Folcast: “Sanremo è un segnale di ripresa per la musica. Salvini preoccupa come Trump”

0

Classe ’92, il cantautore romano Daniele Folcarelli, in arte Folcast, dopo aver superato la finale di Sanremo Giovani (17 dicembre scorso) è pronto ad approdare sul prestigioso palco del Teatro Ariston, dal 2 al 6 marzo, in gara tra le otto Nuove Proposte del Festival.

Nel Sanremo “della rinascita”, Folcast punta su un brano che parla proprio di ripartenza, Scopriti. Anche se nata qualche anno prima della pandemia, la canzone ne incarna appieno l’essenza. Prodotta da Tommaso Colliva e scritta dallo stesso Folcast, Scopriti è stata composta con Colliva e Raffaele Scogna, con arrangiamento d’archi di Rodrigo D’Erasmo.

INTERVISTA

Scopriti, che porterai sul palco dell’Ariston, affronta il tema della solitudine e rinascita. Anche se non è stata scritta durante la pandemia, rappresenta appieno questo momento.
“Non è stato scritta durante la pandemia, ma sembra ‘perfetta’ per il periodo. In realtà è stata composta un paio di anni fa: incarna una situazione personale, e il modo in cui ho cercato di uscire fuori da una condizione di stasi. Il brano mi ha aiutato a capire come fare”.

Hai scelto di portare questa canzone a Sanremo perché puntavi sul brano a prescindere, o ti sei lasciato condizionare dal momento storico?
“Credo molto in ogni canzone che scrivo. Con Tommaso Colliva e Davide D’Aquino ci siamo trovati d’accordo nel puntare su Scopriti per Sanremo, senza pensare alla pandemia. È stata una scelta musicale: eravamo convinti del pezzo”.

Avete lavorato a distanza sul brano.
“Come molti brani del 2020, causa Covid è nato a distanza. Sono riuscito a conoscere Tommaso Colliva di persona proprio lo scorso anno. Anno per me positivo, nonostante tutto. Abbiamo lavorato a distanza su Zoom, insieme a Raffaele Scogna e Carlo Madaghiele: in un giorno abbiamo ‘tirato su’ l’ossatura della canzone. C’era già una pre/produzione fatta da me, che con Tommaso abbiamo rivisto, e con la batterie di Fabio Rondanini e l’orchestrazione di Rodrigo D’Erasmo è venuta fuori la canzone nella versione finale, quella definitiva”.

Mancherebbero meno di due mesi al prossimo Festival. L’organizzazione, causa Covid, è ancora in alto mare. Sanremo ti sembra francamente realizzabile, a queste condizioni?
“Dipende dalle scelte che faranno, ci sono tecnici che fanno tutte le valutazioni del caso. Non so quanto sia fattibile con il pubblico… Sarebbe una grossa mancanza!”

Amadeus dice che Sanremo ‘deve’ avere il pubblico a tutti i costi. Onestamente non è solo quello il problema.
“Capisco Amadeus perfettamente, ha ragione, ma bisogna fare i conti anche con la situazione attuale”

Dopo mesi di blocco totale per la musica dal vivo, perché sembra indispensabile non rinviare Sanremo?
“Perché è un forte segnale di ripresa, il segno che la musica, nonostante tutto, non si ferma. La musica c’è sempre, è stata la compagna fedele di tutti, anche (e soprattutto) durante la pandemia. La dimostrazione che l’arte trova sempre uno spazio per sopravvivere. L’augurio che tutti ci facciamo è che Sanremo si possa fare”.

Ti vaccinerai quando sarà possibile? Sì o no? E perché.
“Bella domanda. Non sono assolutamente contro il vaccino, se ci dicono di farlo è perché è stato approvato da chi ne sa più di noi. Non mi sento un particolare ‘soggetto a rischio’, ma lo farò per chi mi sta attorno, per i miei familiari, e per le persone che non conosco. Quindi per salvaguardare la salute di chi ci sta accanto: non vivo in una bolla da solo, di conseguenza non c’è altra scelta”.

Anche il video (girato da Giacomo Citro) che accompagna Scopriti parla di rinascita. È stato girato in una struttura abbandonata.
“È la zona in cui sono nato e cresciuto (Spinaceto). È stata costruita questa città del rugby, lasciata subito in uno stato di abbandono, per via di un errore in fase di progettazione. Ora ci vivono i senzatetto e tanti artisti che fanno murales bellissimi, vere e proprie opere d’arte. Il posto si legava bene al senso della canzone: anche in una condizione di abbandono e stasi come questa si intravede la rinascita”.

La rinascita legata al tuo brano sembra cozzare con gli avvenimenti degli ultimi giorni, come il tentato colpo di Stato negli Usa.
“Quando anche esponenti dello stesso partito prendono le distanze da Trump, significa che il fondo è stato ampiamente toccato. Quello che è accaduto con i supporter di Trump è gravissimo”

Sei preoccupato che questo possa accadere anche in Italia?
“Nel momento in cui in Italia ci sono personaggi come Salvini, e partiti come la Lega, la preoccupazione è d’obbligo. D’altronde era proprio Salvini a supportare Trump.”

Torniamo a Sanremo. Il cast dei Big è giovane e coraggioso. Su chi punteresti a ‘scatola chiusa’?
“Sono curioso di ascoltare il brano di Colapesce e Dimartino, un mondo un po’ distante dal mio, ma che apprezzo particolarmente. Poi sono un fan di Ghemon. E sono curioso di Peyote, Fulminacci…”

E tra le Nuove Proposte? Escludendo te, ma puoi anche non escluderti.
“(Risata) Escludiamo, non sono scaramantico, però.. Un mio amico ha visionato anche le quote del bookmaker: non dico niente! Mi ricordo quando facevo le schedine… Credo onestamente che siamo tutti “forti”: sarà difficile. Sono contento già solo di esserci, su un palco simile, con un’orchestra che suona dal vivo. Poi soprattutto in questo periodo!”

Parlando di schedine… Sei romano: tifi Roma o Lazio?
“Sono tifoso romanista da sempre. Sono nato nel ’92, cresciuto con “il capitano” (Francesco Totti). Sono nato anche nello stesso ospedale in cui è nato Daniele De Rossi: era destino!”

Un’altra curiosità: il tuo nome d’arte da dove nasce?
“Agli inizi, quando dovevamo trovare un nome al ‘progetto’, non avevo il coraggio di presentarmi con il mio nome e cognome. Ho optato quindi per Folcast: mi piace come suona, fa parte del mio cognome, e lascia intuire che sono anche autore delle mie canzoni (non di tutte, ma di una buona parte)”.

Il brano che porti a Sanremo farà parte di un album? E Covid permettendo, ti ascolteremo live?
“Spero proprio di sì, speriamo che il 2021 sia ricco di musica ‘suonata’, almeno più dello scorso anno. Il brano potrebbe tranquillamente entrare in un disco o EP: ci sono già altre canzoni pronte all’uso. Vedremo!”

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome