Amadeus: «Vi racconto Sanremo 2021»

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Amadeus

Amadeus, presentatore e direttore artistico della 71esima edizione del Festival di Sanremo, ha trascorso due ore in diretta in radiovisione su Radio Zeta, raccontando del cast di questa edizione, composto soprattutto da giovani della cosiddetta “Generazione Zeta”. In diretta dagli studi di Roma, Amadeus ha risposto alle domande dei giovani conduttori di Radio Zeta, tutti collegati via zoom, mentre in studio a condurre c’erano Camilla Ghini e Nicole Iannacone, che a soli 16 anni è la più giovane speaker radiofonica in Italia.

“Si capisce che ascolto Radio Zeta dal cast che ho fatto per Sanremo, potete verificare anche guardando la mia macchina” ha esordito Amadeus.

Poi Amadeus racconta un retroscena su Fai Rumore di Diodato, vincitore dell’ultima edizione: “Quando l’ho sentita per la prima volta mi ha colpito molto. Gli ho detto: ‘quando sarai sul palco allarga le braccia così vincerai Sanremo’. Gliel’avevo consigliato come portafortuna. Ma non è merito mio, è merito suo: avrebbe vinto anche senza allargare le braccia”.

La presenza del pubblico al prossimo festival 

“Non si può fare Sanremo senza pubblico, l’ho sempre detto. Per me è fondamentale, altrimenti non è una rinascita, vorrebbe dire fare un Sanremo sotto Covid. Bisogna organizzarsi bene affinché quel pubblico probabilmente sia sempre lo stesso, controllato con tamponi quotidiani. Va ristrutturata tutta la situazione e ripensata. Sarà un Sanremo che vogliamo offrire al pubblico ancora più importante rispetto a quello dell’anno scorso, solo così siamo una risposta al desiderio di rinascita”. E sull’ipotesi circolata in questi giorni della nave da crociera Amadeus commenta: “La stiamo certamente prendendo in considerazione”.

Ancora a proposito del cast, Amadeus ha detto: “Molti dei giovani cantanti in gara a Sanremo sono sul trampolino, sono pronti a buttarsi nel mondo della canzone e hanno già un’importanza notevole e quando si pensa che non siano dei big non è così. Sono big per le visualizzazioni, per quello che fanno, per come scrivono, per come cantano. Sono innovativi e di loro ne sentiremo parlare a lungo”.

Poi ha aggiunto: “Nella storia i giovani si sono sempre allontanati da Sanremo perché se non offri niente che piaccia a loro è chiaro che non lo guardano. Nel momento in cui invece offri cose che avvicinano i gusti del pubblico più giovane, loro ci sono. Noi l’anno scorso abbiamo avuto una percentuale di pubblico giovane altissima, che ha toccato il 60%. Con un cast come quest’anno io mi aspetto una presenza di giovani altissima, ma anche chi non è giovane scoprirà delle cose molto forti e poi c’è uno spettacolo intorno che è per tutti”.

Riguardo i 26 brani in gara, ha chiarito: “Ho ricevuto circa 300 brani. Tutti volevano partecipare ed era difficile scendere sotto i 26. Fino a 4 o 5 giorni prima di annunciare il cast non riuscivo a scendere sotto i 30, avrei potuto fare due festival di Sanremo”.

Le canzoni devono passare in radio

“Per me il successo di un festival dipende anche da quanti pezzi vanno in radio, avendo fatto molta radio in vita mia. Anche l’anno scorso molti si sono chiesti chi fossero parecchi dei cantando in gara. Credo che anche il pubblico più adulto sia curioso di ascoltare le cose forti”.

Amadeus rivela il dietro le quinte sulle scelte

“Scelgo in base ai pezzi che mi colpiscono, non c’è una componente eterogenea, e tra questi mi ha colpito anche quello di Orietta Berti, che è un classico, fedelmente sanremese. Separo le canzoni in gara dallo show che sta intorno alle canzoni”.  “Si è tornati a scrivere e molto bene sia tra i big che tra i giovani, sono quasi tutti cantautori perché sapersi scrivere un pezzo è un valore aggiunto”.

