Tanti auguri a John Travolta: l’attore nato due volte

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John Travolta

Dopo il successo de La febbre del sabato sera (1977), John Travolta non era solo un attore, ma quasi un “essere mitologico”, un’icona di stile da imitare e da omaggiare, capace di influenzare, forse involontariamente, la cultura pop anni 70. Quel film e il suo protagonista hanno avuto un centinaio di imitazioni anche al limite del trash.

Come dimenticare John Travolto… da un insolito destino (1979), di Neri Perenti e con Ilona Staller, oppure la sequenza del bellissimo L’aereo più pazzo del mondo (1980) in cui il protagonista, Robert Hayes, si trasforma nelle movenze e nel look in Tony Manero. Ancora in tempi recenti Tobey Maguire passeggia in stile Travolta in Spider-Man 3 (2007) al ritmo di Staying Alive e Steven Spielberg ricrea in Ready Player One (2018) la colorata pista da ballo de La febbre del sabato sera per i suoi attori virtuali… e tutto questo grazie a John Travolta.

John Travolta

I due genitori, che quasi ogni sera organizzavano feste per gli amici e i vicini facendo ballare e recitare i figli, ne intravedono subito il talento e lo spingono verso la giusta direzione. Furono loro a iscriverlo a una scuola di tip-tap e a indirizzarlo sulla strada del ballo e della recitazione. Dopo i primi passi nei teatri off-Broadway, arriva a farsi notare nella serie Welcome Back, Kotter (arrivata in Italia anni dopo con il titolo I ragazzi del sabato sera) e nel riuscitissimo Carrie – Lo sguardo di Satana (1976) di Brian De Palma.

John Travolta
La febbre del sabato sera

Poi arriva il regista John Badham che con un budget irrisorio, sei milioni di dollari, e la fortunata occasione di avere alcuni incredibili brani inediti dei Bee Gees, si ritrova a mettere in scena uno dei film più iconici della storia del cinema. Un successo inaspettato che, nonostante i divieti ai minori in quasi tutto il mondo, incassa cifre esorbitanti e dà la possibilità al semi-sconosciuto John Travolta di ritrovarsi candidato agli Oscar come miglior attore protagonista.

John Travolta
Una scena di Grease

Nel 1978 con il musical Grease diventa un teen idol e costruisce un altro personaggio memorabile grazie a una storia immortale, una colonna sonora indimenticabile e a una co-protagonista eccezionale, Olivia Newton John. Grease è una sorta di fascino miracoloso che nel corso dei decenni continua ad avere audience record in tutte le reti televisive del mondo ogni volta che viene trasmesso.

John Travolta
Olivia Newton John e John Travolta

Per John Travolta gli anni ‘80 segnano invece il declino. Rifiuta i ruoli da protagonista in American Gigolò e Ufficiale e gentiluomo, lasciandoli entrambi all’astro nascente Richard Gere, e gira i due flop Attimo per attimo (1978) e Urban Cowboy (1980).

Poi torna a lavorare con Brian De Palma in Blow Out (1981), un insuccesso che diventerà un grande cult in seguito e verrà addirittura usato come unico riferimento per l’anno di ambientazione del recente Joker (2019), apparendo nei cartelloni di un cinema mentre Joaquin Phoenix passeggia per le strade di Gotham.

John Travolta
Sylvester Stallone e John Travolta

La “discesa” continua con Perfect (1985) e due film di notevole successo commerciale come il seguito de La febbre del sabato sera, Staying Alive (1983), diretto da Sylvester Stallone, e Senti chi parla (1989), che vengono però massacrati della critica che sottolinea sempre con convinzione le pessime performance di Travolta.

John Travolta
Quentin Tarantino e John Travolta

Nel 1994 arriva Quentin Tarantino e tutto cambia. Il successo di Pulp Fiction rilancia la sua carriera con il ruolo del gangster “stonato” Vincent Vega e arriva la seconda nomination agli Oscar. L’interpretazione di Travolta è perfetta e completamente diversa da tutto quello che lo rappresentava precedentemente. Tarantino lo dirige come nessun altro e insieme ricostruiscono una fantastica scena di ballo in omaggio a La febbre del sabato sera.

John Travolta
Una scena di Pulp Fiction

Da quel momento in poi arrivano centinaia di proposte e una rinascita che solo pochi attori hanno avuto nella storia. Get Shorty (1995), Michael (1996), il bellissimo Face/Off (1997), I colori della vittoria (1998), A Civil Action (1998), La figlia del generale (1999) sono solo alcuni dei titoli pienamente azzeccati.

Nel mezzo chiaramente non potevano mancare alcuni flop e qualche scelta sbagliata come il rifiuto del ruolo principale nel musical Chicago (2002), andato come da routine a Richard Gere, ma niente di tutto questo ha fatto mai calare la sua collaudata popolarità.

Tra alti e bassi e irrimediabili tragedie che hanno sconvolto la sua vita familiare, il nome di John Travolta ha accompagnato il pubblico di almeno tre generazioni con ruoli indimenticabili e stimolanti passi di danza che in molti imitano ancora oggi davanti allo specchio di casa.

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Massimo Santimone
Nato a Genova nel 1967 e vissuto felicemente con un cinema a due metri dal portone di casa. Con un diploma in sceneggiatura preso presso la Scuola d’Arte Cinematografica di Genova ho realizzato diversi spot e cortometraggi, di cui uno fighissimo dal titolo “Il Caso Ordero”. Una cosa tira l’altra e sono arrivato a fare inserti di cinema e poi programmi in diverse radio: Radio Genova Sound, Radio Nostalgia, Radio City e ora Radio Aldebaran. Dal 2017 sono il direttore dei programmi del Riviera International Film Festival.

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