Ghemon: “Finalmente mostro tutte le mie anime”

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Torna tra i big della 71esima edizione (o 70 +1, come ama definirla il conduttore e direttore artistico Amadeus) il rapper dall’anima soul Ghemon (pseudinimo di Gianluca Picariello), con il brano Momento Perfetto.  L’artista ha già calcato il palco del Teatro Ariston due volte, gareggiando nel 2019 con il brano Rose Viola, e come ospite della serata dei duetti, per cantare Adesso con Diodato e Roy Paci nel 2018. Quest’anno, invece, nella serata dedicata alle cover, duetteranno con lui in un medley i Neri per caso.

“Li ho sempre trovati eccezionali. “- racconta Ghemon. “Sono bravissimi e  mi hanno sempre messo un sacco di buon umore, ciò che vorrei facesse il mio brano. Una canzone che è allo tempo realista e molto ottimista. Con i  Neri ho voluto vengano fuori le voci e ho voluto avere il piacere di far capire come la musica possa essere sia struggente voce e chitarra che a più voci.”

Il testo di  Momento Perfetto con cui l’artista gareggia a Sanremo 2021 si inserisce nell’ultimo disco del rapper avellinese, in uscita il prossimo 19 marzo. L’album – scritto e prodotto tra studio, registrazioni a distanza e riunioni virtuali – ha visto Ghemon impegnato in ogni aspetto, dalla composizione alla produzione, dall’arrangiamento alla scelta dei cori. Il risultato è un lavoro di gruppo, composto da un team di musicisti e produttori che lo hanno accompagnato nel processo creativo: Simone Privitera, Claudio La Rocca, Fabio Brignone e Giuseppe Seccia.  Il disco ‘E vissero feriti e contenti’ esprime una nuova visione artistica e esistenziale, la voglia di vivere al meglio il presente e aprirsi alla vita, in tutte le sue sfaccettature.

“‘E vissero feriti e contenti’ è un disco in cui vengono mostrate tutte le mie anime. Ho spaziato tra tanti generi diversi, cercando di costituire io l’elemento di unione. Ho potuto esprimermi non solo come cantante e autore dei testi, ma anche nella produzione e nella supervisione artistica: al mio settimo disco sono finalmente io, al completo. È musica in italiano ma che parla internazionale, una cosa in cui ho sempre creduto per poter essere unico nel nostro panorama. “– racconta Ghemon.

“A neanche un anno dal mio lavoro precedente e in un momento in cui il mondo si stava fermando, ho prodotto questo disco perché sentivo l’esigenza di creare, la voglia di comunicare ma soprattutto l’ho fatto per amore della musica, in cui mi sono rifugiato e grazie alla quale ho tirato fuori tutto quello che avevo dentro”.

La canzone sanremese, scritta dallo stesso Ghemon  è un mix di rap, soul e funk secondo la sua stessa definizione. Il brano del riscatto verso il tradimento di alcuni amici e la successiva rinascita. Un inno a credere in se stessi e nelle proprie capacità, anche nei momenti più difficili: “La canzone è nata a partire dal ritornello ed il pezzo è venuto così, esattamente come la prima registrazione.”- racconta Ghemon. “ E così fu per Rose Viola. In nessuno dei due casi avevo pensato a Sanremo. Poi mi hanno chiesto se ci volevo provare, e ho proposto questo brano.”

Negli ultimi 7 anni Ghemon ha fatto parecchia strada, e nell’ultimo anno si è concesso di dedicarsi soprattutto a questo nuovo lavoro: “Tanti punti di vista diversi”– spiega Ghemon. “Ho dovuto capire cosa stesse succedendo, ero bloccato ad osservare cosa succede. In altri momenti ho reagito, spinto dalla voglia di vivere. avevo un sacco di voglia di fare musica, in tempo di record. Ho fatto un disco pieno di voglia ed energia, non mi sentivo consumato, nonostante il periodo. Un disco che è una cosa strana, perché non sono sicuro ci sarebbe stato perché non avrei avuto il tempo di chiudermi in studio e fare solo quello. Affronto i periodi della mia vita come fossi un attore, solo che non mi pagano come un attore” scherza l’artista. “Il gatto in copertina, Jamie, significa un sacco di cose, pronto a scattare come me. I gatti hanno 7 vite, e io ne ho vissute altrettante. Davvero è qualcosa di simbolico.”

Parole curate, così come la metrica, e novità dal punto di vista della musica. Un’idea fiabesca di tutto il discorso di Ghemon che apre il disco, narrato dall’attrice  Chiara Francese. Negli anni tutto è cambiato moltissimo: “Spesso nei dischi uso la prima persona, ma la musica è un dialogo, comunicazione. Ha bisogno “dell’altro capo”. le canzoni sono figlie della mia esperienza, ma sono prima di tutto ascoltatore. Quando scrivo un sico con questo titolo, penso alla mia esperienza ma in realtà mi guardo attorno, capisco che crescendo si prendono delle botte e si tiene botta. la vita è questa. Ci si può lamentare o dirlo col sorriso sulle labbra.”

Un disco “Immaginato in sequenza e lo immaginavo introdotto da una voce. Tutto è  diventato più cinematico, con un copione, dei personaggi, una fine. Mi piace l’dea del viaggio, come fosse una miniserie tv. “- spiega Ghemon. “Mi sono immaginato anche la performance sul palco, e sarà movimentata come il brano.”

Esperienze di vita personali, musicali, e tutto trova il suo equilibrio in questo disco ricco di esperienze di vite, freschezza e voglia di vita. “Con il tempo ho cercato di mettere l’occhio sulle sensazioni quotidiane. all’inizio ero un poeta annoiato chiuso in bliblioteca. Oggi mi chiedo come posso dare ritmo a ciò che mi accade intorno e renderlo musicalmente elegante ed interessante. Un approccio immediato alle idee, senza voler scrivere l’opera magna ogni volta. C’è la parte ironica di me, che non sempre sono riuscito a dimostrare.”- spiega l’artista.

