Lemuri il Visionario. Un Don Chisciotte dei giorni nostri

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Lemuri il Visionario

A chi non piacerebbe avere un proprio alter ego o un avatar per immaginare un mondo diverso? Spesso non siamo soddisfatti di noi stessi né del mondo che ci gira intorno. Perdiamo un sacco di tempo a osservare una realtà che non ci piace, la vorremmo vedere diversa come in un film di Terry Gilliam e magari indossare i panni di Don Chisciotte o di qualche altro personaggio fantastico. Anche gli artisti hanno bisogno di cambiare identità, immagine, persino assumere un nome diverso, giusto per non pensare più al proprio nome di battesimo o al proprio codice fiscale. Nella storia della musica nazionale e internazionale molti hanno fatto questa scelta, a cominciare da David Bowie.

Perché ripetersi all’infinito, come uno stanco ritornello? Certo per fare questo ci vuole una buona dose di coraggio. Vittorio Centrone c’è riuscito. Dopo una vita sui palchi e in studio di registrazione, si è incarnato nel suo alter ego di fantasia: Lemuri il Visionario. Ha buttato via t-shirt e blu jeans e ha cominciato a vestirsi in modo strano, un lungo soprabito di epoca indefinibile, penne d’uccello infilate nei lunghi capelli e un trucco intorno agli occhi simile a un indiano metropolitano senza tempo che si accompagna a una vecchia valigia che in realtà è una scatola dei sogni . Nei suoi video lo si vede camminare tra palazzi decadenti e paesaggi spettrali, estrarre un binocolo, giocare con un mappamondo di legno e suonare un vecchio pianoforte pieno di terra da cui spuntano strani fiori. Intervistare un personaggio così è assolutamente sorprendente, anche perché hai appena ascoltato il suo singolo “Niente da dire” e ti aspetti che risponda a monosillabi, invece Lemuri il visionario parla di tutto senza alcun timore.

«Da ragazzo credevo, con tutte le mie forze, che la musica e soprattutto alcune canzoni avessero un potere salvifico.                                          Vivevo in una cittadina di provincia e passavo gran parte del mio tempo nei negozi a scartabellare dischi. Tornavo a casa in fretta, carico di aspettative. Ero ansioso di rinchiudermi nella mia stanza, poggiare in religioso silenzio il vinile sul piatto, far partire la musica e sognare ad occhi aperti. Forse è per questo, che ho sempre identificato gli autori di canzoni in maghi, capaci di trasformare il brutto in bello, il banale in fantastico, il dolore nella dolce malinconia di un ricordo. Certo, diventare un mago non è facile. Servono dedizione, caparbietà, un po’ di sana incoscienza e anche un pizzico di fortuna. Però, se ci si crede fino in fondo, succede. È quello che è capitato a me ed in particolare con questa canzone. La musica e il testo sono uscite di getto, insieme, senza sforzo. Strano per me, che solitamente ci rifletto molto. Proprio per questo spero che l’emozione che ho vissuto in quel momento possa arrivare a tutti coloro che l’ascolteranno. Il testo e la musica di questa canzone nascono da un’osservazione semplice ma allo stesso tempo profonda: le emozioni più intense, quelle che lasciano un segno nella nostra esistenza non possono essere raccontate attraverso le parole. Anzi, al contrario, spesso il nostro linguaggio diventa una gabbia che depaupera i sentimenti e crea divisioni ed incomprensioni. Specialmente ora, che viviamo nell’epoca dei social, soggiogati dall’impero dei mezzi di comunicazione, è necessario difendersi ritagliandosi dei momenti di silenzio per cercare di capire noi stessi ed il mondo che ci circonda. Insomma, questo miracolo che troppo spesso viene dato per scontato e che chiamiamo vita non va ossessivamente raccontato ma va vissuto anche osservandolo in silenzio con gli occhi colmi di meraviglia e stupore». 

Lemuri il Visionario è un musicista cantautore e un personaggio di fumetti insieme. Uno passato dal punk dei bei tempi, dal teatro off e da un’infinità di esperienze artistiche diverse, eppure è capace di scrivere dolci canzoni melanconiche come pezzi rock tirati come una corda di violino.

Il suo album Viaggio al centro di un cuore blu contiene 13 pezzi uno diverso dall’altro. Finalmente, dato che i dischi di oggi sembrano usciti da una fotocopiatrice o da una catena di montaggio.  Finalmente si sentono strumenti veri, chitarre elettriche e acustiche, pianoforti giocattolo o pianoforti a gran coda, percussioni, archi e fisarmoniche. Di elettronica neanche l’ombra per ora, ma chissà forse nel prossimo disco Lemuri cambia tutto perché da lui c’è da aspettarsi di tutto.

Uno dei brani più originali è dedicato a Don Chisciotte ma dei tempi nostri. Giulio De Vita uno dei fumettisti italiani più conosciuti all’estero si è innamorato del suo personaggio e ha realizzato un libro a fumetti e ne sta scrivendo un secondo. Il 23 febbraio esce il singolo e il nuovo clip di “Niente da dire” girato interamente a Budapest. L’album “Viaggio al centro di un cuore blu” distribuito da Vrec Label Music uscirà in aprile accompagnato da altri due videoclip. 

Lemuri il Visionario

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Roberto Manfredi
Ha iniziato a lavorare nella discografia nel 1975, collaborando tra gli altri con Fabrizio De Andrè, Paolo Conte, Roberto Benigni, Skiantos e Roberto Vecchioni. Per la TV, è stato capoprogetto e autore di innumerevoli programmi musicali e produttore esecutivo di molti format. Ha scritto per Antonio Ricci, Piero Chiambretti, Gene Gnocchi, Serena Dandini, Simona Ventura, Mara Maionchi e tanti altri. Inoltre ha pubblicato sei libri, tra i quali Skanzonata (Skira editore), Talent shop – dai talent scout a Talent show (Arcana), Cesate Monti, l’immagine della musica (Crac Edizioni) e Artisti in galera (Skira). È anche regista di video clip, film e documentari biografici. Ha vinto un Premio internazionale con il film Il sogno di Yar Messi Kirkuk . Attualmente è regista del tour teatrale Love & Peace di Shapiro-Vandelli. Scrivere è la sua passione.

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