Irama: “Una nuova consapevolezza tra gioia e dolore”

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Un ragazzo consapevole e sicuro di ciò che vuole essere sul palco e per il pubblico. Questo è l’Irama (pseudonimo di Filippo Maria Fanti) che si racconta ai giornalisti in vista della sua partecipazione al prossimo Festival di Sanremo con il brano La genesi del tuo colore. 

Sarà la terza volta sul palco dell’Ariston per il giovane artista  dopo aver partecipato nel 2016 con “Cosa Resterà” nella sezione nuove proposte e nel 2019 con il brano “La Ragazza Con Il Cuore Di Latta”.

Dopo un 2019 travolgente in cui ha battuto record di vendite e classifiche, un tour che ha registrato il tutto esaurito e si è chiuso con un concerto sold out al Forum di Assago, Irama ha pubblicato nell’estate 2020 l’EP “Crepe”,  un lavoro che rispecchia appieno la sua ecletticità.  L’Ep, certificato oro, contiene “Mediterranea” il singolo pubblicato a maggio e salito subito in cima a tutte le classifiche di vendita, Spotify, Tik tok, Earone. Certificato quadruplo disco di platino, “Mediterranea” è stato incoronato da Spotify  come brano più ascoltato dell’estate e, a dicembre, come la canzone più ascoltata nel 2020 sulla piattaforma. Il brano è inoltre entrato nella top 10 della playlist delle 100 migliori canzoni di Apple Music per il 2020 e nella top 10 dei brani più passati in radio secondo Earone.

Tantissimi successi e riconoscimenti per Irama, particolarmente felice di tornare sul palco sanremese:

“Sono orgoglioso di tornare sul palco dell’Ariston con La genesi del tuo colore un brano che  rappresenta, per me,  un inno alla vita” racconta Irama “La vita ha, secondo me, un legame molto forte con la sofferenza. A volte, nei momenti di sofferenza, quando rischiamo di perdere tutto, nasce qualcosa dentro di noi che fa scoppiare il colore e fa tornare a scorrere la vita. Il colore per me rappresenta la vita, con le sue tante e diverse sfumature che scorrono dentro di noi come il sangue nelle vene. A volte sembra che la vita voglia giocare con noi, sembra voler decidere la nostra sorte e suonare le nostre corde facendoci sentire inermi davanti all’esistenza, ed è proprio in quei momenti che nasce qualcosa dentro di noi che riesce a fare esplodere il colore che fa tornare a scorrere la vita”.

Con il testo scritto da Irama e la musica composta dallo stesso Irama con Dardust e Giulio Nenna, “La genesi del tuo Colore” uscirà nelle radio, su tutte le piattaforme digitali e su youtube, chiaramente,  dopo l’esibizione sul palco dell’Ariston.

Un brano fresco ed  estremamente ritmato, racconta l’artista, che segna un nuovo inizio ed una nuova consapevolezza: “Oggi il termine sanremese è andato a scemare negli anni. Molti artisti hanno raccontato la loro musica com’era. Tendo molto a seguire il mio flusso creativo ed è nato in maniera molto spontanea, non in modo strategico. Tutto è stato sincero. Essere a sanremo significa più consapevolezza. Crescendo poi assumi più responsabilità, ma è sempre come fosse la prima volta, è sempre un nuovo inizio. Sono molto giovane e ho tanto da dare, me la vivrò in maniera genuina.”

Il colore significa molto per Irama ed assume un significato speciale se associato alla vita stessa: “Difficile associare un colore alla vita, non si può essere sempre in un mood. Il bordeaux è passionale, carnale, elegante. Ma è anche cruento, ricorda il sangue. Per cui se dovessi scegliere, sceglierei il bordeaux.”

Sarà un Sanremo molto particolare, nato dopo un lockdown di molti mesi che però non ha influito sulla vena compositiva: “Il periodo di lockdown non ha influito molto in questo, non ha condizionato il brano” – ammette Irama.” Io poi sono sempre un lupo solitario che si isola con i suoi musicisti. Nel privato si invece, ha influenzato. Ha dato peso a cose a cui prima non si dava la stessa importanza. E’ una cosa più grande di noi che ha segnato un’epoca.”

Il successo per Irama è stato travolgente, ma non ha condizionato la percezione del presente del giovane cantante, che pensa molto di più ad andare oltre senza guardarsi indietro: ” Essendo giovane non mi soffermo molto, magari lo farò un domani godendomi il traguardo. Il fatto che le persone cantino le tue canzoni, che magari ti facciano un in bocca al lupo, quello me lo godo appieno. Il fatto di aver messo dei paletti non significa non abbia molto da raccontare e non debba rimboccarmi le maniche.”- afferma con sincerità.

Il brano, come ha affermato più volte lo stesso Irama, è nato da un rapporto spontaneo e di stima con Dardust: “Il rapporto con Dario è di stima reciproca. Lui poteva racchiudere ciò che volevo da questo brano, è nato un connubio sincero. Il brano ha delle cose up tempo e sei un pochino costretto a salire su questo treno. Nasce da qualcosa di malinconico, dopo aver guardato questo video in cui un ragazzo rasava i capelli a una ragazza, qualcosa che ancora mi scava dentro… è come fosse una moneta, con venature di sofferenza e vita reale. La vita è talemente lunga e ricca che è impossibile racchiuderla. Vediamo la morte come se tutto si spegnesse. Per alcune culture invece è come se tutto trovasse delle ripsoste. Nei momenti di sofferenza, per me, è dove capisci tutto  e  non li puoi controllare. Lì esplode il colore. “

Componente essenziale per Irama è quella visiva. Non basta solo la forza del brano, ma deve essere necessariamente accompagnato da una parte di show: “Non voglio spoilerare”- racconta- “Ma a livello visivo ed estetico ci saranno collaborazioni importanti nate dalla passione sincera nel farlo. Amo vivere la musica di tutti i generi e mi piace ricordarmelo attraverso uno show. Sul palco ci sarà questo elemento, e ci sarà qualcosa da raccontare anche visivamente.”

