Malcolm & Marie

Il film sul litigio su cui molti litigano

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Malcolm & Marie
di Sam Levinson
con John David Washington, Zendaya.
Su Netflix

Bianco e nero, due milioni e mezzo di costo, due attori, girato durante la pandemia. Al centro di tutte le polemiche. Il giovane regista in ascesa Malcolm e la sua ragazza Marie tornano in abito da sera a una villa molto bella, data dalla produzione: lui attende euforico le recensioni dopo aver presentato il suo film, lei gli fa i maccheroni col formaggio e gli mette il broncio: Malcolm avrebbe usato l’esperienza di Marie con la droga, ma non l’ha ringraziata. Ed è solo l’inizio della guerra. Altri temi: i rapporti di forza tra femminile e maschile, la critica bianca e il cineasta nero, la liceità di parlare di mondi a cui non si appartiene. Parlano, litigano, si amano, parlano, litigano, non si amano più, parlano, litigano, fate voi. Malcolm è afroamericano, Marie di papà nero e mamma bianca, il regista Levinson bianco ed è famoso per aver ammesso che nel serial Euphoria si è ispirato alle sue esperienze con la droga per raccontare quelle di Rue Bennet, e Rue in Euphoria è interpretata da proprio da Marie, cioè l’attrice Zendaya. Quindi Levinson usa Malcolm per punirsi di qualcosa che non ha fatto? Inoltre una critica al film è stata la differenza d’età tra Malcolm, 35 anni, e Marie, 23. Critica abbastanza incomprensibile, che ha generato risposte banalotte. I punti di forza del film sono quelli da cinema indipendente: è in bianco e nero, è girato con cura, è molto scritto, è fatto con pochi soldi. Le critiche più dure: è in bianco e nero (come uno spot dei profumi), è girato con troppa cura (fighetto), è troppo scritto, non cerca un pubblico largo. Si potrebbe litigare ad oltranza persino sul fatto che in questo film Malcolm legge come negativa una recensione abbastanza positiva di una critica – bianca- del L.A.Times e che nella realtà Levinson si è arrabbiato per una critica negativa del L.A.Times al suo film  Assassination Nation. Sembrerebbe il mondo alla rovescia: per questo ha chiamato Washington? Perché ha fatto Tenet? Si potrebbe andare avanti all’infinito a litigare tra critici. In questo senso, il film, che è un elogio del litigio, è riuscito. Poi dipende: magari non vi piacciono i film in cui si litiga sul litigio, eccetera eccetera.

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