I 7 migliori film del 2020

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Il processo ai Chicago 7

Giochiamo anche quest’anno stilando una piccola classifica dei film più interessanti del 2020. Tutti titoli, nella maggior parte dei casi, visti sui nostri divani con quella strana sensazione di rabbia, tristezza e ansia nell’osservare situazioni di assembramenti o baci tra attori in mondi ancora liberi e senza virus.

Fortunatamente alcune storie siamo riuscite a viverle nella bellezza del grande schermo e forse un po’ tutti siamo in debito con “il prestigiatore” Christopher Nolan che ha lottato non poco per portare il suo roboante Tenet nelle sale di tutto il mondo. L’unico vero blockbuster arrivato dopo la prima ondata di Covid-19.

I grandi distributori, soprattutto per il mercato americano, stanno cercando soluzioni ibride tra streaming e sala per le grosse operazioni della Marvel e per il nuovo 007, che avremmo già dovuto vedere nel 2020, ma sono in standby anche titoli nostrani come l’ultimo lavoro di Carlo Verdone, Si vive una volta sola.

Bisogno tener conto, al contrario delle varie voci in circolazione, che il cinema non è morto. Nel 2019 l’industria cinematografica mondiale ha raggiunto il record di 42,5 miliardi di dollari incassati al botteghino, ed era in costante aumento già da dieci anni. Il piacere della condivisione in sala di un film prettamente commerciale o di un’opera d’arte ha dimostrato di avere ancora una sua forza, ma quello che accadrà nei prossimi mesi sarà decisivo.

Senza una vera e propria preferenza ecco sette film da ricordare usciti in Italia durante l’anno (cliccando sui titoli potete vedere i trailer):

Jo Jo Rabbit

Jo Jo Rabbit

Titolo del 2019 arrivato da noi il 16 gennaio in vista della successiva notte degli Oscar, dove ha vinto come miglior sceneggiatura. Un meraviglioso gioiello sulla visione ingenua della dittatura nazista vista da un ragazzino che ha come guida e amico immaginario nientemeno che un Adolf Hitler infantile e pazzoide, messo in secondo piano nel momento in cui entra in scena una giovane ebrea a cui la madre del piccolo protagonista ha dato rifugio nella sua casa. Un film dai tratti grotteschi e nel contempo poetici che vede una meravigliosa Scarlett Johansson (la mamma), in un ruolo già diventato iconico, primeggiare su tutti e la conferma definitiva di un autore (Taika Waititi) che riesce ad arrivare al cuore degli spettatori, raccontando le brutture dell’animo umano e la speranza di un cambiamento in modo coraggioso, delicato e originale.

Dragged Across Concrete – Poliziotti al limite

Dragged Across Concrete

Nel primo film del regista S. Craig Zahler, Bone Tomahawk, ci sono il selvaggio west, Kurt Russel e i cannibali. Nel bellissimo Cell Block 99 ci sono un vero duro in prigione, un pericoloso inganno e violenza disumana. Nel suo terzo film invece mette in scena una crime story piena di dialoghi ma anche di azione, con poliziotti più disperati che corrotti e un ritmo calmo che esplode nei momenti più inaspettati. Tutte caratteristiche che fanno di Zahler un autore di genere con uno stile unico, che rende indubbiamente omaggio al cinema poliziesco anni ‘70, rimanendo però distante dal collaudato pulp tarantiniano e più vicino alla critica politica e sociale. In Dragged Across Concrete non ci sono buoni e cattivi, ma solo un continuo pessimismo verso dei protagonisti/vittime di un sistema di potere marcio che si alimenta con il disagio umano. Un film profondo con un eccezionale Vince Vaughn e un perfetto Mel Gibson. Prodotto nel 2018 e uscito da noi con due anni di ritardo.

Sorry We Missed You

Sorry We Missd You

Questo è uno di quei film che può farvi incazzare. Che vi mostra un mondo in cui la dignità umana viene calpestata da quelle multinazionali che sembrano aiutare l’ignaro compratore vittima del consumismo e soprattutto i lavoratori schiavi, pronti a rischiare la vita e la famiglia solo per una normale sopravvivenza quotidiana. L’ottantaquattrenne Ken Loach ci racconta il “peggio” con la storia di un trasportatore freelance che consegna gli agognati pacchetti ai “drogati” dell’e-commerce senza badare agli orari, ai rischi, alla paga da fame e pisciando in una bottiglia di plastica per arrivare in tempo al prossimo indirizzo per non essere multato. Una realtà che tutti noi conosciamo e ignoriamo, forse anche un po’ ingenuamente. Questo è il film indispensabile che tuti devono vedere, ironicamente arrivato proprio nell’anno in cui queste mega aziende hanno quintuplicato il loro fatturato.

