La nave sepolta

Come venne alla luce il Tesoro di Sutton Hoo. E molto altro

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La nave sepolta
di Simon Stone
con Carey Mulligan, Ralph Fiennes, Lily James, Johnny Flynn, Ben Chaplin
Su Netflix.

Nel 1939, nel Suffolk, proprio nei giorni in cui la Germania di Hitler attacca l’Europa, la vedova di un colonnello (Mulligan) dà l’incarico a uno “scavatore” (un archeologo non laureato, Fiennes) di capire cosa celano gli strani tumuli nel terreno della tenuta. Lo scavatore arriva a disseppellire il monumento funerario di un re anglosassone del medioevo, celato in una nave sepolta sotto l’erba, che poi sarà famoso col nome di Tesoro di Sutton Hoo al British Museum. È una scoperta che ha i ritmi dell’archeologia (lenti, cauti, con poca azione) e il profilo delle differenze di classe inglesi: lo scavatore è plebeo, benché molto bravo e richiesto, la vedova è aristocratica, il museo locale spera in una donazione, il British Museum irrompe coi suoi funzionari laureati, intorno sta per scoppiare l’apocalisse, la vedova è malata, il figlio piccolo combatte contro la solitudine, la moglie di un archeologo è irrequieta e c’è anche il giovanotto che sta per andare in guerra con gli Spitfire che cerca di fermare la vita nelle fotografie. In una splendida recensione negativa (splendida proprio perché negativa) su Rollingstone, David Fear accusa il film di essere fuori tempo, un cascame dei vecchi prodotti Miramax, nostalgico delle produzioni Ivory Merchant, con tutti i luoghi comuni della ricostruzione del mondo anglosassone, con attori troppo ieratici, troppo vestiti di tweed, in un andamento alla Terrence Malick  con una fotografia troppo pittorica. E tutto questo, secondo il signor Fear, per non dire niente. A parte, forse, qualche ansia sulla memoria, il passato come base del futuro, il tentativo di lasciare tracce di sè nel divenire dell’esistenza per non svanire. Più qualche particolare su quanto era duro vivere in un mondo con divisioni di classe così marcate. Cosa avrà mai turbato il signor Fear, da elencare, amare e odiare tanto tutta la materia del film? Viene da pensare che gli sia dannatamente piaciuto contro la sua volontà… Il regista è australiano e la storia -vera- viene da un romanzo di John Preston (The Dig). Fate rabbia al signor Fear, guardatelo in inglese con sottotitoli.

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