Lefrasiincompiutedielena: ricerco l’essenza delle canzoni nel segno di Mirò

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Lefrasiincompiutedielena

Tornare all’essenza delle canzoni: è questa la sfida che nel settembre 2017 ha dato i natali a Lefrasiincompiutedielena, un progetto musicale arguto e ricercato che unisce la Puglia – da dove si parte – alla Capitale. Roma in questo racconto in divenire, costruito da un susseguirsi di singoli usciti dal 2017 al 2019, è il luogo di ispirazione e osservazione. Lo stile dei brani è ben definito: si punta sugli arrangiamenti contemporanei, a tratti minimalisti, si mescolano suoni e si sperimenta fino a intrecciare la musica alle parole, vere protagoniste dei pezzi.

Il 13 marzo 2020, dopo un lungo periodo di assestamento, è uscito per Romolo Dischi Interno29, l’album d’esordio. L’ultimo singolo estratto, Mirò, è la fotografia contemporanea di un tempo di riflessione in un’epoca complicata. In cui silenzio e attesa sono i protagonisti. Abbiamo intervistato Raffaele Quarta (RafQu), che a Lefrasiincompiutedielena da penna e voce, per farci raccontare di questo brano e di molto altro ancora.

Partiamo dall’inizio: come nasce Lefrasiincompiutedielena?

È nato con Fiori e Camomilla, il primo pezzo. Inizialmente l’ho visto come un progetto (odio questa parola) – contenitore per delle canzoni che stavo scrivendo in quel periodo e che erano diverse e distanti dalle cose pubblicate fino a quel punto.

E perché proprio questo nome? 

L’ho pensato in un attimo e mi è piaciuto. Poi rimanda alla Elena di Nuovo Cinema Paradiso.

L’album di esordio uscito all’inizio del 2020, Interno 29, ha riscosso diversi plausi da pubblico e critica. Come definiresti quel lavoro? Vuoi raccontarcelo?

Se dovessi scegliere una parola direi: divertente. Le opere prime sono sempre piene di voglia di fare. Io non mi ritengo un cantautore come lo si ha nell’immaginario collettivo ma un musicista, compositore a cui piace scrivere. Scrivere mi svuota e allo stesso tempo mi ha sempre dato la possibilità di sperimentare in studio, arrangiare, registrare. Lo spirito quando faccio qualcosa è quello. E lo è stato anche per Interno 29.

L’ultimo singolo, Miró, invece racconta una condizione di riflessione che sembra riprendere un po’ quella che tutti abbiamo vissuto nel corso di quest’anno di “pausa”. Come è nato questo brano e ha un legame con il lockdown?

Penso che tutta la roba scritta in questo periodo abbia in qualche modo un legame con il lockdown. L’ho scritto di getto. Stavo “suonicchiando” l’arpeggio e mi sono ritrovato le parole essenziali in bocca.

In che modo Miró, l’artista da cui il brano prende il nome, ha influenzato la stesura del pezzo?

Inizialmente in nessuna. Sono andato a leggere la sua biografia dopo aver letto la frase di Prevert che lo descrive:  ‘Un innocente col sorriso sulle labbra che passeggia nel giardino dei suoi sogni’. E da lì l’idea. Ho scoperto uno spirito a suo modo ribelle e io sono sempre stato affascinato da questo tipo di personaggi. Questa è l’influenza essenziale.

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Da artista indie cosa ne pensi dei nomi in gara scelti per Sanremo 2021 che quest’anno (ammesso che si farà) ha avuto una vera e propria svolta indie?

A riguardo voglio specificare una cosa: io non mi vedo Indie nel genere, anche perché non credo possiamo classificare un genere con quella parola. Sono e mi sono sempre sentito Indipendendente, quello sì. Indipendente nella scrittura, negli arrangiamenti e nella produzione. Per Sanremo è giusto sia così. C’è gente valida che merita il grande pubblico e Sanremo, senza essere ipocriti, nel bene e nel male resta una vetrina importante.

Quali progetti ci sono nel futuro de Lefrasiincompiutedielena?

Iniziare la produzione del nuovo album e delle canzoni scritte in questo periodo. Bisogna capire come tutto andrà a finire. A me piace molto stare in studio, è una dimensione che mi appaga. Ma forse ci sono stato troppo in questo periodo. Per ritornare a trovare entusiasmo e pianificare il futuro si ha bisogno di live, di concerti. Anche piccoli.

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