Ghemon risponde anche a chi lo vorrebbe sempre uguale, come in Tigre o Difficile: “C’è sempre una latenza tra Gianluca ascoltatore e Ghemon artista. Finché non sento che posso dire la mia su un genere,non lo faccio. Ci penso e ci ripenso. però poi so che tra 10 o 15 anni sarò sicuro che parla ancora di me. E mi diverto. Devo tutto ai miei ascolti e alla mia curiosità. Quando ero piccolo e ascoltavo il rap, se non avessi ascoltato anche Stevie Wonder non sarei cresciuto con questa apertura. per questo i miei artisti preferiti italiani sono Pino Daniele, Elio e le storie tese e Lucio Dalla. Per tanto tempo credo fosse difficile incasellarmi, e io ambisco a fare una cosa a parte. In questo disco , nell’anno delle grandi solitidini e distanze , ho fatto un lavoro di gruppo. Non so come sia stato possibile, ma è il disco in cui ho lavorato più inj squadra. Ho fatto un lavoro che non avevo mai fatto prima, ed è la soddisfazione più grande. Aver creato un gruppo coeso, e non è per quante copie si vendono. Siamo tutti orientati a dire qualcosa di importante, e la vogliamo fare con identità.”

Un brano tridimensionale quello che Ghemon porterà a Sanremo, ricco di fiati,curati, arrangiati e suonati negli Stati Uniti dal trombettista, vincitore di 11 Grammy, Philip Lassiter. “Lavorando con ragazzi più giovani di me, abbiamo pensato fosse necessaria una visione internezionale sui fiati, e abbiamo contattato Philip Lassiter .”Per piacere alla gente ti deve piacere la gente”, diceva Dalla. Un disco che ha linfa vitale ed energia, tanta anima. Non me lo sentivo proprio nel cuore un disco triste.”

La logistica, quest’anno, è inevitabilmente cambiata a Sanremo, ma Ghemon riesce a trovare comunque il lato piacevole dell’esperienza, che resta tra le più emozionanti: “Manca una parte di folklore fondamentale. Ho fatto un sacco di strada e mi permetto di dire che non è la prima che canto davanti a una platea vuota”– scherza l’artista. “Sarà comunque emozionante e il pubblico a casa potrà godere di un spettacolo valido. Questa pandemia ci ha offerto delle opportunità. Da spettatore ho sempre amato i concerti, i live sono dal vivo e irripetibili. Ma questa occasione ci offerto la possibilità di utlizzare diversamente la tecnologia.”

Il titolo dell’album è decisamente singolare ma non è stata una scelta pensata: “Ero sul ballatoio di un palazzo e stavo guardando il ballatoio di fronte. Questo titolo è arrivato così, è venuta fuori questa frase, così, senza pensarci. Come se potesse rappresentare me e ciò che stava accadendo. Volevo in realtà la musica del festeggiamento e già dal titolo volevo che ci fossero enrembi i concetti, il passato e lo sguardo al futuro.”

Testo MOMENTO PERFETTO

Avevo aspettative su chissà che risultati
Ma erano tranelli
E mi ritrovo con le mani nei capelli
Alle volte vorrei smettere
Non nego che m’intriga il pensiero di sparire,
L’idea di cambiare vita
Certe mattine che è ancora buio
Mi alzo ad orari quasi vietati
Non voglio più lavorare gratis
O che mi cambino i connotati
Se non avveri i tuoi desideri
Finisci a vivere di ricordi
Ma nel momento in cui te ne accorgi
Qualcun altro ha il tuo posto e i tuoi soldi
Ho aspettato in silenzio e con calma
Ma ora mi è venuta voglia di urlare
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Dicono sempre che è il turno degli altri
Ma non mi sento secondo a nessuno
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
“Non ti ho sentito più ma dì, com’è fratello?
Tu puoi contare su di me e questo lo sai fratello!”
Ma quando poi sei senza chiave nel tuo inferno
Ti scopri figlio unico e sei chiuso dall’esterno
A te è rimasto il veleno
Ma lo sai come sono i serpenti
Se tu gli tendi la mano
Poi loro hanno affondato i denti
È andata ma se ci ripensi
Che razza di rischi ti sei preso?
Ed il fatto che non ti sei mai arreso
È un miracolo e va difeso
Ho aspettato in silenzio e con calma
Ma ora mi è venuta voglia di urlare
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Dicono sempre che è il turno degli altri
Ma non mi sento secondo a nessuno
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Non ho dubbi adesso
Dentro sento che è il mio momento
Per questo ora dirò all’universo
Che mi voglio giocare tutte le mie chance
Un flusso di energia mi attraversa
Mi sta mandando fuori di testa
Sto caricando l’aria di elettricità
Ho aspettato in silenzio e con calma
Ma ora mi è venuta voglia di urlare
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Dicono sempre che è il turno degli altri
Ma non mi sento secondo a nessuno
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me 

TRACKLIST E VISSERO FERITI E CONTENTI

  1. Intro – Vissero Feriti e Contenti 
  2. Piccoli Brividi  
  3. Tanto Per Non Cambiare  
  4. Nel Mio Elemento  
  5. La Tigre  
  6. Difficile  
  7. Non Posso Salvarti  
  8. Lucido (Interlude) 
  9. Momento Perfetto  
  10. Infinito  
  11. Puoi Fidarti Di Me 
  12. Illusione Ottica (Interlude) 
  13. Trompe l’oeil 
  14. Sparire  
  15. Outro

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