“Il mio essere conduttore radiofonico mi ha influenzato molto nella conduzione – continua Amadeus – non mi piacciono i tempi morti, mi piace dare un ritmo, anche perché le cose sono tante, quindi devo avere per forza un ritmo veloce”.

“Riguardo gli ospiti, qualcosina stiamo già facendo, ma il grosso lo decideremo da gennaio. Ovviamente avendo 26 artisti in gara magari avremo un ospite in meno, ma sarà sempre un grande show”.

La rinascita e i giovani

“Penso sia fondamentale quando si vuole ripartire farlo dai giovani e chi, come me, non ha più vent’anni, deve attingere da loro l’energia e ascoltarli per stare al passo. È giusto che questo Sanremo riparta dai giovani, ma dando sempre anche il benvenuto a chi non è più giovane, ma ha una grande storia da raccontare”.

 I talent & Sanremo

“Io non penso alla quota talent, penso alle canzoni. Comunque sono importanti perché da lì molti sono passati o usciti, io li guardo e li seguo per capire cosa c’è di nuovo, quindi ben vengano”.

 Le giurie del Festival

“Le componenti di voto della nuova edizione vedranno serate dedicate a tutte le giurie, tra queste la demoscopica, dove ci saranno certamente anche i giovani. Poi il giovedì ci sarà l’orchestra, il venerdì la sala stampa e il sabato il voto sarà interamente affidato al televoto. Ognuno ha una propria serata dedicata”.

Amadeus prosegue poi raccontando le nuove canzoni in gara: “Quella di Fedez & Michielin è una scelta forte e importante, la canzone ha una sua gran bella personalità”. Su Fasma, invece, dice: “Dopo Sanremo ha avuto un riscontro enorme sulle varie piattaforme e anche la canzone che presenta a Sanremo è molto forte”. La Rappresentante di Lista è stata una scelta molto particolare: “La voce della cantante è bellissima, una produzione importante fatta da Dardust in un pezzo che vi accorgerete l’energia che ha. Qui c’è, come in altri casi, teatro, ed è una cosa che a me piace molto negli artisti di oggi”. Su Madame e Willie Peyote: “Non so come il pubblico accetterà il testo di Madame o quello di Willie Peyote, sicuramente però sono ben scritte, quindi vanno apprezzate”.

 Il caso Morgan

“In genere io vado avanti per la mia strada: una volta che fai una scelta di canzoni per onestà, non devi mai temere nulla e cerco di rispettare tutti. Ci saranno altre occasioni per chi quest’anno non ha avuto la possibilità”.

Le polemiche sul pubblico

Questo quanto ha raccontato Amadeus a Radio Zeta. Ma la polemica sul publico presente in sala (e nelle vie di Sanremo) non si placa. Un post del deputato Michele Anzaldi, membro della commissione di vigilanza sulla Rai, ha destato parecchio scalpore. E di certo nelle prossime settimane se ne parlerà a lungo.

Ecco cosa scrive Anzaldi: “Mentre da mesi tutti i teatri e i musei sono chiusi, mentre i concerti sono vietati da tempo e c’è l’intera industria culturale in ginocchio, la ricca Rai, l’unica azienda in Italia che non ha problemi di bilancio perché è mantenuta dai soldi del canone degli italiani, vorrebbe avere una corsia preferenziale per Sanremo, aggirando la legge con una dubbia operazione che porterebbe centinaia di persone all’Ariston come pubblico. La conferma data alla stampa che si starebbe pensando ad una soluzione del genere è gravissima, è urgente che arrivino chiarimenti in commissione di Vigilanza. Il presidente Barachini pretenda trasparenza dai vertici del servizio pubblico.

Si pronuncino il Comitato tecnico scientifico e il ministero della Sanità. Chi garantisce che spostare ogni giorno centinaia di persone dagli alberghi o da una nave non metta a rischio la salute degli italiani? Chi garantisce che il Festival non diventerà un maxi cluster di contagi? Davvero il Festival di Sanremo è l’unico evento televisivo e musicale nel mondo che può permettersi di non rispettare le restrizioni anti covid? Il mondo intero ha dovuto anticipare la messa di Natale e la nascita del Bambinello, ma la Rai non può rinunciare alla sua Spendopoli? Quanto costerebbe un’operazione del genere?”.

 

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Redazione
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