Soul- Quando un’anima si perde

Anche per il musicista Joe Gardner il paradiso può attendere

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Soul -Quando un’anima si perde
di Pete Docter e Kemp Powers

Sulla piattaforma Disney+

Joe Gardner, insegnante di musica che finalmente ha l’occasione della sua vita per sfondare nel jazz, finisce in un tombino di New Yok e atterra sotto forma di anima con cappello e occhiali in una dimensione da cui alcune anime prendono il grande scalone verso la luce e altre attendono di capire quale sarà la loro vocazione prima di scendere sulla terra. Dirigono il traffico tanti Jerry (un nome semplice per definire “l’unione di tutti i campi quantizzati dell’universo in una forma che un cervello umano possa capire”). Come nei classici (L’inafferrabile signor Jordan, in remake Il paradiso può attendere, o Scala al paradiso) c’è stato il solito errore di contabilità nell’aldilà e il nostro Joe torna sulla terra con 22, un’anima inquieta che non capisce da secoli che vita vorrebbe avere. Per un altro errore 22 prende il corpo di Joe e Joe si incarna in un gatto. E tutti e due, girando per New York scoprono cos’è davvero la vita, magari parlando sul serio per la prima volta al parrucchiere o alla mamma. Il regista Pete Docter è lo stesso che in Inside Out aveva sperimentato la via del disegno animato Pixar alle neuroscienze portandoci attraverso i meccanismi del pensiero e delle emozioni. Stavolta punta al cielo in una chiave tra la new age e il segno grafico che ricorda La linea di Osvaldo Cavandoli. Il suo Joe è il primo protagonista afroamericano di un film Pixar, il coregista Kemp Powers è l’autore di una pièce teatrale diventata il primo film da regista di Regina King, One Night in Miami, in cui Cassius Clay dopo aver battuto Sonny Liston va a cena con Malcolm X, il musicista Sam Cooke e il giocatore di football Jim Brown. Un pantheon afroamericano.

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