Janis Joplin, 50 anni fa l’ultimo ruggito: “Pearl”

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Janis Joplin

In questo 2021, ancora incerto e con pochi spiragli di luce, le note di Pearl riescono ancora ad illuminare il presente con potenti iniezioni di rock, blues e soul. Era l’11 gennaio 1971 quando nei negozi arrivò l’ultimo disco, purtroppo uscito postumo, di Janis Joplin, la cui prematura e improvvisa scomparsa non ha però complicato eccessivamente la rifinitura dell’album.

Ma andiamo a riscoprire l’ultimo ruggito della regina del blues.

“Un sacco di amore!”

Janis Joplin aveva deciso di essere onesta con sé stessa a partire dal 1969. La cantante stava cercando di trovare un punto di equilibrio tra il successo e la sua vita affettiva. Un traguardo non facile. Alcool e droghe la accompagnavano spesso. Grazie al libro curato da Holly George Warren (pubblicato in Italia col titolo di Janis, La biografia definitiva) apprendiamo di una lettera scritta ai genitori poco prima del suo ultimo compleanno. Documento importante che ci aiuta a capire i progetti dell’artista in quel periodo.

«Una volta che hai raggiunto un certo livello di talento il fattore decisivo è l’ambizione o, per come la vedo io, la misura di ciò di cui hai bisogno. Bisogno di essere amata e di essere fiera di te stessa e mi sa che è questa, l’ambizione: non la depravata ricerca di una posizione o dei soldi, ma forse di amore. Un sacco di amore!»

Con quel forte senso di solitudine ha convissuto fino alla fine dei suoi giorni. Nonostante la relazione con lo scrittore e poeta Seth Morgan, tanto intensa quanto inquieta, quel senso di inadeguatezza è rimasto e non è mai svanito. Un’anima fragile.

La registrazione del disco

Torniamo indietro nel tempo andando alla genesi del disco. Affittiamo una DeLorean per andare nel 1970 a Los Angeles. È nel settembre di quell’anno che Janis si trasferisce per registrare nuove canzoni. Affitta una stanza al Landmark Motor Hotel, oggi macabra attrazione turistica. Giornate intense passate a lavorare presso i Sunset Sound Recorders.

In questo periodo viene descritta come lucida e di buon umore. Curava con maniacalità gli arrangiamenti, lavorando profiquamente con il produttore Paul A. Rothchild, che, pochi mesi dopo, nello stesso studio di registrazione, avrebbe lavorato ad un grande disco dei Doors, L.A. Woman.

Il produttore rimane colpito dalla creatività musicale di Janis e si complimenta con lei, suggerendole, in futuro, di lavorare come produttrice musicale. Secondo il fonico Bruce Botnick i due in questo periodo si sarebbero innamorati, ma il produttore avrebbe preferito non mischiare professionalità e privato. «Senti, io ti amo davvero tanto e mi piacerebbe stare con te, ma è meglio se sco….o solo sul nastro».

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La musica

Scrivere di musica è come ballare d’architettura. Prendo in prestito Frank Zappa per farvi capire quanto sia difficile scrivere di Pearl. Vi parlo dei miei ricordi personali. Un brano a cappella come Mercedes Benz mi fa tornare a quando ero adolescente. Uno dei primi pezzi che mi ha fatto scoprire la musica di Janis. Non dimentico il suo “grazzie” sul finale del brano, inclusa la risatina piena di vita.

La rocciosa Me & Bobby McGee, la monumentale Cry Baby. Le note di Pearl mi fanno immaginare una Joplin festosa e matura, consapevole delle sue potenzialità. Una voce straziante e passionale, in grado di dare il massimo all’interno di uno studio di registrazione. Fuori dal lavoro, la solitudine e quel forte senso di inadeguatezza. Non a caso trovo molto significative le parole all’inizio di Get It While You Can (brano scritto da Howard Tate nel 1966).

In this world, if you read the papers, darling
You know everybody’s fighting on with each other
You got no one you can count on, dear
Not even your own brother

L’ultima apparizione di Janis

L’ultima sessione di registrazione avrebbe dovuto tenersi il 4 ottobre. Il giorno prima, il 3, Joplin si reca in studio per ascoltare le tracce strumentali del disco. Il giorno dopo la sua assenza in studio insospettisce non poco il produttore. Il road manager John Cooke decide così di andarla a prendere in hotel. Una volta arrivato, nota la Porsche della cantante parcheggiata. Nella stanza c’è però un corpo senza vita.

Oltre 20 giorni dopo (a causa dell’autopsia), il 26 ottobre, si tiene la veglia funebre al Lion’s Share di San Anselmo, in California. Nel testamento Janis lascia 2.500 dollari per organizzare una grande festa in suo onore. Il suo corpo viene cremato e le ceneri vengono sparse nell’Oceano Pacifico.

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