Ieri per la prima volta dopo quasi settanta anni in America una donna è stata “giustiziata”.

Si chiamava Lisa, e aveva 52 anni. Una iniezione letale è quello che la società avanzata ha saputo comminarle per espiare la colpa di avere commesso un delitto atroce. Un delitto la cui atrocità stessa era prova di una condizione mentale di totale aberrazione. Aveva ucciso una giovane donna, le aveva tagliato la pancia ed estratto la bimba che quella portava in grembo per tentare di tenerla per sé. Che avesse bisogno di cure appariva chiaro a chiunque. Una tesi avanzata dai difensori di continuo negli anni, ricordando che Lisa aveva subito dalla più tenera età abusi e violenze tali da sconvolgere la vita di chiunque. Se si digita il suo nome e si scorre brevemente la lista delle notizie sommarie sulla sua infanzia e adolescenza, si può provare cosa sia un misto tra pena e sgomento per ciò che può accadere ad una bambina tra i cinque e i diciotto anni di vita, solo perché nata e cresciuta tra individui sbagliati.

Ma ciò non è bastato.

Riteniamo assai più utile eliminare colei o colui che con i loro atti brutali ci ricordano che tutti noi insieme siamo il mostro che crea i mostri stessi che ci fanno orripilare, e che siamo noi tutti insieme a non saper fare della vita un’esperienza luminosa.

Per questo, piuttosto che riconoscerci in Lisa divenuta mostro e cogliere in lei la Lisa dal visino dolce che ha avuto ai tempi in cui veniva violentata ogni settimana dal patrigno e in seguito dai suoi amici, e al posto di lavorare affinché non vi siano più creature disperate e perdute come lo è stata lei, preferiamo nascondere la nostra miseria mandando a morte con la più orribile determinazione, pianificazione e convinzione colei che ha commesso un crimine orribile.

Ed è esattamente questo il punto in cui la società di cui facciamo parte chiude il cerchio su se stessa, riuscendo a superare in atrocità e follia l’atroce follia di Lisa.

Lisa in origine è un nome che sa davvero di assoluto, perché si vuole che il suo significato sia “dio è pienezza”. Da oggi propongo di dare a questo bellissimo nome un secondo segreto significato: vittima della follia.

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gianCarlo Onorato
gianCarlo onoratoMusicista, scrittore e pittore fuori dagli schemi, ex leader di Underground Life. Ha pubblicato i dischi: Il velluto interiore (1996), io sono l’angelo (1998), falene (2004), sangue bianco (2010, Premio Giacosa), ExLive (2014) con Cristiano Godano, quantum (2017), “quantum Edizione Extra” (2018), ha curato la co-direzione artistica del Tributo a Luigi Tenco come fiori in mare Vol. I (2001) e Vol. II, in “Sulle labbra di un altro” (2011), ed i libri: Filosofia dell’Aria (1988), L’Officina dei Gemiti (1992), L'ubbidiente giovinezza (1999), Il più dolce delitto (2007), “ex-semi di musica vivifica” (2013), La formazione dello scrittore” (2015). Ideatore del Seminario del Verbo Musicato, ha centinaia di concerti alle spalle e un disco, un tour e un nuovo romanzo nel prossimo futuro. giancarloonorato.it

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