Diamanti grezzi

Diamanti grezzi

Un delirio di immagini tra il realistico e lo psichedelico, un ritmo forsennato, una musica martellante, un gioielliere ebreo indebitato con strozzini senza scrupoli e con una vita fatta di scelte sbagliate. Martin Scorsese è il produttore esecutivo, ma la sua presenza ha sicuramente contaminato la regia avanguardistica dei fratelli Safdie, già autori del riuscito Good Time, che davvero qui fanno il botto con un’opera emozionante sull’uomo moderno che oltrepassa i suoi limiti. Un film che non lascia un attimo di tregua allo spettatore, che viene traumatizzato dalla messa in scena e soprattutto da un personaggio impossibile da amare, interpretato da un Adam Sandler pazzesco in ogni suo movimento del corpo e del volto. Un attore che è stato sempre erroneamente sottovalutato, ma che aveva già dimostrato di essere un grande nel bellissimo Ubriaco d’amore di Paul Thomas Anderson. Protagonista anche una “squilibrata” Manhattan e una serie di personaggi/attori non professionisti come l’ex superstar NBA Kevin Garnett e il cantante The Weeknd, che si mettono in gioco in modo del tutto inaspettato. Se l’avete visto e vi ha spiazzato o non vi è piaciuto allora riguardatelo perché è davvero un “gioiello”.

Il processo ai Chicago 7

Il processo ai Chicago 7

Un gruppo di attivisti pacifisti si ritrova coinvolto negli scontri con la Guardia Nazionale avvenuti a Chicago il 28 agosto del ‘68 in occasione di una Convention del Partito Democratico. L’anno successivo subiscono un processo farsa divenuto celebre negli Stati Uniti per l’atteggiamento dittatoriale di un giudice sopra le righe e le provocazioni degli imputai denominati appunto i Chicago 7. Uno dei più grandi sceneggiatori dei nostri tempi, Aaron Sorkin, premio Oscar per la sceneggiatura di The Social Network e autore di Moneyball e Steve Jobs, passa per la seconda volta dietro la macchina da presa, dopo Molly’s Game, con un film orchestrato alla perfezione già dall’inizio con la grottesca presentazione dei protagonisti al primo giorno del processo. Una storia che racconta il dualismo dell’America di oggi attraverso il racconto di un periodo rivoluzionario con dialoghi virtuosi e una regia volutamente molto classica, che demarca con forza la divisione tra il bene e il male. Un film indubbiamente schiarato verso una precisa posizione ideologica, totalmente sorretto dalla maiuscola interpretazione di un cast eccezionale che va da un istrionico Sacha Baron Cohen a un combattivo Mark Rylance. Con loro anche i preziosi Eddie Redmayne, Joseph Gordon-Levitt, Michael Keaton e un bastardissimo Frank Langella nel ruolo del deprecabile giudice Hoffman.

I miserabili

I miserabili

Esordio bomba del giovane regista francese Ladj Ly che ci porta direttamente in un territorio di “guerra” attraverso lo sguardo “non corrotto” di un poliziotto al suo “Training Day” nella Brigata Anti-Criminalità di Montfermeil. Con due discutibili colleghi assetati di potere, si ritrova immerso in quartiere in cui regna un inferno fatto di grandi boss, piccoli boss, ragazzini allo sbando e una serie di personaggio fuori controllo che portano lo spettatore in un labirinto di accadimenti realistici e irrimediabilmente violenti. Come già osservato da molti, il film è indubbiamente vicino al “mondo sommerso” de L’odio di Mathieu Kassovitz e per certi aspetti all’anti poliziesco di Olivier Marchal, ma si distanzia con uno stile documentaristico che Ladj Ly conosce molto bene.
I miserabili è da vedere per la sua spontaneità e veridicità e per un finale mozzafiato che vi lascerà senza respiro. Vincitore del Premio della Giuria al Festival di Cannes.

L’uomo invisibile

L'uomo invisibile

Sono già state girate decine di versioni cinematografiche e centinaia di rimandi culturali al personaggio inventato da H.G. Wells nel 1881, ma questa moderna rilettura dal regista (Upgrade) e sceneggiatore (Saw, Insidus) Leight Whannel ha un appeal a cui non si può rimanere indifferenti. L’uomo invisibile 2020 è un thriller, ma è anche un dramma, con sfumature legate alla fantascienza e all’horror. È la storia di una donna perseguitata da un ex fidanzato, affetto da narcisismo, capace di infliggerle una violenza psicologia da cui sembra non riuscire a fuggire mai. Un incubo che viene rappresentato da un uomo invisibile, creduto da molti immaginario, che serve da metafora all’annientamento interiore che subiscono le vittime di stalkeraggio. Ma al di là dei simbolismi sociali, il film è un continuo evolversi di sorprese e scene inaspettate, come quella al ristorante, che portano la vittima a sembrare sempre più colpevole degli straordinari eventi che la coinvolgono. Ci vorrà una forte contro-manipolazione e un drastico piano per combattere la paura. Protagonista è la vincitrice di due Emmy e due Golden Globe, Elisabeth Moss.

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