Nuove sonorità e collaborazioni doc, i Salento All Stars tornano con “L’era del cigno bianco”

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Salento All Stars

È uscito ieri su Spotify, Apple Music e nei principali digital store L’era del cigno bianco, il nuovo album dei Salento All Stars, prodotto da Gate19 con il sostegno di Puglia Sounds. Il disco arriva a sei anni dal precedente Made in Salento ed è ricchissimo di collaborazioni, da Michele Riondino & Revolving Bridge a Mama Marjas, da Papa Ricky a O’Zulù dei 99 Posse, passando per Erica Mou, Cristiana Verardo e Magnitudo12. Oggi il nucleo della band è formato da Davide Apollonio, fondatore del progetto, Alfredo Quaranta, già voce principale dell’album precedente, Peppe Levanto, Ylenia Giaffreda, Marco Giaffreda e Manuel Fontana. Noi abbiamo intervistato Davide Apollonio.

Perché avete scelto di intitolare il vostro disco L’era del cigno bianco? Ritenete che sia la canzone più rappresentativa del disco?
Sì, assolutamente. La canzone rappresenta a pieno l’intero album perché ne fotografa il periodo ed il contesto storico durante il quale è stata incisa gran parte del disco, ovvero questo periodo di cigno nero, di Covid-19. Il cigno bianco rappresenta per noi l’auspicio di un ritorno alla normalità, quando si spera saremo anche persone migliori.

Le dieci canzoni dell’album sono legate da un filo comune o sono ognuna un episodio a sé?
Sono legate da una ricerca della sonorità comune, di un sound che sia caldo e avvolgente come siamo noi salentini. E poi anche nelle tematiche ci sono aspetti che ritornano in tutte le canzoni. Il mare per esempio, che per noi rappresenta tanto. Il mare che non è visto come una barriera ma come elemento di unione fra le popolazioni del Mediterraneo.

Salento All Stars

È corretto dire che con questo vostro lavoro vi aprite a nuove sonorità?
È vero. In questo disco ci è piaciuto sperimentare, puntando a sonorità anche molto diverse da quelle che hanno caratterizzato “Made in Salento”, il nostro primo album. Per un musicista è importante mettersi in gioco, senza ripetere il solito canovaccio musicale. Questo non significa però che non abbiamo i nostri punti fermi. Ed uno di questi è la salentinità, che anche in questo lavoro fa capolino spesso, perché non bisogna mai da dove si arriva per poter capire dove si sta andando.

Il vostro album precedente risale a sei anni fa. Perché un’attesa così lunga?
Semplicemente perché incidere un album dei Salento All Stars è davvero faticoso e macchinoso. Fino ad ora nelle nostre canzoni hanno inciso quasi 80 musicisti, salentini e non. È complicato mettere insieme tutti. Però promettiamo che non passeranno altri sei anni per il nostro terzo album.

Salento All Stars

Quali difficoltà avete incontrato ad incidere il disco in questo periodo storico e come le avete superate?
La difficoltà maggiore è stata dover mantenere la distanza. Per fortuna tanti di noi dispongono di un home-studio, cosa che ci ha permesso di lavorare anche in pieno lockdown, ognuno da casa sua. Così la Cabina del Granma, il nostro studio, è diventato l’hub principale di tanti altri studi di registrazione, dove confluivano e venivano assemblate le varie incisioni. Certo noi preferiamo il lavoro da studio convenzionale, quando si passano ore ed ore insieme a lavorare sul suono di uno strumento o di un amplificatore, ma in questo caso abbiamo dovuto fare di necessità virtù.

A metà gennaio avete lanciato come singolo Navigare a vista, canzone che vede anche la partecipazione di Cristiana Verardo, vincitrice nel 2019 del Premio Bianca D’Aponte. Perché la scelta è caduta proprio su questa canzone?
Cristiana è un’artista eccezionale, bravissima a scrivere e con una voce davvero speciale. Così ci piaceva molto la possibilità di incastonarla su un nostro brano. Lei ha accettato con entusiasmo e dobbiamo dire che il risultato ci piace molto.

Salento All Stars

Il disco è ricchissimo di collaborazioni importanti. La sensazione che ho avuto ascoltando il disco è che nessuno di questi artisti sia una semplice “guest star”, ma che ogni collaborazione sia effettivamente funzionale alla canzone. È una sensazione corretta?
Si vero. Quando scriviamo un brano cerchiamo di individuare altri artisti che possono interagire con noi e lo facciamo proprio considerando la loro sensibilità artistica rispetto all’atmosfera ed alla tematica della canzone. Così si crea un’alchimia nella quale sembra che suoniamo e componiamo insieme da una vita. Il progetto Salento All Stars è bello anche per questo, perché ci ha permesso di conoscere nuove persone e nuovi luoghi fantastici. È il potere della musica.

Quanto è frustrante per un musicista incidere un disco e non poter poi salire su un palco per suonarlo dal vivo?
Davvero tantissimo. Speriamo solo che quanto prima si possa tornare a fare musica con tutti i crismi richiesti, ovvero zero distanziamento e tanta gente sotto il palco. Ora non si può, aspetteremo tempi migliori.

Navigare a vista:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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