pretender”

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Freddie Mercury

Non è certo una novità e i fan dei Queen sicuramente già lo hanno visto. Ma, nel caso in cui qualcuno non lo avesse ancora visto, è giunto il momento di colmare una lacuna. E in ogni caso rivederlo non fra certo male. Perché il docufilm Freddie Mercury: The Great Pretender di Rhys Thomas è ben fatto e mostra diverse sfaccettature della complessa personalità di Freddie Mercury. Questa sera (sabato 26 dicembre) alle 21,25 va in onda su Nove (canale 9).

Intrecciando materiali d’archivio, concerti, videoclip, interviste e rarissimi video privati, il documentario di Rhys Thomas si pone non tanto l’obiettivo di ripercorrere artisticamente l’ascesa e la portata creativa dei Queen negli anni ma piuttosto quello di far emergere la figura di Freddie Mercury a metà degli anni Ottanta, quando il leader della band sentì l’esigenza di distanziarsi dal resto del gruppo e sperimentare nuove sonorità nella sua prima e unica esperienza da solista. Un percorso indipendente che si concluse con la pubblicazione di due album, Mr. Bad Guy uscito nel 1985 e Barcelona del 1988. 

È documentario ben realizzato, che svela alcuni lati oscuri o poco conosciuti di Freddie, addentrandosi in particolare sul suo magico incontro con l’opera lirica grazie a quelle affinità elettive che avvengono ogni tanto nella vita e che lo legarono, poco prima di morire, con la grande soprano Monserrat Caballè.

Nell’insieme Freddie Mercury non viene affatto presentato come un “santino”, vengono mostrati anche i lati peggiori del suo carattere. Infatti non tutti hanno apprezzato il lavoro di Rhys Thomas.

Prodotto dalla BBC e dalla Eagle Rock Productions, il film ha vinto un Rose d’Or e un International Emmy Award per aver omaggiato con stima e un po’ di innegabile malinconia la vita pubblica e privata di un uomo straordinario.

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

5 COMMENTI

  1. Deludente, ne risulta una immagine scadente
    del grande Freddy.! Gay? Ok, ma chi se ne frega..
    La metà del documento insiste sul fatto!
    Era un ARTISTA anche gay, non un gay anche artista!
    Perché tanto scalpore per cosa faceva
    nella sua vita provata?GOSSIP!
    No….! potevo passare 2 ore a vedere altro..!

  2. Grande artista al di là di tutto. Ci ha lasciato delle canzoni una più bella dell’altra che saranno sempre attuali. Grazie fred!

  3. Onestamente sono rimasto molto deluso dall’artista il fatto che fosse gay non cambia il mio giudizio su di lui .La mia delusione semmai riguarda il fatto che il suo spessore artistico fosse soltanto legato alle sue performance sul palcoscenico una sorta di mutante insomma.Cio che voglio dire e che sentendo la sua intervista ne ho tratto un profilo molto frivolo di lui tutto qui,mi aspettavo un artista a tutto tondo ma non e stato cosi, grande artista insieme ai Queen da cui ha cercato di separarsi più volte ma poi visto i scarsi risultati artistici e di vendita e sempre tornato all’ovile e già questo basterebbe a far capire che non si tratta di un artista di grande spessore altrimenti sarebbe emerso come altri membri di grandi band tipo Genrsis e Peter Gabriel.

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