Ciò che mancherà di più in questo Festival sarà la presenza del pubblico e per gli artisti in gara sarà particolarmente difficile: “Il fatto che manchino delle persone è una mancanza vera, l’unione delle persone crea qualcosa di magnetico. L’energia delle persone è indiscutibile e il live va difeso a tutti i costi. Però comunque è bello farlo lo stesso, avremo modo di recuperare e sarà ancora diverso la prossima volta.”

Tante le curiosità anche sul direttore d’orchestra, che non si sa ancora se sarà lo stesso  Dardust“L’orchestra ha apprezzato molto”- dice soddisfatto Irama- “Non sappiamo però ancora diverse cosa visto il periodo. Mi hanno fatto sentire molto a mio agio su un palco così importante. Il connubio tra musica e musicisti è fondamentale, e in questo brano in cui la parte elettronica è predominante hanno un ruolo importantissimo.

Il lockdown  ha dato modo anche ad Irama di riflettere su diversi aspetti della vita e nonostante questo non ha mai smesso di creare: “In alcuni momenti ti accorgi che non ti godi pienamente le cose, tendo a sopravvivere agli eventi che ci bombardano. Il momento in cui ti fermi riesci a goderne. In questo momento io non ho mai smesso di creare, non mi sono mai fermato, e nei momenti in cui mi sono fermato ho avuto modo di raccogliere e riflettere. Ho avuto molto modo di raccogliere quello che verrà.”

Il brano sanremese è molto ritmato ma ha anche una forte componente malinconica, di cui Irama va molto fiero- “Una delle difficoltà più alte è incrociare un up tempo con un sentimento malinconico, per esempio come La ballata dell’amore cieco di De Andrè. Mi piace che La genesi del tuo colore abbia questo incrocio. Per me è stato molto difficile. Ed il risultato è  un bel connubio fra orchestra ed elettronica, un bel mix tra i due mondi. “– dice Irama.- “I violini nel brano danno malinconia, così come alcune immagini nel testo. Ci sono riferimenti struggenti, secondo me. Sicuramente c’è molto di me dentro, anche se nasce da altro. La grandezza della musica è che dipende da cosa vuoi sentire tu da quella canzone. Questa canzone fa sia ballare ma fa anche pensare a ciò che ti ha fatto male.”

Inevitabile pensare al mondo dello spettacolo  che si è fermato quasi completamente in questo anno, ed Irama sente forte la responsabilità di questo nuovo, piccola grande inizio: “Siamo tutti sulla stessa barca ed è difficile guardare oltre. E’ giusto se ne parli tanto di tutte queste persone che hanno difficoltà enormi. Ho la responsabilità, come tutti, di osservare le regole e cercare di fare qualcosa nel mio piccolo.”

Un successo travolegente, dicevamo, ma che Irama gestisce con maturità e puntando sempre in alto, ma per se stesso, senza soffrire la competizione: “Non sono  un paraculo, dico la verità. Mi piace pensare di ottenere sempre di più e raccontare a tutti la mia musica. Non sono il tipo che guarda il disco di platino in più, ma se ottengo risultati festeggio con chi mi aiutato a raggiungere quei risultati.”

Il grande successo arrivato con la partecipazione al talent Amici nel 2017, ma Irama è molto chiaro a tal proposito: “I risultati si vedono nel tempo e con l’impegno, fermarsi al “dove vieni” lo trovo ignorante e superficiale. 

La parola che Irama ha più utilizzato per raccontarsi è stata sincerità, e non è un caso – “è qualcosa che mi lega da sempre al cantautorato, e dalla fortuna che ho di essere italiano. La contaminazione invece mi ha dato modo di vedere la musica diversamente. Sincerità è una parola chiave. Se non sei sincero, si sente, e non arrivi. Tutto il resto non conta. La tecnica è meravigliosa, ma va usata per arrivare alle persone.”

Il cast sanremese quest’anno vede tanti artisti nuovi per quel palco ma amatissimi dal pubblico più giovane, e per Irama è solo un qualcosa di positivo soprattutto in questo momento: “Ci sono tante nuove leve e magari saranno i vecchi a fare del nonnismo -(ride- n.d.r). Il “era meglio prima” è nauseante. Il fatto di tornare all musica è il potersi contaminare, perchè significa arricchirsi. “

L’obiettivo di questa nuova esperienza sanremese è chiaro- “La canzone è nata in modo spontaneo e ho voluto raccontarla su un palco importante.”- spiega Irama- “ Sarà un Sanremo più attento, così come lo siamo tutti nella quotidianità. Sto crescendo artisticamente. Ho la fortuna di cantare con un’ orchestra e di voglio prepararmi bene tecnicamente.”

E il dopo Sanremo? ” L’album è “work in progress” e aprirà tutto quanto- svela Irama.

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