Il ritorno dei Fast Animals and Slow Kids, “Come un animale” è il nuovo singolo

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Fast Animals and Slow Kids

I Fast Animals and Slow Kids (FASK) pubblicano oggi un nuovo singolo. Il titolo è Come un animale ed è la prima canzone pubblicata dalla band dopo il successo ottenuto lo scorso anno con la graphic novel Come reagire al presente, uno dei fumetti più venduti in Italia nel 2020. I Fast Animals and Slow Kids sono Aimone Romizi, Alessio Mingoli, Jacopo Gigliotti e Alessandro Guercini. La band è nata a Perugia nel 2008 e ad oggi ha pubblicato cinque album. L’ultimo, Animali notturni, risale al 2019 ed esordì al settimo posto della classifica Fimi dei dischi più venduti. Il gruppo aveva in calendario nel 2020 un lungo tour, andato sold-out in prevendita, nei principali live club italiani. Tutto annullato causa pandemia, con l’impegno da parte della band di rimborsare i biglietti venduti. Abbiamo intervistato Aimone Romizi (AR) e Alessandro Guercini (AG) per parlare della nuova canzone e dei progetti futuri della band.

Fast Animals and Slow Kids

Quando è nata questa canzone?
AR Durante il lockdown della scorsa primavera. La musica ci ha dato un po’ di compagnia in quel periodo e noi abbiamo ragionato ancora di più del solito sul testo e sulla musica. È un pezzo estremamente più studiato rispetto ad altri.
AG Il pezzo è nato appena finito il lockdown e questo si sente anche nella musica, è un pezzo abbastanza veloce. Ricordo che appena possibile andai a correre molto spesso e questo brano mi piaceva pensare che fosse un po’ la colonna sonora di quei momenti.

Si può definire il vostro nuovo singolo una canzone “orgogliosamente rock”?
AR A me piace sempre definire orgoglioso il rock’n’roll. È un pezzo che definirei “fisiologico”, alla luce del periodo questo slancio rock’n’roll mi sembrava l’unica soluzione possibile.
AG Sottoscrivo le parole di Aimone e aggiungo che un po’ di contaminazione c’è comunque stata a livello di suono, specialmente in studio. Penso ad esempio al riff principale della chitarra, al quale abbiamo aggiunto un suono di tastiera, che dà un po’ un’atmosfera new wave. Un suono che ci ricordava un po’ i Joy Division.
AR Da un punto di vista tecnico, quel synth con quella chitarra l’abbiamo un po’ rubato dalla new wave, sì, da quel mondo lì.

Avete realizzato un video di questa canzone?
AR Assolutamente sì. Penso che sia uno dei nostri video più belli in assoluto. Ammetto che in questo periodo sono anche fomentato dal fatto che sta uscendo qualcosa, che la musica riparte, però effettivamente a noi piace moltissimo. Uscirà però leggermente dopo rispetto alla canzone.

Questo singolo anticipa un album?
AR Non so mai cosa rispondere a questa domanda, perché se dico di sì, poi so che succederà qualcosa che non porterà alla produzione dell’album. Ho imparato in questo anno a far silenzio, perché certe volte è meglio star zitti che dire cazzate. Non ci sbilanciamo, rimaniamo in un vago silenzio.

Fast Animals and Slow Kids

Ci raccontate l’esperienza dalla graphic novel?
AR È stata un’esperienza figa, che ci ha dato anche la possibilità alla fine della scorsa estate di fare un piccolo giro ed incontrare venti o trenta persone alla volta, ovviamente ben distanziate fra di loro. In quelle occasioni siamo tornati a parlare di musica e a suonare un po’ dal vivo, sia pure in acustico. Per la prima volta ci siamo visti descritti dall’esterno. Noi l’abbiamo raccontata dall’interno, autori e disegnatori l’hanno riportata sotto forma di fumetto, mettendo dentro anche la parte della loro percezione. Quando si fa un lavoro a più mani è sempre interessante, perché scopri dei lati di te che non immaginavi.
AG È stato un po’ come osservarsi dal di fuori rileggere il fumetto, vedere la propria storia filtrata attraverso le mani di grandi artisti. Fare una graphic novel secondo me è un’arte.
AR Io sono anche un appassionato, mi piace molto il genere, trovo che sia una forma davvero alta di comunicazione, al tempo stesso però non impegnativa come una biografia su libro. Il fumetto racconta in maniera leggera quella che è la percezione della nostra band. Mi piacerebbe che leggesse quella graphic novel un ragazzino di 16 anni per capire qual è il senso bello dello stare insieme e formare una band.

Quanto vi manca il palco?
AG Questa è una domanda che fa male. Moltissimo, è inquantificabile quanto ci manca suonare.
AR I FASK sono una band nata a cavallo di due mondi. Il primo è quello in cui per fare musica dovevi per forza suonare dal vivo, il secondo è quello dove adesso c’è anche altro oltre al concerto. Noi sentiamo forte quell’origine, siamo ancora una band che scrive i pezzi per poi portarli dal vivo.   Noi suoniamo in sala prove pensando a quanto una canzone possa “spaccare” dal vivo. Il concerto è per noi è un momento catartico, centrale anche in termini di sanità mentale. Adesso è un bel casino, ci sentiamo tutti un po’ persi.

La vostra band è nata nel 2008. Vi capita mai di guardare indietro e fare un bilancio del vostro percorso artistico?
AG Io cerco di farlo il meno possibile, preferisco pensare a quello che verrà. Però le rare volte che capita, mi viene sempre da pensare a quanto siamo stati fortunati ad essere una band, aver trovato altre persone con le quali ho condiviso tutto. È una grande fortuna, che non tutti nella vita possono avere. Le amicizie vanno e vengono, ma io so che da 12 anni e spero per altri 30 sto con Aimone, Alessio e Jacopo.
AR Il fatto di stare in una band non è mai scontato e quando ti guardi indietro non pensi tanto a come è andato quel disco o quanto abbiamo venduto, ma piuttosto pensi a che anni incredibili sono stati e a che anni incredibili stiamo vivendo. Tutti insieme, come quando suonavamo alle superiori. È una cosa pazzesca.
AG Quando ripenso ad un disco della band, mi vengono più che altro in mente i tormentoni che c’erano in quel determinato periodo, su cosa scherzavamo.
AR È proprio così, capita lo stesso anche a me. Dico sempre che se fossi stato un solista, avrei già smesso 80.000 volte. Perché è un casino, sei da solo con le tue idee. Nel mio caso sono con altre tre persone e combattiamo insieme, se cade uno l’altro ti tiene in piedi. Abbiamo creato un nostro equilibrio, che regge alla grande.

Come un animale:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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