Springsteen pronto per l’insediamento di Joe Biden e Kamala Harris

0

Ci sarà anche Bruce Springsteen mercoledi prossimo (20 gennaio 2021) alla Cerimonia di insediamento del 46esimo Presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden e del suo vice Presidente Kamala D. Harris, che verrà trasmessa in diretta televisiva dai principali network americani (ABC, CBS, CNN, NBC, PBS,  MSNBC) oltre he in streaming su YouTube, Twitter, Twitch e Facebook. Per celebrare il nuovo corso della politica americana (non a caso l’intero evento si chiama Celebrating America) sono stati chiamati personaggi di spicco che non solo non hanno mai nascosto le loro posizioni progressiste, ma hanno al tempo stesso anche sostenuto concretamente il Partito Democratico. E dopo 4 anni da incubo, la voglia di festeggiare, quest’anno, è ancora più forte. A fare  la parte del padrone di casa sarà Tom Hanks che sarà coaudiuvato da Eva Longoria e Kerry Washington che presenteranno una serie di interventi di giovani americani che hanno fatto in qualche modo la differenza nelle loro rispettive comunità e che vuole sottolineare la capacità di resistere, organizzarsi e riunirsi in un impegno collettivo per  guarire e  ricostruire il paese. A questi interventi si aggiungeranno  ovviamente i discorsi di insediamento del Presidente eletto Joe Biden e del suo vice Kamala D. Harris, prima donna a ricoprire un incarico così prestigioso nella storia americana. E poi ci sarà la parte musicale che vedrà in prima linea i Foo Fighters, John Legend, Jon Bon Jovi, Demi LovatoJustin TimberlakeAnt Clemons e- naturalmente – Bruce. Avremo dunque la possibilità di sentire nuovamente i brani di Letter To You dal vivo o Springsteen preferirà brani più specificatamente “politici”? Nel 2009, alla cerimonia di insediamento di Barack Obama, Bruce fece una versione acustica di “The Rising” accompagnato dall’Inaugural Celebration Chorus, la canzone della rinascita, della resilienza americana, della volontà e della capacità di rialzarsi da qualsiasi colpo. E poi fece “This Land Is Your Land”, la canzone di Woody Guthrie che racconta di come l’America sia la terra di tutti e per tutti, cantandola  insieme a Pete Seeger e a suo nipote Tao Rodriguez-Seeger. Personalmente non credo che Bruce si ripeterà nella scelta e sono sinceramente curiosa di sapere cosa canterà. Certo, quest’anno sarà una celebrazione ben diversa da quelle che videro il doppio insediamento di Barack Obama e non soltanto per via del Covid, ma anche per l’insurrezione ai limiti del golpe degli ultrà di Trump dello scorso 6 gennaio, ma mi piacerebbe moltissimo che Springsteen scegliesse “Born To Run”, per vari motivi: primo, perché è la canzone che più caratterizza Bruce; secondo, perché se c’è da celebrare – come è stato scritto dal comitato organizzativo dell’evento- “l’inizio di un nuovo viaggio nazionale verso un’America unita”, quale miglior brano di questo? Terzo perché non c’è una canzone che possa rappresentare meglio la voglia di ripartire dell’America dopo il disastro Trumpiano. Aggiungo una personalissima nota, io non ricordo di aver mai provato una  gioia maggiore e una felicità più intensa nel cantare una canzone come quando cant(av)o “Born To Run” ai concerti di Bruce. E ogni giorno penso a quando ritorneremo a provare quella immensa felicità. Intanto però, godiamoci questa piccola performance che vedrà ancora una volta Springsteen esibirsi dal suo ranch nel New Jersey. 

L’appuntamento è per mercoledi 20 gennaio alle 8.30 p.m, ora americana, quindi alle 2.30 italiane.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome