Aiello: prima Sanremo e poi il mio disco Meridionale

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È un Aiello emozionato e inquieto quello che si appresta a salire sul palco dell’Ariston nelle prossime settimane. Forse un po’ teso, perchè consapevole della grandezza della sfida che sta per affrontare, ma anche estremamente entusiasta di ritornare a suonare live.

Antonio Aiello, calabrese di nascita e romano di adozione, si definisce “il più piccolo tra i big” e non nasconde di avere riscontrato, nel corso delle prove, una sorta di problema con l’orchestra. Un problema che, si augura, non si ripresenterà in diretta dall’Ariston:“Già suonare con un’orchestra di 50 elementi è un’emozione fantastica, poi è capitato che dopo le nostre due prove i maestri facessero un apprezzamento sulla mia performance e io come uno scemo stavo per piangere in tutte e due le occasioni”.

Il giovane cantautore si troverà nel 2021 quasi al suo secondo Festival. Il quasi è d’obbligo perché la sua prima partecipazione risale a 10 anni fa quando si presentò tra le nuove proposte ma non arrivò alle selezioni finali.

“Inutile dire che ci sono rimasto malissimo, non volevo uscire di casa e un mio amico cercò di risollevarmi l’umore con dei cioccolatini e facendomi un po’ distrarre con musica e film ma senza mai mettere piede fuori. Non volevo vedere nessuno. Ero molto deluso, anche perché quando sei giovanissimo pensi sempre che quella sia la tua unica occasione e se non sei riuscito a sfruttarla ormai il treno è passato. Per fortuna non è stato così”.

Oggi infatti Aiello arriva a Sanremo di diritto nella schiera dei big e il posizionamento in classifica stavolta non è una priorità: “Lo so che lo diranno tutti e a tratti non ci crede nessuno ma non mi preoccupo del posto in cui mi classificherò. Non nascondo che vincere mi piacerebbe, è chiaro e sarebbe ipocrita dire il contrario. Ma se arrivo ultimo e poi riesco comunque ad ampliare il mio pubblico, ad arrivare a tanta gente e a riempire i concerti, appena si potrà suonare dal vivo, mi sta bene lo stesso”.

I suoi colleghi Colapesce e Dimartino – suoi competitor all’Ariston – in un video ironico (e finto spoiler) che gira sui social lo vedono invece come vincitore del premio della critica: “Beh, magari, è il premio qualità in fondo”.

A Sanremo Aiello porterà Ora, un brano che parla di un amore consumato e ha un testo che ha fatto molto discutere soprattutto per un inciso a cui si fa riferimento a del “sesso ibuprofene”.

“Quando l’ho scritto è arrivato spontaneamente, è stata la parola a cercare me e non il contrario. Io non amo spiegare le canzoni perché il bello dei brani è che ognuno può vederci quello che vuole e intenderlo come preferisce”.

E aggiunge: “Posso dire che si parla di una storia che poteva essere importante e che è iniziata, come spesso accade, con del sano sesso. Sesso ibuprofene può essere tante cose, anche tutte insieme: è un sesso che non ho dimenticato e per me è stato curativo ma non abbastanza, tossico perché non me lo sono goduto fino in fondo visto che da quel sesso sono scappato. È stato sesso liberatorio perché a me è servito per uscire da altra roba che mi portavo dentro”.

Di certo Ora non è un pezzo che passerà inosservato ed è stato definito dello stesso autore come un brano carnale e passionale “in cui mi do anche dello stronzo”.

Niente recriminazioni all’altra parte quindi, per una storia che finisce: “Nove volte su dieci nelle canzoni si racconta di quanto qualcuno ci ha fatto soffrire, io qui faccio il contrario: la colpa è stata mia. Non è così scontato ed è importante prendersi le responsabilità con se stessi prima che con gli altri. Avevo bisogno di dirmelo”.

Anche se aggiunge subito dopo che per lui gli stronzi, almeno in amore, non esistono: “Ci sono solo persone che fanno pagare lo scotto di stanze del passato non ancora svuotate a chi viene dopo. Io non ho mai fatto soffrire gratuitamente e per il gusto di farlo e mi auguro che anche con me abbiano fatto lo stesso”.

Oggi Aiello è un artista completo ed eclettico: cantautore sopraffino ma anche capace di far ballare il suo pubblico. Un artista che ha fatto della contaminazione tra generi il suo tratto distintivo. Una caratteristica che ripresenterà nel suo secondo album in studio in uscita il prossimo 12 marzo e dal titolo importante: Meridionale.

“È un omaggio a chi mi ha dato la voce. È la mia prima occasione per accendere una luce buona su una terra – la Calabria – raccontata spesso a tinte scure, è un’occasione per vederne uno dei suoi infiniti lati buoni: il mix di culture diverse che l’hanno resa unica e speciale”.

Sarà un disco di 10 tracce e parlerà tanto di amore: di storie nuove ma anche di molte che il giovane artista non è riuscito a cancellare e che l’hanno fatto soffrire, anche se giura “non sono un sottone”.

L’album conterrà Vienimi a ballare, Che canzone siamo (i due singoli già pubblicati) Ora, il brano in gara all’Ariston e altri brani di cui Aiello ha dato un’anteprima. Farfalle, un pezzo che evidenzia le fragilità dietro le armature, Per la prima volta, un brano che racconta più di altri la sua voglia di ballare e si rifà alla musica tipica dei club di Berlino. E Scomposto, una sorta di piccola autobiografia in musica: una ballad che descrive se stesso come strano e mai convenzionale. “Anche i miei amici e i miei parenti mi dicevano che ero un tipo strano e particolare e io l’ho sempre visto come un valore aggiunto. Anche il modo di sedermi che avevo  in classe e oggi ho sul divano è scomposto e mi piace”.

Non ci saranno brani in dialetto calabrese (sebbene nella hit estiva Vienimi a ballare si ascolti un cosentino “Ciotarì” nel ritornello) ma Antonio racconta che della Calabria ci sarà tutto il resto: cibo, mare, pelle, tradizioni.

Soprattutto la voglia di vivere la meridionalità con estremo orgoglio: “Io sono un orgogliosissimo calabrese e non ho mai sentito la parola terrone come un’offesa anche se nelle intenzioni di chi lo diceva spesso lo era. Non credo nel dualismo nord-sud, ci tenevo solo ad omaggiare la terra da cui provengo”.

Un album che porterà all’estremo il concetto di contaminazione che per Aiello è il senso ultimo della musica stessa. Un mix di R&B, pop, urban, classic, musica popolare, musica gitana e frammenti del miglior cantautorato italiano. Un intrecciarsi di stili e generi, utile per arrivare a una nuova definizione di pop: il pop meridionale.

Una chicca sarà la presenza della partenopea Sum nel brano Di te niente. Una giovanissima che Aiello ha conosciuto la scorsa estate nel corso del Giffoni Film Festival e che ha voluto nel disco. “Forse la parola scommessa si addice più a un grande – cosa che non ritengo di essere – ma lei in parte è la mia scommessa. In questo album estremamente meridionale volevo un pezzetto di Napoli perché Campania e Calabria sono legate da un filo rosso culturale. Volevo una Campania brava, donna, femmina, cool e ho pensato a lei. Ho preferito una giovane artista in fioritura per il mio feat. invece di un nome più grande del mio e spero di aver fatto la scelta giusta per me ma anche per lei. Anche per un’esordiente legarsi così a un altro artista è una sfida”.

L’album in arrivo, quindi, e un Festival tutto da vivere: come si sta preparando Aiello?

“Durante le prove non ho visto nessuno: colazione in camera, pranzo  in camera, cena in camera. Farò così anche durante la settimana di Sanremo perchè ci hanno consigliato, per quanto possibile, di evitare anche gli spazi comuni in albergo per ragioni di sicurezza. Non è il festival che ci aspettavamo ma è comunque l’evento musicale più grande che abbiamo in Italia e io ce la sto mettendo e ce la metterò tutta”.

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