Arisa: “Dobbiamo essere felici senza far male agli altri e a noi stessi”

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Voglio godermi Sanremo al massimo, ritornare a cantare, altrimenti che faccio… l’influencer?” Con questo spirito Arisa si racconta nella nostra intervista, mentre si avvicina la sua settima partecipazione al Festival di Sanremo (dal 2 al 6 marzo), con Potevi fare di più, storia in musica di un amore tossico, firmata Gigi D’Alessio. Dopo due vittorie (2009 e 2014), un secondo posto, e il ruolo di co-conduttrice in coppia con Emma (in era “Carlo Conti”, 2015), la cantante lucana si prepara a un Sanremo inedito, a cui non ha mai pensato di sottrarsi, perché “ripartire è importante, nonostante il Covid: c’è la possibilità di reintegrare i lavoratori dello spettacolo in un contesto martoriato”, dice mentre pensa all’Ariston come al megafono migliore per far riaprire teatri e cinema, chiusi da un anno.

Del festival tradizionale le mancherà il contatto con la gente. “A Sanremo durante la settimana del Festival ci sono tutte le caricature delle grandi star mondiali: Pavarotti, Nilla Pizzi…– ricorda – Sanremo è una vetrina bellissima per presentare i propri progetti, anche qui ne parliamo (via Zoom, ndr), ma è diverso: è bello parlare vis a vis con i giornalisti. Mancherà il pubblico, e tanto. È il pubblico che ti fa capire se stai facendo bene o male: io guardo le persone quando canto, mi piace cercare di intravedere nei loro occhi se li sto rendendo felici o meno”.

Finita la kermesse, e “finalmente padrona della sua vita”, come ama definirsi (dopo un trascorso discografico travagliato), la cantante tornerà in cattedra ad Amici, preparandosi in contemporanea all’uscita del nuovo album di inediti (aprile/maggio), con partecipazione (quasi certa) di Gigi D’Alessio.

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Intanto, da grande amante della cultura napoletana, Arisa (che ha scritto anche in dialetto campano) ha in mente di omaggiare, durante la terza serata di Sanremo (cover canzone d’autore), proprio un napoletano doc. “Avrei voluto cantare “’O scarrafone”… Ne ho scelto una più bella”, sorride sibillina.

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