Franceschini: «È giunto il momento di riaprire cinema e teatri»

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cinema e teatri

Addirittura c’è già chi ipotizza una data: subito dopo Pasqua, martedì 6 aprile. Quel giorno, sostengono alcuni, potrebbe essere quello giusto per la riapertura dei luoghi dello spettacolo e della cultura. L’indiscrezione ha iniziato a circolare già ieri e oggi, dopo un’intervista rilasciata al Corriere della Sera dal Ministro della Cultura Dario Franceschini si è fatta ancora più insistente. 

Ma ecco cosa ha detto il Ministro al Corriere: «La chiusura di teatri, cinema e sale da musica è stato un dolore, ma inevitabile. Abbiamo cercato di accompagnare con misure straordinarie (…) i tanti mondi legati al cinema, al teatro, alla musica sostenendo imprese e lavoratori. Una realtà che non ha mai conosciuto ammortizzatori sociali ha avuto la cassa integrazione per i dipendenti e sostegni per i tanti lavoratori precari o intermittenti. Un lungo elenco di interventi che non bastano, lo so perfettamente: li sto riproponendo in modo consistente per il nuovo decreto Ristori (…). Ma ora bisogna ragionare della riapertura».

Alla domanda successiva («Come? Quando?») rivolta dall’intervistatore Paolo Conti, il Ministro risponde: «Non voglio coprirmi dietro la scelta di altri Paesi, anzi. Però, ad oggi, teatri e cinema sono chiusi in Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Portogallo. Ma siccome l’Italia è l’Italia vorrei che fossimo i primi a riaprire. L’operazione va fatta non con i proclami né con gli annunci ma per passi possibili».

Poi, dopo aver ricordato che già la scorsa estate la riapertura di cinema e teatri era avvenuta tenendo conto di «misure di sicurezza molto rigide che si sono rivelate efficienti», Franceschini accenna a quali potrebbero essere i criteri da adottare in caso di nuova riapertura, citando tra l’altro «i biglietti nominativi, la tracciabilità delle persone, le mascherine Ffp2» (clicca qui per leggere l’intervista integrale).

Tutto ciò è in linea con quanto detto dal Primo Ministro Mario Draghi  durante il discorso pronunciato in occasione del voto di fiducia, quando disse che «la cultura è una dei pilastri si cui si regge la nostra società» e che, non sostenendola, si rischia di «perdere il patrimonio che rappresenta la nostra identità».

Ora si tratta di passare dalle parole ai fatti, possibilmente in tempi rapidi. Anche perché l’intero settore ha bisogno di ossigeno. La logica vuole che le riaperture siano graduali, fatte in piena sicurezza. E noi siamo per proseguire su questa strada, tenendo conto dei vari protocolli elaborati dalle associazioni di categoria (clicca qui per leggere un documento molto completo elaborato da esperti del settore e sottoscritto da  numerose associazioni. È stato inviato proprio oggi al Governo, al Mibact e altre istituzioni). 

In particolare per quanto riguarda la musica, crediamo sarebbe illusorio e sbagliato, almeno in una prima fase, pensare di ricominciare dai grandi eventi all’aperto (stadi, arene, autodromi), ma concerti e spettacoli di piccole e medie dimensioni si possono fare. Del resto sono questi che danno davvero da mangiare ai lavoratori del settore.

Un settore, come dicevamo, che non smette di soffrire. Questa sera andrà in scena una nuova manifestazione organizzata da chi lavora nei teatri. Si intitola Facciamo luce sul teatro: dalle 19,30 alle 21,30 numerosi teatri saranno illuminati e davanti ad alcuni, nel rispetto delle misure anti Covid, saranno organizzati presidi di attori e maestranze. Sono numerosi gli artisti che si sono mobilitati. Tra gli altri, Corrado Guzzanti, Edoardo Leo, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Jasmine Trinca e Alba Rohrwacher, Gabriele Lavia. La manifestazione è organizzata da Unita (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivi). 

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Spettakolo! nasce nel 2015 e si occupa di cinema, musica, travel, hi-tech. Alla Redazione di Spettakolo! collaborano varie figure del mondo del giornalismo (e non) desiderose di raccontare tutto ciò che per loro è "spettacolo" (appunto).

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